NON VIENE CON NOI IL CAGNETTO DOVE LO METTO?

Abbiamo deciso di lasciarlo a casa.

Naturalmente dobbiamo assicurarci che sia ben accudito.In assenza di “nonni” disponibili, valutiamo per tempo le alternative e scegliamo la più idonea al carattere del nostro animale.

LA PENSIONE

La scelta non deve essere affrettata o affidata al caso. Visitiamo, quindi, preventivamente alcune pensioni in zona. Informiamoci sull’ampiezza dei box e sugli spazi che hanno per muoversi in libertà. Osserviamo gli altri ospiti per capire come sono tenuti.

Controlliamo l’alimentazione e come viene suddivisa la razionetipo giornaliera. E’ consigliabile, se per l’animale è la prima volta, verificare
l’adattamento alla pensione qualche settimana prima della partenza, per sondare le “sue” reazioni. Si darà così all’animale la possibilità di abituarsi gradualmente alla nuova situazione, senza traumi improvvisi e con l’idea ormai acquisita che tornerete da lui. Si può iniziare con mezza giornata; poi, a distanza di una settimana, il “distacco” può salire a 24-36 ore. La settimana successiva, se fido non ha mostrato segni di intolleranza, si potrà partire tranquilli.


Magari costa un po’ di tempo e denaro in più, ma la manovra dell’inserimento permette una vacanza tranquilla… Le tariffe dellepensionivariano a seconda della taglia del quattrozampe e vanno dai15 ai 30 euro algiorno. Indirizzi di pensioni per cani e gatti, si possono trovareda veterinari e ambienti specializzati (negozi pet, toelettatori, ecc.) o essere richiesti alle associazioni di zona.

Se però, giustamente, il pensiero di metterlo in pensione non ci va a
genio, è bene trovare un DOG-CAT SITTER che si prenda cura del
nostro “pet” mentre noi non ci siamo.

Può essere un amico, un parente, un vicino di casa, il portinaio:
insomma qualcuno di cui ci si fida che vada a dargli da mangiare e da
bere e lo porti in passeggiata durante la nostra assenza.

Ma si può anche cercare un dog-cat sitter professionista, che spesso
garantisce la custodia per diversi giorni. In questo caso è utile cercare
di conoscerlo prima, spiegargli bene le “esigenze” del nostro animale e
prendere accordi precisi. Gli annunci si trovano presso gli ambulatori
veterinari e quasi in tutti i negozi per animali.

C’è anche chi, però, preferisce portare il proprio cane in pensione invece che portarlo con sé. Abbiamo stilato un decalogo per la scelta del posto giusto.

IL DECALOGO PER LA SCELTA DELLA PENSIONE PER ANIMALI

Per il bene dei nostri cuccioloni è necessario qualche accorgimento per
essere certi di lasciarli in buone mani. Troppe persone si “inventano” infatti il mestiere di “pensione” senza nulla sapere di etologia e di gestione degli animali, approfittando della necessità di decine di migliaia di cittadini che durante le vacanze non possono portare con sé l’amato compagno.

La vita dei nostri quattro zampe non può essere lasciata al caso, in mano a improvvisati imprenditori. Il settore è peraltro senza regole precise. Le pensioni per animali sono inquadrate professionalmente con l’espressione “prestazioni di servizio”, come un noleggiatore di auto.

Ma si occupano di esseri viventi. Non solo. L’iscrizione alla camera di commercio avviene sotto la dicitura “altri”. Insomma: il settore è poco regolamentato, nonostante stiano nascendo pensioni come funghi.


Per partire tranquilli e non rischiare di abbandonare il proprio animale
in pensioni-lager le associazioni Gaia animali & ambiente e Diamoci
la zampa hanno predisposto un decalogo per la scelta del posto giusto,
garantito da obiettivi “parametri animalisti”.

  1. Prima dell’affido, visitare personalmente la struttura: se il titolare
    rifiuta la visita, è meglio cercarne subito un’altra
  2. Verificare che i box siano spaziosi, con una parte all’aperto e una
    coperta al riparo da sole e pioggia
  3. Accertarsi che la pensione disponga di un veterinario
  4. Portare l’animale in pensione per periodi brevi prima della vacanza:
    si potrà abituare e si potrà verificare come reagisce e come viene
    curato
  5. Prima della consegna vaccinare l’animale e farlo visitare dal
    veterinario che ci rilascerà un attestato di buona salute
  6. Sottoporre la bestiola a un trattamento anitiparassitario preventivo
  7. Diffidare delle pensioni che non chiedono copia del libretto di
    vaccinazione: è probabile che vengano ricoverati anche animali
    privi di copertura immunitaria
  8. Lasciare sempre un recapito telefonico, per essere raggiunti in caso
    di complicazioni
  9. Farsi rilasciare una ricevuta che attesti che avete lasciato la bestiola
    in custodia presso la pensione
  10. Incaricare un amico di recarsi saltuariamente a fare visita a sorpresa
    all’animale, per verificare le condizioni di mantenimento

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Gaia Animali e Ambiente

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