Vuoi accogliere un coniglio nano? Ci sono cose da sapere prima di accogliere questa piccola palla di pelo. Vediamole insieme!
A cura della Dott.ssa EMANUELA TETTA – Medico Veterinario – Adelfia (BA) – Emanuela.tetta@virgilio.it
Il coniglio, da 20 anni ormai, è allevato come animale da compagnia e come tale è gestito. È una razza amatoriale, frutto di una mutazione genetica. Nel corso degli anni, infatti, è stato sottoposto a processi di selezione per ottenere soggetti apprezzati per le ridotte dimensioni e per le caratteristiche tipiche della razza di origine. Ha un carattere docile, affettuoso e per alcuni aspetti comportamentali è equiparato ad altri animali da compagnia, come il cane o il gatto.
Prendersi cura di un coniglio, però, è molto impegnativo, oneroso e la sua gestione differisce notevolmente da quella messa in atto per altri pet.
Per questo motivo non deve essere considerato un animale facile da gestire. Il suo benessere psico-fisico, dipenderà dalla capacità da parte del proprietario di comprendere le diversità etologiche e fisiologiche, abbastanza peculiari della specie.
Corretta informazione
Il web è molto ricco di gruppi che trattano di conigli. Molte sono le scuole di pensiero, nate da esperienze personali e da cattiva informazione su quelle che sono le reali esigenze della specie.
Il risultato è nefasto, poiché i conigli soccombono senza una causa apparente e con grande stupore da parte dei loro proprietari. La figura del Medico Veterinario è marginale, non necessaria perché il web ti spiega anche cosa fare se il tuo coniglio si ammala!
Errori più comuni
Quali sono gli errori più comuni che si commettono nella gestione del coniglio come pet? Prima di adottare questo piccolo amico tutto orecchie, è bene informarsi su quelle che sono le sue tendenze etologiche e la sua alimentazione.
Bisogna, inoltre, comprendere che il coniglio ha una dinamica fisiologica molto complessa e delicata. Ad esempio, molti proprietari rinunciano e condannano la detenzione in gabbia del loro coniglietto, ma li stessi non provvedono provvedono scientemente a realizzare degli spazi vitali consoni alle caratteristiche tipiche della specie al fine di salvaguardare la sua incolumità.

Nel corso degli anni la domesticazione e l’antropizzazione da parte dell’uomo di questa specie, ha modificato di fatto il suo biotopo e in parte le sue tendenze etologiche.
L’errore più comune commesso dai proprietari di conigli, infatti, è proprio quello di assimilare la sua gestione a quella messa in atto per il cane o il gatto. Spesso riferiscono che il proprio coniglio si comporta come un cagnolino che li segue dappertutto, si accuccia tra le gambe e cerca coccole e attenzioni. Quando rientrano dal lavoro, vengono accolti con saltelli, acrobazie inimmaginabili proprio come farebbe un cane alla vista del suo proprietario.
Il coniglio in realtà, ha sviluppato una modalità diversa di comunicazione che è rafforzata dall’atteggiamento premuroso e affettivo dell’uomo nei suoi confronti. Proprio per queste sue capacità adattative il coniglio è utilizzato con successo nei programmi di pet therapy.
Le uscite
Il coniglio una volta acquistato non deve circolare liberamente per la casa, soprattutto se è un cucciolo. E’ importante per la sua incolumità predisporre degli spazi nei quali abbia la possibilità di superare lo stress dell’adattamento ambientale e per monitorare la sua capacità di relazionarsi con l’uomo e l’ambiente circostante.
Una volta libero si comporterà esattamente come farebbe in natura. Esplorerà il territorio, eliminerà le deiezioni in maniera indiscriminata e, soprattutto, se è in piena maturità sessuale, spruzzerà l’urina sugli arredi e su tutto ciò che è nel loro raggio di azione.
È inutile sgridarlo, non percepisce il rimprovero come un divieto. Per questo motivo, alcuni ambienti della casa non devono essere accessibili durante le sue esplorazioni.
Il bagnetto
I conigli non vanno lavati a meno che non sia necessario. Quello che invece si deve fare è controllare la lunghezza delle unghie provvedendo ad accorciarle periodicamente. Per quanto rigura il mantello, se è molto folto può essere leggermente sfoltito, specie della zona perianale e sotto il mento. Non utilizzare le salviettine che si usano per l’igiene del cane o del gatto perché ricche di sostanze glicerinate e deodoranti. Queste verrebbero ingerite dal coniglio durante la toelettatura del suo mantello, predisponendolo ad intossicazioni croniche.
Ricordiamo che la cura del proprio corpo è un segnale di benessere o malessere in questa specie animale. Un coniglio ammalato e che ha qualche distubo trascura l’igiene personale.
L’alimentazione
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per il benessere del coniglio e, nonostante le raccomandazioni del proprio Medico Veterinario, spesso si cade nella tentazione di acquistare prodotti che non rispettano affatto la delicata flora microbica intestinale e dell’igiene dentale.
Così i “premietti” o pellet complementari (misti), finiscono per diventare parte integrante della dieta giornaliera.
Il coniglio è un animale erbivoro e dunque la sua alimentazione dovrà essere composta da vegetali verdi, frutta fresca di stagione e fieno di ottima qualità. Una considerazione a parte merita la somministrazione del pellettato che è spesso demonizzato ritenendolo un alimento addirittura dannoso in quanto ricco di farine e di cereali.
La verità, invece, è un’altra: il pellettato (quando è di ottima qualità e rispetta le percentuali di fibra, di proteine, etc) è un ottimo ausilio per mantenere in equilibrio la popolazione microbica che si avvicenda nei vari tratti intestinali e che garantiscono il corretto funzionamento dell’apparato digerente.
La sua somministrazione, però, non deve essere ad libitum ma razionata durante la giornata.

Igiene dentale
Altro fattore importante, spesso sottovalutato dai proprietari, è il controllo periodico dell’apparato dentale. Purtroppo, il coniglio viene portato all’attenzione di un Medico Veterinario Specializzato solo quando presenta dei sintomi indicativi di una determinata forma morbosa e mai viene sottoposto ad una vista clinica generale solo per assicurarsi che goda di ottima salute.
La visita dentale, in particolare, è fondamentale per rendersi conto che la peculiare dinamica masticatoria avvenga correttamente e che il consumo della tavola dentaria sia uniforme.
Le vaccinazioni
Fondamentale è la profilassi vaccinale che protegge il coniglio dalle malattie virali letali, trasmesse da vettori (come le zanzare) causandone la morte.
Molti proprietari non ritengono necessarie effettuare una profilassi vaccinale per evitare che si ammalino.
L’errore più comune, in questo caso, è quello di fidarsi del consiglio dei venditori che non fanno informazione ma disinformazione, minimizzando l’importanza di qualsiasi tipo di intervento medico sul coniglio, ritenendolo inutile. Altra cosa da evitare è affidarsi ciecamente all'(dis)informazione presente online.
Anche se alcuni blog o testate giornarlistiche, come PetFamily, cercando di portare al proprio lettori articoli di qualità, dove poter trarre corrette nozione per la gestione dei propri pet, sono ancora troppe le fonti (sopratutto social) dove spesso vengono elargiti consigli sbagliati che possono portare malessere ai poveri coniglietti se non anche la loro morte.
L’unica figura che deve essere sempre di riferimento quando decidiamo di condividere la nostra con un animale domestico è il Medico Veterinario e, nel caso dei conigli, il Medico Veterinario Specializzato in Animali da Compagnia Non Convenzionali.















