Il Guinzaglio

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Il guinzaglio

Il guinzaglio: viaggio nella mente degli animali e nel comportamento dell’uomo.

Di Irene Giurovich

Inseparabili. Anche di fronte a malattie, anzianità e deficit fisici. Il leitmotiv del nuovo libro della giornalista e scrittrice Irene Giurovich è incentrato sulla relazione autentica che si instaura fra l’essere umano e i quattro zampe con cui si decide di intrecciare una parte del cammino.

Un titolo evocativo e dalle multiple esegesi affidate al singolo lettore. Il Guinzaglio (Narrazioni Clandestine, gruppo editoriale Santelli) è un racconto sì autobiografico, ma anche narrazione universale su situazioni di vita in cui molti potrebbero trovarsi.

Fra queste pagine il lettore troverà la risposte alle domande lasciate aperte dalla testimonianza dell’orgoglioso Alfredo. Questi è il Labrador nero “reporter” protagonista del precedente romanzo “L’Ultimo Battito”, e del Montenegrino Sparky, suo amico fino alla fine, simbolo di un riscatto e di una desiderio di vita condivisa al di là di ogni giudizio umano”. Afferma l’autrice.

Il romanzo si sviluppa come viaggio metafisico nella mente degli animali e nel comportamento dell’uomo. Riformula, in chiave moderna, alcuni degli insegnamenti del filosofo bioeticista Peter Singer, autore di “Liberazione Animale”, e del padre della moderna etologia Konrad Lorenz.

Il guinzaglio: un libro, un viaggio!

Il racconto, imperniato su attese, illusioni, disillusioni e scelte ‘di confine’ per la sopravvivenza, inframmezzato da varie voci di Veterinari e da soliloqui, si inquadra in diversi spazi, sanitari e naturali: cliniche mediche, mare, montagna, osservatori astronomici e nuove scoperte di come poter convivere anche senza un guinzaglio o magari con altri supporti, quali, ad esempio, una carrozzina.

L’autrice Giurovich offre una chiave interpretativa a chi vorrà accompagnarla in questo viaggio di lettura : “Vorrei che Il Guinzaglio assurgesse a insegnamento per la vita che si trasforma in volontà di non fermarsi, di non seguire i suggerimenti della massa, di non adeguarsi agli standard di una presunta qualità di vita che risponde esclusivamente ad asettici e neutri criteri di funzionamento. La malattia e la disabilità non sono l’ultima parola. Si possono e si devono costruire molte parole e molte esperienze con e oltre la disabilità, un tema ancora poco trattato e spesso oggetto di preconcetti e semplificazioni”.

Questo libro offre una prospettiva nuova infondendo barlumi di speranza e una dose di inevitabile temerarietà che si lega inevitabilmente all’amore da conservare.

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