Il cincillà piccoli mammiferi nella storia

PICCOLI MAMMIFERI

NELLA STORIA

IL CINCILLÀ

 


 

Per chi ha il desiderio di adottare un
cincillà è sempre utile documentarsi prima con attenzione. Esistono
nel Web notizie corrette ed attendibili, ma soprattutto sono
disponibili testi che ne illustrano le precise esigenze alimentari,
strutturali e di gestione generale, oltre a dare delle indicazioni
sul carattere e le abitudini di questo roditore.

A cura di LORENZO LUCHETTA

www.nocetoavicunicolo.it mail:noceto1991@gmail.com

La storia che unisce gli europei al
cincillà ha inizio nella prima metà del 1500, quando gli spagnoli
colonizzatori del Sud America iniziarono ad interessarsi a questo
roditore, che era già noto e utilizzato dalle popolazioni locali per
il manto lungo e molto morbido.
Questo animaletto così differente
dagli altri piccoli mammiferi europei suscitò in breve tempo
l’interesse anche di letterati e scrittori. Il gesuita Joseph de
Acosta, nel suo libro “Storia naturale e morale dell’India”,
pubblicato a Siviglia nel 1591, scrisse: “I cincillà sono un altro
genere di animali, piccoli come scoiattoli; hanno un pelame
meravigliosamente morbido. Le pellicce vengono indossate per
ornamento, oppure per proteggere lo stomaco e le altre parti del
corpo che hanno bisogno di moderato calore”.

 

Viaggio nei mari del Sud

Ancora, l’inglese Richard Hawkins,
autore di “Viaggio nei mari del Sud”, stampato a Londra nel 1593,
scrive: “La sua pelliccia è la più morbida, la più delicata e la
più curiosa che abbia mai visto; è pregiatissima nel Perù ed in
effetti lo merita. In Spagna se ne trovano poche, sia per la
difficoltà di trasporto sia perché i Principi se le accaparrano”.
A queste prime testimonianze del
cincillà, ne seguirono tantissime altre, sempre più precise e
dettagliate.


Caccia vietata

Purtroppo il crescente interesse
dell’uomo verso questo animale fu (come spesso accade) deleterio
per esso, e la caccia indiscriminata con i mezzi più disparati
produsse un repentino declino, tanto che l’areale del cincillà si
ridusse drasticamente.
A poco servirono delle leggi emanate in
tutta fretta da Argentina, Bolivia, Cile e Perù per limitare ed
infine proibire la caccia dei cincillà, che ormai avevano un valore
tale che trafficanti e bracconieri li ricercavano con accanimento
incuranti delle pene che rischiavano.


Pionieri

Una svolta importante nella storia del
cincillà si ebbe nel 1922, quando l’ingegnere americano Mathias F.
Chapman che si trovava nel Cile settentrionale per lavoro, si
innamorò di questi animaletti e riuscì a ottenere l’autorizzazione
per trasferirne poco più di dieci in California.
Questi soggetti sono considerati a
tutti gli effetti i progenitori dei cincillà domestici, anche se in
realtà questa colonia iniziale fu successivamente “rimpinguata”
con qualche altro soggetto proveniente sempre dal Sud America.
Così si spiegherebbe il fatto che oggi
sono diffusi come animali domestici sia la specie denominata
“lanigera” che la “brevicaudata”, nonostante i primi soggetti
fossero tutti della specie “lanigera”.

 

Dal 1973 tutte le specie di cincillà
sono tutelate dalla CITES che le annovera nella Appendice I˚, ovvero
quella sottoposta alle maggiori restrizioni di commercio; i cincillà
provenienti da ceppi domestici non sono da considerarsi inclusi in
queste norme, che riguardano esclusivamente i soggetti selvatici. Per
qualsiasi dubbio in merito l`organo competente in Italia è il Corpo
Forestale di Stato attraverso i suoi uffici CITES.


Il cincillà ai giorni nostri

Oggi il cincillà occupa un posto di
rilievo nel gruppo dei piccoli mammiferi allevati come pet, e la sua
espansione è destinata ad aumentare per via del suo ottimo
adattamento alla vita con l’uomo e per la progressiva scomparsa di
altri piccoli mammiferi dal mondo dei pet.
Vi sono allevatori che selezionano i
cincillà anche in base ai colori del manto, che nei soggetti
ancestrali è del tipico grigio cincillà, mentre in altri esemplari
può essere di varie tonalità che vanno dal bianco, al nero, al
sabbia, al pezzato.
Un suo parente alla
lontana (sempre diffuso come pet) è il degu del Cile, mentre gli
scoiattoli propriamente detti sono assai differenti per costituzione
morfologica, abitudini alimentari ed esigenze di habitat.

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