Come gestire al meglio le Cavie Ornamentali

Le cavie amano passare del tempo fuori dalla loro gabbietta, scorrazzando in posti dove non corrono rischi. Per dare alle cavie una sistemazione ideale, possiamo usare le gabbie specifiche pensate apposta per loro, o anche quelle comunemente vendute per i conigli nani.

A cura di LORENZO LUCHETTA – www.nocetoavicunicolo.it – noceto1991@gmail.com

La gestione delle Cavie Ornamentali

Non dimentichiamo però che questi splendidi animali amano passare del tempo fuori dalla loro gabbietta, scorrazzando in posti dove non corrono rischi. Sono da evitare quindi i tavoli, tutte le superfici sopraelevate in genere, i locali con fili della corrente elettrica “a portata di denti”, i giardini con laghetti (le cavie nuotano poco e male), i locali contenenti sostanze tossiche (detersivi, veleni per topi, etc…) e in generale tutti i luoghi abitati da altri animali che sono potenzialmente pericolosi per questi pet.

Giaciglio morbido

Sul fondo della gabbietta andrà sparsa una lettiera specifica. In commercio ce ne sono diverse e tutte vanno più o meno bene, ricordiamo però che bisognerà sempre fornire alla cavia un giaciglio morbido, l’ideale è in paglia, per sdraiarsi e riposare. La lettiera andrà sostituita integralmente al massimo ogni dieci-dodici giorni, avendo però cura di cambiare ogni due giorni la parte bagnata di urina.


All’interno sarà indispensabile un beverino a sfere d’acciaio della capienza minima di 300 ml per ogni cavia, poi una mangiatoia in materiale pesante (ad esempio di coccio o ferro) che sarà difficilmente ribaltata dall’animale e una griglia porta-fieno, adatta per
evitare che questo venga sparso per la gabbia. Ancora, si potrà fornire una
casetta in legno o altri materiali inerti, che l’animale potrà utilizzare per
riposarsi e dove potrà rifugiarsi.

È necessario fornire sempre alla cavia un giaciglio morbido, l’ideale è in paglia, per  sdraiarsi e riposare.

Carattere pavido

È insita nel comportamento naturale di questi animaletti una costante diffidenza verso tutto ciò che li circonda, a partire dagli animali più grandi come l’uomo. Questo atteggiamento non va interpretato come una costante sensazione di “terrore”, ma piuttosto come un’abitudine istintiva, che si può modificare solo con il tempo e l’abitudine. In ogni caso, non si potrà mai “addomesticare” una cavia come se fosse un gatto, poiché non fa parte delle
sue caratteristiche peculiari. 

Le cavie esprimono questo loro “muoversi con circospezione” contemporaneamente ad una vasta gamma di suoni, che a loro volta esprimono una serie di stati d’animo e sensazioni come la fame, la paura, la curiosità, etc. Non è scorretto affermare che le cavie soffrono la solitudine, essendo animali che hanno una natura “sociale”, quindi ospitarne due insieme è auspicabile. Nel caso in cui se ne detenga una sola, bisognerà dedicargli più tempo possibile e, perché no, abituarla magari a convivere con altri pet, se presenti.

La cura del pelo

Come vedremo negli articoli a seguire, esistono diverse razze di cavie a pelo lungo; esse necessitano di una costante cura della pelliccia che consiste nello spazzolarle, rimuovere i nodi e tosarle dove e quando necessario.  In generale, si deve curare il manto di ogni razza di cavia: perfino la cavia Skinny, che come scopriremo è glabra, necessita di una serie di cure della cute. Essendo animali “sociali” le cavie soffrono la solitudine, quindi sarebbe bene cercare di ospitarne sempre più di una.

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