Cannabis terapeutica in medicina veterinaria

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Cannabis terapeutica nella medicina veterinaria

Sempre più diffusa ma ancora avvolta da pregiudizi e scarsa conoscenza: quali sono le applicazioni della cannabis terapeutica in medicina veterinaria?

A cura della Dott.ssa Chiara Dissegna Medico veterinario Esperto in Nutrizione (gruppo Nutravet) e Omeopatia www.chiaradissegna.it

Una pianta antica

La cannabis è tra le piante di più antica coltivazione da parte dell’uomo, grazie alle sue numerose proprietà e alla sua capacità di adattarsi a diversi habitat. È una pianta che fiorisce annualmente ed è classificata in due specie principali, selvatiche e coltivate entrambe. Una è la Cannabis sativa, più alta e fibrosa, l’altra è la Cannabis indica, di dimensioni ridotte, ma maggiormente psicoattiva.

Cannabis teurapeutica in medicina anche veterinaria una recente riscoperta

Anche se l’utilizzo a scopo terapeutico di questa pianta ha una storia millenaria, nel ventesimo secolo c’è stato un calo importante del suo impiego in campo medico. Negli ultimi vent’anni, invece, c’è stata una rinascita dell’interesse da parte di Medici e pazienti nell’uso della cannabis per trattare un numero sempre crescente di problematiche, tra cui dolore cronico, dolore oncologico, depressione, disturbi neurologici, disturbi di ansia e del sonno.

I cannabinoidi

È degli anni 90 la scoperta di un sistema endocannabinoide nell’organismo vivente, coinvolto in funzioni di vitali importanza, come la gestione del dolore, il sonno, la memoria ma anche il sistema immunitario. I fitocannabinoidi sono sostanze presenti nella pianta di cannabis, che agiscono sui recettori degli endocannabinoidi presenti nel cervello e nell’intero organismo animale.

Veterinario che offre ad un cane una pillola

I due fitocannabinoidi più studiati e conosciuti sono il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) ma in verità sono più di 140. Anche il CBG (cannabigerolo) sta trovando sempre più impiego. Il THC è il cannabinoide che produce gli effetti psicoattivi ricercati con il consumo “ricreativo” della pianta.

Lo stesso però ha effetti nella gestione della nausea e del vomito, stimola l’appetito e riduce il dolore. Il CBD invece non ha effetti alteranti, ma invece ha una potente attività antinfiammatoria, antidolorifica e neuroprotettiva. Il farmacista, sotto prescrizione del Medico Veterinario, creerà il prodotto con la giusta percentuale di CBD, capace di bilanciare gli effetti del THC.

Fitocomplesso

Non solo i cannabinoidi hanno attività terapeutica. Tutto il fitocomplesso della cannabis, ovvero la totalità delle sue molecole attive, svolge numerose e interessanti funzioni. Nel fitocomplesso sono compresi terpeni e flavonoidi, i primi con attività antidolorifica, i secondi antiossidante e antinfiammatoria.

Cannabis terapeutica in medicina veterinaria prodotti diversi

In commercio esistono moltissimi prodotti a base di cannabis ed è difficile alle volte orientarsi nell’acquisto. Esistono, infatti, prodotti in libera vendita contenenti solamente CBD, solitamente in olio, da somministrare ai nostri animali per bocca.

I preparati contenenti anche THC sono invece formulati esclusivamente dalle farmacie, dopo ricetta del Medico Veterinario, che prescriverà la varietà di cannabis più adatta con la giusta proporzione tra THC e CBD. Il consiglio è sempre quello di evitare il fai da te e ricorrere al supporto di un Medico preparato in questo campo.

Varietà di cannabis presenti in Italia

La cannabis terapeutica ad uso medicina veterinaria è fatta dalle infiorescenze femminili essiccate della pianta di una ben precisa varietà. Non tutte le varietà di cannabis possono essere utilizzate in Italia come cannabis medicinale, ma solamente alcune varietà selezionate geneticamente. Gli unici prodotti utilizzabili come materia prima per la preparazione di prodotti magistrali, a base di cannabis medica, sono:

  • Bedrocan, Bedica, Bedrobinol, Bediol e Bedrolite, prodotte dall’azienda olandese Bedrocan ed esportate tramite il Ministero della Salute olandese.
  • FM1 e FM2, prodotte dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e la cui distribuzione è gestita dal Ministero della Difesa.
  • Pedanios/Aurora con alto, medio e basso THC, importate dall’azienda canadese per far fronte alla richiesta nazionale del prodotto.
cannabis terapeutica in medicina veterinaria nella foto Cane dal veterinario che lo tranquillizza

Quali sono i campi di applicazione della cannabis terapeutica in medicina veterinaria?

Lo studio sia in campo umano che in quello veterinario, sull’impiego della cannabis, è in continua evoluzione. La cannabis medicinale si utilizza con successo nella gestione dei pazienti epilettici, nei pazienti oncologici, nei soggetti con dolore cronico (esempio osteoartrite), nei pazienti comportamentali e sempre più in quelli con problematiche gastro intestinali croniche.

È legale l’utilizzo di cannabis terapeutica?

Se prescritta da un Medico o un Veterinario, l’utilizzo della cannabis terapeutica è assolutamente legale.
Mediante ricetta non ripetibile per prescrizione magistrale di prodotti a base di infiorescenze di cannabis, il Veterinario potrà prescrivere la formulazione più adatta per il problema del vostro animale. Si tratta di una terapia individualizzata per quel paziente e non deve essere utilizzata su altri animali.

Come si somministra?

La via di somministrazione è quella orale, tramite la somministrazione di gocce su un bocconcino a base grassa che non venga direttamente deglutito (come ad esempio un cucchiaio di yogurt, una piccole noce di burro, un po’ di pasta di acciughe…), possibilmente a stomaco vuoto. Il Veterinario che vi ha prescritto la terapia saprà indicarvi la miglior via di somministrazione per il vostro animale.

Una valida terapia

La cannabis medica è davvero una potente arma a disposizione del Medico Veterinario ed è importante affidarsi ad uno specialista prima di pasticciare con il fai da te o con i prodotti acquistabili in libera vendita (quindi con solo CBD). Sia chiaro, non è la panacea di tutti i mali, ma un’importante alternativa e un valido supporto in patologie croniche debilitanti e invasive.

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