IL mio cane abbaia sempre

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In un certo senso, a primo impatto è logico ritenere l’abbaio del cane irritante, soprattutto se non se ne conoscono i motivi per i quali il mio cane abbaia.

A cura di Tiziana DaRe Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane (hnc in dog training and behaviour). Specialista nel comportemento del gatto (cat behavior specialist). www.obbiettivocane.com

Molte persone pensano che il cane abbaia per i seguenti motivi:

  • per farci irritare;
  • perché è aggressivo;
  • perché è dominante.

Pensano inoltre:

  • è un brutto comportamento;
  • crea problemi con i vicini.

L’abbaio continuo e insistente rende molte persone nervose. I proprietari rispondono quindi con frustrazione, nervosismo, insicurezza. Tutto a causa del fatto che non comprendono il motivo e non sanno cosa fare per fermare il cane.

Come NON agire

Le reazioni più comuni sono: urlare, sgridare il cane, chiuderlo fuori o in casa, etc. Queste però non sono soluzioni risolutive e rischiano di amplificare il problema rendendolo meno risolvibile. Il cane solitamente, a seguito di atteggiamenti bruschi, diviene più diffidente nei confronti del proprietario, ha paura, si stressa, e ciò può recare danni alla salute dell’animale poiché uno stress prolungato inibisce il sistema immunitario rendendo il cane più soggetto a malattie comuni.

Una forma di comunicazione


Capire il motivo per il quale il cane abbaia è alla base per risolvere il problema; restare calmi, e conoscere il linguaggio canino, fa si che si riescano ad ottenere migliori risultati nella soluzione.

Il linguaggio corporeo e vocale è utilizzato da una grande varietà di animali (fra cui anche l’essere umano) per esprimere una vasta gamma di emozioni e necessità. La comunicazione ci permette di convivere con altre persone per rendere più facile e armonioso il rapporto e diminuire o eliminare motivi di conflitto.

Il segreto per poter capire come intervenire quando il cane abbaia, è capire cosa ci vuole comunicare. Questo concetto vale sia con i cani che con le persone. In molti articoli di psicologia umana viene affrontato il problema della comunicazione e come l’incomprensione porti a problemi di varia natura. La stessa succede con i cani.

Quando si pensa che un cane non stia ascoltando, si tende ad alzare il tono della voce, ad essere molto aggressivi, ad utilizzare punizioni; non rendendosi conto che così facendo il rapporto con l’animale si incrina. È opportuno imparare ad ascoltare i messaggi trasmessi.

Come comunica il cane?

Il cane comunica mediante un linguaggio meta verbale (linguaggio del corpo) e un linguaggio verbale (vocale). Alcuni segnali possono essere di facile comprensione anche da un proprietario neofita, quali gioia, paura, distanziamento. Altri invece possono essere più subdoli e di difficile interpretazione come i segnali da stress: sbadigliare, scrollarsi, annusare insistentemente per terra, etc.

A livello verbale possiamo riconoscere i seguenti segnali:

  • abbaiare;
  • piagnucolare;
  • ringhiare;
  • ululare.

I sopraelencati segnali vocali sono naturali nei cani ed è impensabile volerli eliminare, come è impensabile che un essere umano non si possa esprimere verbalmente. Vanno sicuramente interpretati e reindirizzati ove possibile.

Il primo passo è quello di creare un piccolo record dell’abbaio del cane, segnandosi quando, in che circostanza capita e cosa avviene prima e dopo.
Questo elenco di situazioni fa si che il tipo di educazione e addestramento sia mirato al tipo di problema.

Gli studiosi, fra cui Turid Rugaas, hanno classificato almeno sei tipologia di abbaio:

  • da eccitazione;
  • da guardia;
  • da paura;
  • da allarme;
  • da frustrazione;
  • appreso.

Ci sono poi tutte le sfaccettature fra una categoria e l’altra, ma diciamo che questa è una lista piuttosto esauriente. Vediamo le diverse tipologie.

Abbaio da eccitazione

È un abbaio acuto, generalmente festoso, può accadere prima di un evento eccitante per il cane, quale andare in passeggiata, al rientro del proprietario dal lavoro, prima del pasto se il cane è affamato… È un tipo di abbaio che ricorda per esempio la gioia dei bambini che devono andare ad un parco divertimenti.

Come gestirlo?

Innanzitutto è importante non sgridare il cane e cercare di stare calmi. Questo tipo di abbaio è facilmente gestibile dirigendo l’attenzione del cane per esempio su di un gioco, piuttosto che su di un premietto lanciato a terra, invitando il cane a cercarlo.

È opportuno insegnare al cane a prendere un gioco in bocca, e farselo portare: se la bocca è impegnata nel riporto non può allo stesso tempo essere usata per abbaiare. Le attenzioni devono essere rilasciate sempre e comunque quando il cane è in silenzio, in modo da non incentivare l’abbaio.
Evitare di salutare il cane con troppo entusiasmo o l’abbaio può essere percepito come concesso; aspettare sempre i momenti di calma per premiare il cane o dirigere la sua attenzione su giochi di riporto o di ricerca.

Abbaio da guardia

L’abbaio da guardia è uno degli abbai più fraintesi, poiché solitamente è accompagnato da un ringhio, e molte persone considerano il cane che lo emette come aggressivo e dominante, ma in realtà non è così.

Innanzitutto è bene specificare che l’aggressività è molto spesso collegata alla paura di perdere qualcosa a cui si tiene o paura di essere ferito o di provare dolore. I cani, come gli esseri umani provano molte emozioni, e attuano diversi comportamenti. Fra queste emozioni consideriamo anche la “rabbia” o comportamenti difensivi, che non accadono sempre ma bensì in situazioni specifiche. L’aggressività si manifesta in varie forme ma difficilmente con l’abbaio, poiché è un dispendio enorme di energie per l’animale, energie che invece servirebbero per attuare un’aggressione a buon fine.

L’abbaio da guardia avviene quando il cane sente di dover difendere se stesso o qualcosa a cui tiene ma è insicuro, stressato, spaventato e lo usa per allontanare l’ipotetica minaccia. Il vocalizzo è corto, ripetuto e prevede anche un ringhio, e non è un abbaio lungo, ma corto ed efficace.
Si possono inoltre notare altri segni del comportamento quali: lanciarsi verso la minaccia, cercare di mordere l’aria (snapping) o mordere a vuoto, far vedere i denti, arretrare e avanzare, etc.

Come comportarsi?

In questo caso, non si deve sgridare il cane, che ha sicuramente un motivo per sentirsi minacciato. A seconda della situazione (cioè se avviene in passeggiata o in casa) è bene allontanarsi da ciò che spaventa il cane.

Creando distanza, il cane si quieterà al quel punto potremo richiamare l’attenzione su noi stessi, cosi da distoglierlo da ciò che crea sconforto. In un secondo tempo, poi, dovremmo attuare dei lavori di desensibilizzazione sulla cosa o persona che ha creato disagio.

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