Il cane incontra l’acqua

cane incontra l'acqua

La maggior parte dei cani ama nuotare. Tuttavia, esistono delle accortezze da mettere in atto quando il nostro amico a quattro zampe ha paura dell’acqua. Scopriamo quali.

A cura di Tiziana DaRe Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane. Specialista nel comportemento del gatto www.obbiettivocane.com 

Nuotare apporta molteplici benefici ai cani, perché permette loro di utilizzare la muscolatura senza di contro mettere sotto sforzo le articolazioni. Per questo motivo, l’esercizio acquatico è particolarmente indicato per qualsiasi tipologia, a prescindere dall’età e dalla razza.

È utile, infatti, per i cuccioli di taglia grande, ma al tempo stesso nuotare è consigliato anche come terapia di supporto per gli animali che hanno subito un trauma o un intervento chirurgico ortopedico, per quelli che hanno problemi alle articolazioni o per chi è in sovrappeso.

Quali sono le razze particolarmente idonee all’acqua 


Alcune razze sono geneticamente attratte dall’acqua. È il caso, ad esempio, del Labrador Retriever, del Golden Retriever, del Lagotto Romagnolo, del Cane d’acqua portoghese e del Terranova. 

Tuttavia, è bene tenere presente che non tutti i cani amano necessariamente nuotare: ogni animale, infatti, ha le proprie preferenze individuali. 

Per avvicinarsi al nuoto in maniera corretta e graduale è consigliabile che il cane si abitui all’acqua fin da cucciolo.

In ogni caso, gli esemplari appartenenti a queste razze hanno una corporatura idonea al nuoto e fra le dita delle zampe sono forniti di particolari membrane che facilitano lo spostamento in acqua.  

Al contrario, cani come Bull Dog, Carlino e Bull Dog Francese hanno zampe corte e petto ampio e per questo riscontrano maggiori difficoltà nei movimenti acquatici. 

Giocare come un primo approccio per avvicinare i cuccioli all’acqua

La propensione a nuotare è di per sé un comportamento normale ed innato nel cane, non c’è bisogno di insegnar loro a farlo. Tuttavia, può capitare che i nostri amici a quattro zampe non amino l’acqua, forse perché hanno avuto qualche brutta esperienza da cuccioli, per una forma di paura ancestrale o semplicemente perché non hanno mai sguazzato liberamente. Inoltre, soprattutto gli animali che vivono in città, spesso associano il bagno alla toelettatura e di conseguenza lo temono. 

Per avvicinarsi al nuoto in maniera corretta e graduale è consigliabile che il cane si abitui all’acqua fin da cucciolo. A tal proposito, dunque, il gioco può essere un primo approccio efficace, nonché un ottimo mezzo di introduzione. Anziché forzare l’animale, infatti, inizialmente può essere utile intrattenerlo in modo divertente vicino alla piscina (o al mare), cercando di farlo entrare a poco a poco in acqua con le zampe: un passo verso l’acqua e un passo verso la riva, così da controllare la reazione del cucciolo.

Se l’amico a quattro zampe è ben disposto, si può continuare ad avanzare, ma se l’animale si ritrae è giusto rispettare le sue scelte e continuare ad intrattenerlo come se niente fosse (rispettando i suoi tempi e le sue paure). A tal proposito, in commercio esistono vari tipi di giochi galleggianti che permettono di lanciare un oggetto in acqua per poi farlo recuperare al cane

Riempire gradualmente una vasca

Per superare la paura dell’acqua ci vuole pazienza, tempo e dedizione. Il cane che non vuole nuotare, infatti, deve vincere gradualmente la propria reticenza fino a convincersi che stare in acqua è una situazione confortevole e divertente. 

In questo caso, almeno per i primi approcci, l’ideale è utilizzare una piccola piscina per bambini (in base alla grandezza dl cane) in plastica, oppure una tinozza da vino.

All’inizio ci deve essere solo qualche centimetro di acqua, giusto per coprire il fondo. L’amico a quattro zampe, infatti, deve avere il tempo di annusare la zona circostante e di entrare gradualmente nella vasca, magari invogliato da un giochino o da uno stimolo del padrone. 

Ad esempio, si può invitarlo a recuperare qualcosa o semplicemente lasciarlo sguazzare dentro e fuori a suo piacimento.

cani giocano sulla spiaggia

Una volta presa confidenza con il basso livello di acqua, dunque, si può riempire la piscina anche fino al bordo. Lo step successivo, infine, è quello di passare a delle situazioni più naturali come rigagnoli, piccoli corsi d’acqua, laghi e via dicendo. 

Se proprio il cane non ne vuol sapere o ha molta paura dell’acqua, un’ultima soluzione è quella di rivolgersi ad un centro cinofilo qualificato.

Qualche piccolo accorgimento da mettere in atto prima e dopo l’allenamento

È importante tenere a mente alcuni essenziali accorgimenti pre e post attività in acqua. 

Una prima accortezza è quella di iniziare l’addestramento con il cane a digiuno. Un animale che ha appena mangiato, infatti, se si agita o se beve involontariamente acqua salata potrebbe vomitare.

Per superare la paura dell’acqua ci vuole pazienza, tempo e dedizione. Il cane che non vuole nuotare, infatti, deve vincere gradualmente la propria reticenza fino a convincersi che stare in acqua è una situazione confortevole e divertente. 

Inoltre, prima di andare a casa è buona norma sciacquare e asciugare accuratamente il nostro cucciolo. Residui di terra, sabbia o salsedine, infatti, possono causare dermatiti, eritemi ed infiammazioni alla pelle. 

Infine, durante le escursioni acquatiche è sempre utile portarsi dietro dell’acqua fresca, una ciotola, un gioco, una pettorina, un guinzaglio, un imbrago galleggiante (se lo si utilizza), un asciugamano e il numero del veterinario di riferimento. 

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