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Quello della socializzazione è un passaggio importante per la vita dei nostri amici a quattro zampe.Sapere comunicare e stare assieme ai conspecifici, convivere con altre specie (l’uomo e gli altri animali domestici) senza arrecare loro danno, sapersi muovere nel proprio ambiente sono tutte cose fondamentali per il cane. Senza queste competenze, infatti, esso non può vivere un’esistenza serena.

 

Una vita in equilibrio

Il processo della socializzazione ha inizio dalla nascita del cucciolo, secondo alcuni autori addirittura da prima, e continua attraverso i rapporti con la madre e i fratellini per i due mesi successivi. Questo è il motivo per cui non si dovrebbe mai allontanare il cucciolo dalla madre prima di quel periodo. In quel lasso di tempo così prezioso l’allevatore veglia sul corretto sviluppo sociale dei suoi cani. Il lavoro dell’allevatore sulla socializzazione del piccolo viene portato avanti dai futuri proprietari. Essi dovranno garantirgli gradualmente e senza traumi (soprattutto durante il primo anno di vita, periodo di formazione del cucciolo) il più ampio numero di esperienze, perché questi diventi un adulto equilibrato capace di vivere serenamente nella nostra società.


Mettiamoci il naso

In realtà secondo gli studiosi il processo di socializzazione può essere suddiviso in quattro fasi.

La prima, detta intraspecifica, va dalla nascita all’ottava settimana.

Durante questa fase il cane impara ad accettare e convivere con individui della propria specie; sin dalla nascita, pur essendo cieco e sordo, mediante l’olfatto inizia a familiarizzare con gli odori dei propri simili (la madre e i fratellini); nelle settimane successive, con lo sviluppo degli altri sensi e delle proprie competenze motorie imparerà a conoscerne l’aspetto, i vocalizzi, i comportamenti, il gioco e le prime regole di convivenza imposte anche dalla madre.

Molti pastori usano far entrare il loro cane in contatto con le pecore proprio all’inizio del periodo di socializzazione interspecifica, in modo tale che esso si leghi più a loro che all’uomo (pur accettando il proprietario come figura amica) e impari a considerarsi come un membro del gregge e a proteggerlo.


 Amici e compagni

Nella fase interspecifica, dalla quinta alla dodicesima settimana, il cane impara ad accettare individui di altre specie (l’uomo in primis, ma anche gatti, animali da cortile o bestiame nel caso di cani rurali) e a conviverci, imparando a non far loro del male e a non temerli; è grazie a questo passaggio che il cane accetta l’uomo come partner sociale, imparando a conoscerlo e ponendo le basi per una buona collaborazione con lui.


 
Voglia di avventura

Verso la sesta settimana, e fino alla sedicesima, il cucciolo comincia ad esplorare a pieno l’ambiente circostante, indagando su tutto ciò che per lui è nuovo. In questa fase tende ad allontanarsi sempre più frequentemente dalla madre, coinvolto nell’esplorazione e nei giochi coi fratellini, pur facendo ritorno ogni volta che ne sente il bisogno. Questa fase è detta "ambientale”; sarà compito dell’allevatore e, in seguito, della famiglia di adozione, far conoscere al cucciolo i più svariati ambienti e contesti, in modo molto graduale e senza stress o stimoli eccessivi che potrebbero trasformasi in traumi.

 

Sapere comunicare e stare assieme ai conspecifici, convivere con altre specie, sapersi muovere nel proprio ambiente sono tutte cose fondamentali per il cane.
Senza queste competenze esso non può vivere un’esistenza serena.
Il lavoro dell’allevatore sulla socializzazione del cucciolo viene portato avanti dai futuri proprietari. Essi devono garantire al cucciolo, gradualmente e senza traumi, il più ampio numero di esperienze. Solo così si avrà  un adulto equilibrato capace di vivere serenamente nella nostra società.


Paura permanente

Dall’ottava alla decima settimana c’è una fase molto sensibile durante la quale il cucciolo, affinché possa crescere e vivere in modo equilibrato e sano, non dovrebbe ricevere alcuno stimolo troppo negativo. Esso infatti potrebbe trasformarsi in paure che si porterà dietro a vita (uno sparo improvviso, una manipolazione brusca, una sensazione dolorosa provocata dal contatto con qualcuno, l’attacco da parte di un altro cane). La famiglia d’adozione dovrà curare con cautela, in particolare durante questo periodo, l’educazione del cucciolo, facendo il possibile perché questi non vada incontro a traumi che possano compromettere uno sviluppo psichico sicuro.


Formazione continua

La fine di questo "periodo sensibile” suddiviso in queste quattro fasi non comporta il termine del periodo di socializzazione del cane: è piuttosto la fine di un periodo delicato nella vita dell’animale, il quale dovrà proseguire la propria formazione sociale (ancora con particolare attenzione) per tutto il primo anno di vita e mantenere allenata durante tutta la sua esistenza la capacità di comunicare con gli altri esseri viventi nel modo corretto, di conviverci e di muoversi con sicurezza e serenità.




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