L’alimentazione dei lori lorichetti

La lingua dei lori e lorichetti è uno speciale strumento che consente a questi splendidi uccelli originari della regione australasiana di raccogliere polline e nettare dai fiori.

A cura di PASQUALE QUITADAMO (CARGILL® Srl)

Un giusto strumento

Sulla superficie della lingua sono presenti piccole spazzole o papille sviluppate in modo differente a seconda della specie. Le specie in cui il nettare e polline rappresentano la parte predominante della dieta come nel lorichetto papua (Charmosyna papou) ed altri del genere Charmosyna hanno la lingua sviluppata in misura maggiore ed appare più lunga.

In tutte le specie le papille sono contenute in minuscole guaine che si aprono quando il volatile si nutre oppure quando tocca un elemento. Le spazzole sulla superficie della lingua sono meno sviluppate nel Lorichetto iridato (Psitteuteles iris) e nel Lorichetto beccogiallo (Neopsittacus musschenbroekii) la cui dieta è la meno dipendente dal nettare.


Gran parte dei lori in natura sono quasi esclusivamente nettarivoli, si nutrono cioè di nettare, polline, fiori ed invertebrati. Alcuni lori, come le specie appartenenti al genere Trichoglossus, hanno una dieta che prevede in aggiunta al nettare anche semi (spighe di panico per esempio), fiori di
tarassaco, uva sultanina e fichi reidratati, mais dolce. Le specie più grandi, come il lorichetto arcobaleno, possono assumere anche semi germinati (girasole oppure azuchi verdi).

In cattività

É consigliabile alimentarli in cattività con una dieta (a base di polline o nettari artificiali) contenente circa il 16% di proteine e non più del 6% di grassi.

In commercio esistono preparati appositamente studiati per l’alimentazione dei loricoli. Alcuni di questi nettari artificiali possono essere somministrati nella forma secca, altri miscelati con acqua ed altri ancora prevedono entrambe le somministrazioni. La consistenza deve essere fluida e non essere eccessivamente ricca.

Sì alla frutta…

La frutta è indispensabile: occorre fornire quotidianamente un mix di frutta (macedonia) possibilmente di stagione e di origine biologica.

Bisogna avere l’accortezza di non fornire il nocciolo, alcuni dei quali contengono sostanze cianogenetiche che se ingerite si convertono in cianuro. Quindi mela, pera, banana, melone etc. Non è consigliabile fornire in eccesso arancia ai lori poiché facilita l’assunzione del ferro, sostanza che i lori e lorichetti faticano a metabolizzare (è consigliabile a tal proposito non fornire in quantità elevate ai lori cibi contenenti alte percentuali di ferro quali legumi per esempio). Ovviamente sono da evitare frutti velenosi quali l’avocado.

La frutta che cresce nel nostro paese è povera di nutrienti per i pappagalli, uccelli provenienti prevalentemente da zone tropicali caratterizzate da frutta molto diversa. Mele, pere, prugne e quant’altro cresca in Italia deve essere considerato alla stregua di una leccornia zuccherina. Sicuramente più indicata la banana e la frutta tropicale, anche se quella che compriamo nel nostro paese non è potuta maturare sugli alberi e quindi ha molti meno nutrienti di quella maturata al sole dei paesi d’origine. In ogni caso è sempre consigliabile acquistare frutta e verdura biologica.

…e alla verdura!

La verdura, specie quella a foglia scura, fornisce carotenoidi, precursori della vitamina A. In ogni caso anche l’integrazione con vegetali freschi può portare a carenze (vitamine D, E, A in assenza di vegetali ricchi di carotenoidi, calcio, iodio, ferro, lisina e metionina), ad eccessi (grassi, zuccheri, fibre) e a squilibri (calcio/fosforo, amminoacidi).

Esigenze nutrizionali

In linea generale possono tornare utili questi piccoli accorgimenti:

  • un nettare contenente vitamina A in percentuale minore di 2-3.000 IU per kg;
  • ferro inferiore a 80mg per kg;
  • una varietà di frutta che fornisca un mix di provitamina A e di carotenoidi antiossidanti;
  • frutta povera di vitamina C per i lorichetti tendenti ai problemi dati dall’assorbimento di tale sostanza;
  • polline ricco di proteine e con livello sufficiente di amminoacidi essenziali;
  • piccola quantità di oligosaccaridi che favoriscano la proliferazione di bifido batteri;
  • supplemento di provitamina A carotenoide come la spirulina.

Lori all’esterno

Se il Lorivive in voliera ed all’esterno (cambiando così gli spazi a disposizione, con conseguente aumento del movimento, e in presenza di variazioni della temperatura climatica) è essenziale la consulenza di un veterinario aviare per puntualizzare la dieta corretta.

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