Chi è responsabile per i danni causati dagli animali?

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Danni causati dagli animali chi è il responsabile

I danni a cose o persone causati dagli animali sono un’eventualità che va sempre tenuta in considerazione, il Codice civile italiano, all’art 2052, ci spiega come individuare il responsabile a cui rivolgersi per il risarcimento dei danni.

di ELENA BRAGHIN Giornalista & copywriter freelance www.elenabraghin.com

Cosa dice la legge? L’articolo 2052

“Danno cagionato da animali” sancisce: Il proprietario di animale o se ne serve per il tempo in cui lo usa, è responsabile dei danni causati; sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.

Il proprietario ha l’obbligo di vigilanza e custodia sull’animale ed è sempre responsabile quando questo causi danni a cose o persone; anche nel caso sia fuggito o smarrito. Per non essere considerato responsabile, il proprietario deve essere in grado di dimostrare che il danno è avvenuto in conseguenza di un caso fortuito. Ossia in conseguenza di un evento raro, eccezionale e imprevedibile. Stessa responsabilità è attribuita a chi si serve dell’animale, cioè chi utilizza l’animale per un proprio beneficio.

Chi ha la custodia temporanea dell’animale non è responsabile di eventuali danni che lo stesso potrebbe arrecare, ma ne risponde sempre il proprietario. Ad eccezione del caso in cui la custodia sia prolungata o continuativa e quindi caratterizzata da un legame affettivo. Che potrebbe cambiare la natura del rapporto con l’animale, rendendo di fatto il custode assimilabile al proprietario (sent. di Cassazione n. 27876/2020).

Inoltre, l’art. 2052 cc non si applica nel caso in cui il proprietario o il custode istighi o aizzi con gesti e parole l’animale al fine di provocare danni a cose o persone. In questo caso, il danno non può essere imputabile all’animale, ma è conseguenza diretta dell’azione della persona responsabile ex art. 2043 cc “Risarcimento per fatto illecito”.

Cane che rovescia una tazza sul computer
Responsabile dei danni causati dagli animali

Cosa significa dimostrare il caso fortuito?

La legge stabilisce che non è il danneggiato a dover dimostrare la mancata custodia dell’animale da parte del proprietario; ma è il proprietario a dover dimostrare la sua innocenza: in questo caso l’onere della prova è in capo all’imputato. È una situazione particolarmente difficile, perché la dimostrazione del caso fortuito, necessaria per lo sgravio delle responsabilità, e del nesso di causalità dell’evento con il danno è tutt’altro che semplice.

Il caso fortuito è un evento estraneo e del tutto inaspettato che non si può ricollegare alla normale gestione dell’animale o al suo comportamento. La severità di questa regola impone al proprietario la massima attenzione nel custodire e utilizzare l’animale, in modo da ridurre al minimo il rischio di cagionare danni a cose o persone. In tal senso, la sottoscrizione di una assicurazione è una scelta sempre più diffusa tra i proprietari di animali, domestici e no.

La responsabilità penale

Avevamo già affrontato il caso di responsabilità civile e penale riguardo alla mancata custodia del cane pericoloso e del mancato utilizzo di guinzaglio e museruola quando necessari. Nel caso di lesioni personali causate dall’animale pericoloso o non adeguatamente custodito dal proprietario o dal detentore, si risponde ex art. 672 del Codice penale che prevede una sanzione da 25€ a 258€. Il proprietario risponde penalmente alle lesioni provocate dall’animale anche quando affidato a persona non idonea alla sua custodia.

Quali danni causati dagli animali possono essere risarciti dal il loro responsabile?

I danni risarcibili sono quelli di carattere patrimoniale, cioè tutti quelli che ledono il patrimonio del danneggiato. In tal senso, sarà risarcibile anche il danno causato dal ferimento o dalla uccisione di un altro animale, sia esso domestico o meno (ad esempio, il cavallo o il bovino), perché causa di perdite economiche al danneggiato: come le spese per le cure veterinarie, il valore economico dell’animale o i danni alla sua produttività.

La risarcibilità dei danni morali (danni non patrimoniali) è più complessa. Per ora, la tendenza della giurisprudenza è quella di non riconoscere il risarcimento morale nel caso di danni agli animali d’affezione, a meno che non siano conseguenza di lesioni ad altre posizioni giuridiche riconosciute e disciplinate dalla legge.

Animale selvatico una volpe chi paga i danni causati da animali selvatici?
Foto di Alain Audet da Pixabay

Chi risponde per i danni degli animali selvatici?

Gli animali selvatici come lupi, cervi o cinghiali fanno parte del territorio indisponibile dello Stato (L. 968/1977) e come tali non possono essere considerati res nullius, cioè “cosa di nessuno”. È lo Stato a rispondere per gli eventuali danni a cose o persone provocati dalla fauna selvatica.

Il danneggiato può rivolgersi all’ente preposto alla gestione e al controllo del territorio per chiedere eventuali risarcimenti danni. In questo caso, però, non si applica l’articolo 2052 cc, ma l’art. 2043 cc: è il danneggiato a dover dimostrare che l’ente non abbia attuato tutte le cautele per prevenire incidenti e non abbia tenuto un comportamento diligente. In assenza di omissioni da parte dell’ente pubblico, il risarcimento del danno non sarà riconosciuto.

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