CAVALLO WEST NILE DISEASE

La malattia da virus ormai realtà per i cavalli in molte regioni italiane

A cura del Dott. Andrea M. Brignolo – Medico Veterinario

Una malattia che fa paura

l West Nile virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae, ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile, da cui prende il nome. 

Da allora sono state segnalate epidemie di malattia in esseri umani e cavalli in numerosi Paesi dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente, in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti.

Trasmissione


Il virus viene trasmesso all’uomo e agli animali attraverso la puntura di zanzare infette (più frequentemente del tipo Culex). Gli equidi (cavallo, asino, mulo) sono le specie domestiche più colpite. Inoltre sono riportati casi in ruminanti (pecora e alpaca); cane e gatto sono suscettibili all’infezione ma raramente mostrano segni clinici.

Bovini, polli e tacchini possono infettarsi ma rimangono asintomatici e nei serbatoi di infezione, uccelli migratori e animali domestici, il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

Sintomi

Le manifestazioni cliniche negli equini sono variabili: atassia e in coordinazione locomotoria, movimenti in circolo, incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, paralisi/paresi degli arti, fascicolazioni muscolari.

Tali sintomi possono essere accompagnati da: debolezza degli arti posteriori, cecità, ptosi del labbro inferiore o paresi dei muscoli labiali o facciali.  Sono tuttavia possibili forme lievi, simil-influenzali, con rialzo termico verso il 7°-8° giorno dall’infezione e forme asintomatiche caratterizzate dalla sola viremia senza sintomi clinici.

Dalla scoperta del virus, verificatasi in Uganda, sono state segnalate epidemie di malattia in esseri umani e cavalli in numerosi Paesi dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente, in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti.

Decorso della malattia

Nei cavalli che sviluppano la malattia la mortalità va dal 10 al 40% e non esistono terapie efficaci ma solo una profilassi e protezione attraverso la vaccinazione annuale disponibile in Italia. 

In Italia la malattia West Nile negli equini è stata identificata per la prima volta nel 1998, nella zona umida denominata Padule di Fucecchio, in Toscana, in un focolaio che ha provocato la morte di sei cavalli nel periodo compreso fra agosto e ottobre. 

La trasmissione del virus è legata alla diffusione da parte della zanzara nell’ambiente. Il cavallo, ospite a fondo cieco, non rappresenta un pericolo di ulteriore diffusione dell’infezione né per sé né per le persone ed il virus non si trasmette nemmeno da persona a persona.

Zone italiane interessate

Il CESME (Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l’accertamento delle malattie esotiche degli animali) ha confermato 146 focolai di WND negli equidi nel 2018 in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Friuli
Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Lazio, Basilicata e Puglia. 

Casi con sintomi clinici riferibili ad infezione da WNV sono stati confermati nelle province di Asti, Brescia, Bologna, Cuneo, Modena, Mantova, Biella, Reggio Emilia, Gorizia, Torino, Oristano, Parma, Ravenna, Cremona, Nuoro e Latina.

Per il 2019, a causa dell’incremento nella diffusione della malattia rispetto agli ultimi anni, si consiglia di attivarsi per tempo, contattando il proprio veterinario di fiducia, al fine di evitare possibili problemi di reperibilità del vaccino.

Prevenzione

Il vaccino ha una efficacia elevata ma la sua azione profilattica non va valutata su esperienza aneddotica personale ma su un confronto informato con un veterinario esperto e di fiducia. 

L’opportunità della vaccinazione per il WNV va valutata se si risiede in zone dove è stata accertata la presenza del virus in zanzare, uccelli e cavalli o se si deve transitare in zone di questo tipo per fini turistici o sportivi. È opportuno iniziare la vaccinazione nei primi mesi dell’anno.

Consigli pratici

Per il 2019, a causa dell’incremento nella diffusione della malattia rispetto agli ultimi anni, si consiglia di attivarsi per tempo, contattando il proprio veterinario di fiducia, al fine di evitare possibili problemi di reperibilità del vaccino. 

Nelle zone interessate dai casi animali di WND sono consigliati anche attenti interventi di disinfestazione con insetticidi per il trattamento di interni ed interventi ambientali per ridurre la proliferazione di zanzare.

È possibile trovare altre dettagliate informazioni
all’indirizzo: 
https://westnile.izs.it/j6_wnd/descrizioneMalattia

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