Cavallo, controlli stagionali di primavera

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Cavallo al pascolo tra il verde

E’ consigliato effettuare al cavallo i controlli stagionali di primavera; organizzare con il veterinario un check-up per verificare lo stato sanitario del vostro cavallo e per programmare le profilassi necessarie.

A cura di ANDREA BRIGNOLO Medico Veterinario

Controlli stagionali per il cavallo la Profilassi

Oltre a verificare e valutare le eventuali vaccinazioni in scadenza da effettuare, soprattutto per malattie legate a vettori stagionali (West Nile Disease), sarà utile pianificare i trattamenti contro le parassitosi intestinali e gli ectoparassiti che hanno il loro ciclo vitale ed il loro maggior sviluppo durante il periodo caldo.

Un esame delle feci condotto sulla intera popolazione presente nella scuderia sarà molto utile a mettere in atto strategie di controllo mirate ed individuali; trattando solo i soggetti effettivamente infestati con la molecola più efficace. Queste valutazioni da personalizzate a seconda delle condizioni climatiche a cui sarà sottoposto il vostro cavallo, al tipo di ambiente, alla contaminazione da parte di ectoparassiti (zanzare, culicoidi, etc.), alle eventuali allergie (come la Dermatite estiva recidivante) o problematiche stagionali individuali.

Alimentazione

In caso abbiate l’opportunità di far soggiornare il vostro cavallo in paddock per molto tempo, è opportuno ricordare di passare all’erba del pascolo in modo non troppo veloce; incominciando con poche ore al giorno e aumentando gradualmente in modo da abituare l’apparato digerente al cambio tra fieno ed erba. Questi cambiamenti, se fatti troppo repentinamente, possono alterare il microbiota intestinale provocando coliche, diarrea, dismicrobismo intestinale.

Controlli stagionali del cavallo al pascolo

In situazioni di allergie, intolleranze o patologie che sono influenzate dall’alimentazione (laminite, sindrome metabolica, Cushing, intolleranza agli amidi, etc) dovremmo prestare molta attenzione alle piante presenti nel pascolo che andranno valutate con cura.

Modificare la razione giornaliera gradualmente variarla ed adattarla alle diverse condizioni climatiche e ai nuovi fabbisogni energetici anche in funzione dell’aumento di attività sportiva. Anche il fabbisogno idrico giornaliero deve essere adeguato di conseguenza. La tavola dentaria dovrebbe essere saminata per rilevare la presenza di punte o altre anomalie e corretta con un pareggio adeguato.

Apparato muscolo-scheletrico

In relazione all’aumento della attività bisogna controllate le condizioni dell’apparato muscolo scheletrico. Dedicare particolare attenzione agli zoccoli e alle estremità degli arti, soprattutto in soggetti che hanno passato l’inverno all’aperto su terreni umidi e fangosi. La muraglia può creparsi, i fettoni possono marcire e le suole diventare troppo molli con un conseguente aumento della sensibilità dei piedi. Va verificata la eventuale presenza di ragadi, vere e proprie piaghe, umide e dolorose, che si possono formare a livello del pastorale durante l’inverno.

Il lavoro dovrà essere aumentato in maniera progressiva, con particolare attenzione ai soggetti che sono rimasti inattivi per lungo tempo; pianificando l’attività motoria con intensità e frequenza molto graduali.

Apparato cardio-respiratorio

Un controllo cardiologico e dell’apparato respiratorio sarà utile ad evidenziare eventuali problemi sub-clinici (come piccole bronchiti, accumulo di catarro, etc) soprattutto in soggetti non utilizzati durante il periodo invernale che possono quindi essere passati inosservati.

Mantello e cute

Criniera, coda e mantello in generale devono essere esaminati con cura per verificare eventuali anomalie; spesso favorite dell’uso di coperte e dalla permanenza in paddock con fango per lunghi periodi. Nei cambi di stagione, soprattutto in presenza di sbalzi di temperatura anomali, si possono sviluppare spesso infezioni cutanee come la Dermatofilosi o la Dermatofitosi. Intervenire facendo le opportune verifiche aiuterà una corretta “muta” stagionale del pelo e potrà evitare problemi a questo livello.

La muta

In primavera, con l’aumento delle temperature, il mantello invernale è sostituito dal pelo estivo, più corto e meno folto. Nei cavalli, la crescita e la caduta del pelo sono periodiche.

La durata del periodo di illuminazione giornaliera, è considerato il più importante stimolo ambientale, che consente agli animali di anticipare e adattarsi ai cambiamenti stagionali. Generalmente, i cavalli iniziano a perdere il mantello in primavera quando il fotoperiodo aumenta (il che successivamente ha un effetto su molti ormoni) così come la temperatura ambiente. Non sempre la muta è uniforme e alcuni cavalli possono perdere il pelo a chiazze. Per velocizzare questo evento del tutto naturale è quindi consigliato strigliare e spazzolare durante la muta.

Una corretta attenzione a tutti questi fattori, magari completato da un esame del sangue completo per chi svolge attività agonistica; utile per rimettere in attività il vostro cavallo nella bella stagione permettendo di valutare l’effettivo stato di salute ed intervenendo con le profilassi più appropriate.

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