Il trasporto del cavallo

I primi viaggi dovrebbero essere molto brevi, se non addirittura delle vere e proprie “prove”, per valutare come reagisce l’animale a questa esperienza particolare, al movimento, alle vibrazioni ed allo spazio ridotto.

A cura del Dott. Andrea M. Brignolo – Medico Veterinario

Piccoli suggerimenti su come affrontare al meglio gli spostamenti

In questo articolo non ci avventureremo negli aspetti legislativi, che sono piuttosto complessi, in riguardo alle autorizzazioni dei mezzi, ai permessi necessari ed alle finalità del trasporto (con differenze tra uso privato ed uso commerciale),

In quanto per questo aspetto è bene informarsi sempre e periodicamente presso i servizi veterinari della ASL di competenza, ma affronteremo l’argomento da un punto di vista “pratico”, al fine di garantire al nostro cavallo spostamenti sereni e tranquilli.

Il trasporto come una normale attività


L’aspetto che va evidenziato è che il trasporto va considerato al pari di una attività come un’altra per il nostro cavallo, che richiede quindi un certo grado di “addestramento”, tenendo conto delle sue peculiarità comportamentali e percettive, affinché venga affrontato tranquillamente e non diventi invece una esperienza stressante.

Trasportare un cavallo coinvolge fattori che influenzano la salute, le condizioni fisiche, le prestazioni sportive e le reazioni emotive dell’animale.

Fin da puledro e durante l’addestramento, abituate il cavallo a salire su qualche mezzo di trasporto fermo, in modo che incominci a prendere confidenza con un “ambiente” nuovo e si abitui gradatamente prima del trasporto vero e proprio: condurre il cavallo sopra un trailer od un Van aperto e luminoso dove è stato sistemato del cibo può essere un approccio iniziale.

Sarà sempre utile confrontarsi con il veterinario di riferimento, soprattutto per lunghi tragitti, per quanto riguarda gli aspetti di salute e alimentazione, in modo da affrontare questo evento con i minori rischi possibili per il vostro cavallo.

Trasporto Cavalli viaggi brevi all’inizio

I cavalli hanno una visione grandangolare e possono vedere quasi a 360° intorno a sé. In questo tipo di visione esiste il concetto di flight zone o zona di sicurezza che è lo spazio attorno a un animale all’interno del quale si sente al sicuro.

La dimensione della flight zone dipende dalla docilità dell’animale: quando un cavallo diventa più pauroso, la sua flight zone aumenta e l’azione di carico del cavallo ne deve tenere conto.

Con questo tipo di visione il cavallo vede inoltre l’ingresso di un mezzo di trasporto come una sorta di “buco nero” all’interno del quale non sa cosa troverà e questa sua impressione andrà tenuta in considerazione.

Simulare i primi viaggi

I primi viaggi dovrebbero essere molto brevi, se non addirittura delle vere e proprie “prove”, per valutare come reagisce l’animale a questa esperienza particolare, al movimento, alle vibrazioni ed allo spazio ridotto.

Ricordatevi che soggetti con caratteri differenti possono reagire in modo alquanto diverso agli stimoli ambientali legati al trasporto e che il trasporto prevede sempre un “affaticamento” muscolare che può essere non indifferente.

Trasporto cavallo

Prestare attenzione ai diversi fattori

Molti sono i fattori esterni da considerare e l’eventuale stress o timore potrà essere legato alle percezioni particolari di udito e vista del cavallo: rumori esterni ed interni del veicolo (motore, vibrazione di parti del veicolo e/o del carico, prese d’aria, traffico), ventilazione e luminosità interna (insufficienti o eccessive).

Pericoli in agguato

La pavimentazione scivolosa, il posizionamento degli animali non corretto, rampe d’accesso e d’uscita anguste, luce eccessiva e/o assente (carico/scarico contro sole), temperatura ed umidità (stagione, situazione climatica locale), strada sconnessa (strade bianche, buche), tipo di percorso scelto (autostrada, salite, discese, curve).

Tutti questi fattori esterni vanno valutati con attenzione soprattutto nella fase di addestramento e durante i primi trasporti in modo da intervenire laddove il cavallo dovesse dimostrare qualche atteggiamento negativo.

Tra i fattori individuali vanno considerate la razza, l’età, un eventuale stato nutrizionale insufficiente o eccessivo (affaticamento muscolare, cardiaco), patologie dell’apparato muscolo-scheletrico ed anche esperienze precedenti negative con fobie verso alcuni aspetti del trasporto.

Suggerimenti pratici

Come chiaramente descritto nelle Practical Guidelines on the Watering of Equine Animals Transported by Road i cavalli devono essere completamente idratati prima del viaggio, per aiutare a prevenire lo sviluppo di problemi di salute. Anche in climi molto freddi tutti i cavalli hanno bisogno di bere acqua.

Se ne hanno l’opportunità, i cavalli bevono frequentemente, in media una volta ogni 1-2 ore circa. Elevate temperature ambientali, elevata umidità e sudorazione aumentano il fabbisogno idrico.

Foraggiare il passeggero

La fornitura di foraggio di buona qualità può aiutare a creare una riserva di liquidi nell’intestino del cavallo che aiuta ad evitare la disidratazione. Inoltre, il foraggio fornisce una fonte di energia per il cavallo per far fronte a trasporti lunghi.

Fornire invece grandi quantità di concentrato può causare seri problemi di salute e quindi dovrebbe essere evitato. Sarà sempre utile confrontarsi con il veterinario di riferimento, soprattutto per lunghi tragitti, per quanto riguarda gli aspetti di salute e alimentazione, in modo da affrontare questo evento con i minori rischi possibili per il vostro cavallo.

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