Il Pastore Tedesco

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Cane valoroso e pronto all’azione: parlare di Pastore Tedesco significa raccontare una storia di coraggio ed eroismo.

A cura della Dott.ssa Alice Savarese, DVM, PhD Medico Veterinario di Royal Canin

La nascita di un eroe

Il pastore tedesco si originò a partire da diverse varietà di cane da pastore diffuse nella Germania di metà Ottocento. Il suo allevamento vero e proprio si istituì nel 1899, anno in cui nacque, sempre in Germania, la prima associazione di razza, con l’obiettivo di farne un cane da utilità con caratteristiche uniche, altamente qualificato e resistente.

Il primo esemplare storicamente riconosciuto fu, proprio nel 1899, Hektor von Linksrhein, di quattro anni, di proprietà del capitano Max von Stephanitz: egli è considerato il progenitore del moderno pastore tedesco. Ancora oggi, il Pastore Tedesco viene identificato come un cane valoroso e pronto all’azione, e parlare di Pastore Tedesco significa raccontare una storia di coraggio ed eroismo, fianco a fianco con gli uomini più valenti.


Come non pensare a Rin Tin Tin, il cane eroe protagonista di numerosi film nel periodo della Prima guerra mondiale. E, in tempi più moderni, Rex, poliziotto infallibile e sempre presente al fianco del suo compagno umano.

Pastore Tedesco un cane solido

Considerato un cane di media taglia, si presenta solido, muscoloso e magro, leggermente più lungo che alto. L’altezza al garrese per i maschi è compresa fra i 60 e i 65 cm, per le femmine da 55 a 60 cm. La testa ha un aspetto cuneiforme e risulta ben proporzionata con il resto del corpo, né tozza né troppo allungata. La canna nasale è dritta ed affusolata ed il tartufo di colore nero. Le orecchie sono uno dei tratti distintivi del Pastore Tedesco, in quanto si presentano come grandi e simmetriche, triangolari ed erette, rivolte verso l’alto. Il nome colloquiale di “cane lupo” deriva proprio dalla somiglianza fra la linea della testa del Pastore Tedesco ed il lupo comune o lupo grigio.

Le spalle sono robuste e si inseriscono sul torace grazie alla imponente muscolatura che le sostiene. La linea del dorso risulta leggermente inclinata all’indietro, verso la groppa, leggermente obliqua. La coda arriva di solito almeno fino al garretto, ma non oltre la metà del metatarso. Nella parte inferiore il pelo si presenta un po’ più lungo. Viene portata pendente, con una leggera curva, ma mentre in eccitazione o in movimento viene portata rialzata, senza tuttavia superare mai la linea dorsale. Il colore accettato è il nero con focature bruno-rossastre, marroni o gialle, finanche in leggero tono di grigio uniforme.

Equilibrio e fermezza

Essendo un cane da utilità, risultano della massima importanza la selezione e lo sviluppo del comportamento e del carattere, sia nel suo lavoro di pastore che in innumerevoli e diversi servizi. Deve infatti presentare un carattere ponderato, ben equilibrato e sicuro di sé per poter essere il compagno perfetto, pronto all’azione. Queste sue caratteristiche, insieme alla sua indole vigile, docile e del tutto innocua (a meno che non sia provocato a reagire) ne fanno non solo un cane ideale per la guardia e la difesa, ma anche un eccellente compagno di vita.

Attenti alla displasia dell’anca

Il Pastore Tedesco presenta predisposizioni di razza per alcune patologie, che includono disturbi che possono compromettere la qualità di vita di questi animali. Le patologie più conosciute sono sicuramente la displasia dell’anca e quella del gomito. In alcuni casi, se l’articolazione presenta qualche problema, si parla di displasia, che può essere più o meno grave a seconda del grado con cui si presenta.

Importantissime le radiografie preventive, che vengono eseguite dal Medico Veterinario quando l’animale è ancora cucciolo. Il pelo folto e la pelle sensibile del Pastore Tedesco necessitano di attenzioni particolari, così come l’apparato digestivo, che in alcuni soggetti può essere particolarmente delicato.

Alcune patologie invece, come la mielopatia degenerativa, una patologia a trasmissione genetica, o la stenosi subaortica, sono diventate sempre più rare grazie a test specifici del DNA per identificare i geni coinvolti e programmi di screening di razza, svolti da allevatori di elevata qualità, per identificare i soggetti portatori ed escluderli dalla riproduzione.

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