Le tecnopatie del coniglio

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Le Tecnopatie del coniglie

Le tecnopatie del coniglio: la pododermatite

A cura della Dott.ssa EMANUELA TETTA – Medico Veterinario – Adelfia (BA)
Emanuela.tetta@virgilio.it

La gestione del coniglio come animale da compagnia, ha subito un profondo cambiamento che ha modificato in maniera tangibile il suo biotopo. Non vive più relegato in una gabbia seppure confortevole ma libero nell’ambiente domestico, condividendo tutti gli spazi comuni dei loro proprietari.

Un pet a tutti gli effetti

Che gli animali in generale non debbano vivere nelle gabbie è un principio consolidato, nel rispetto dell’alterità della specie. Ma non sempre si è capaci di assicurare il benessere e l’incolumità di un animale che, per natura, è molto timido e pauroso.
Dal punto di vista comportamentale, il coniglio si è adattato molto bene alle varie situazioni ambientali. Ha comunque conservato i suoi bisogni atavici, che spesso vengono confusi con forme morbose. Convivere con questo animaletto è una esperienza unica, non solo per la particolarità di specie ma per la sua capacità di interagire con l’uomo, come farebbe qualsiasi altro animale domestico.

Proprio per questa consapevolezza, spesso si sottovalutano le esigenze fisiologiche e comportamentali del coniglio, paragonando la sua gestione a quella del cane o del gatto.

Le tecnopatie del coniglio: la pododermatite

Le tecnopatie sono disturbi o forme morbose, legate ad un errato management che riguarda soprattutto l’ambiente domestico, il suo regime alimentare e comportamentale.

Le più comuni tecnopatie sono le pododermatiti. La pododermatite è un’affezione delle zampe sia anteriori che posteriori, molto comune nei conigli da compagnia.
Il 90% dei soggetti presenta questa affezione. E’ una patologia multifattoriale poiché diversi sono i fattori predisponenti che favoriscono la sua comparsa e, purtroppo, il ritardo nella loro individuazione rende frustrante qualsiasi tentativo per arrestarne l’evoluzione.

Il proprietario non si accorge delle lesioni podali se non quando il coniglio mostra una certa riluttanza al movimento o trascorre troppo tempo nella toelettatura delle zampe, alla quale segue uno stato di prostrazione fisica che lo induce a modificare i suoi comportamenti.

Dal punto di vista fisiologico la pododermatite riconosce come causa primaria un insufficiente apporto ematico di alcuni distretti cutanei. Questi sottoposti a compressione provocano una ischemia locale soprattutto a carico dei processi cuneiformi metatarsali e i colletti ungueali delle zampe anteriori.
In termini più semplicistici, la formazione delle lesioni podali è indotta dall’impossibilità da parte del coniglio di effettuare in maniera fisiologica la deambulazione basata sul corretto svolgimento delle sequenze di balzi, che caratterizzano la sua andatura.
L’appoggio degli arti del coniglio sul terreno, infatti, è di tipo “digitigrado”. Ciò significa che, nel movimento, il coniglio si sposta poggiando solo le dita sul terreno, con il polso e la caviglia sollevati da terra.

Andatura a balzi

Il coniglio ha una cosiddetta “andatura a balzi”, ossia, la spinta dei due arti posteriori è in fase molto serrata e spesso è simultanea. Per iniziare questo tipo di andatura l’animale innalza la parte anteriore del corpo, solleva gli arti anteriori ed effettua una potente spinta sul terreno con i due arti posteriori. Segue, quindi, un breve periodo di volo in cui gli arti posteriori non stati ancora appoggiati. Il primo e il secondo arto anteriore raggiungono il terreno su cui sviluppano una breve spinta, prima che siano seguiti da quelli posteriori con un breve periodo di volo.
Durante la deambulazione il peso del corpo viene trasferito dallo scheletro del tronco al cinto pelvico (per mezzo di una o più vertebre sacrali e delle loro coste) e al cinto pettorale (tramite l’imbracatura muscolare che si inserisce sulle coste e sulle scapole), in questo modo gli arti trasferiscono il peso del corpo dai cinti al terreno.
Per indurre un nuovo balzo, dunque, il coniglio deve eseguire movimenti coordinati dei muscoli per effettuare una spinta propulsiva. Questa consente alle zampe di affondare le unghie nel terreno ed effettuare il fisiologico movimento di andatura.

L’andatura dei conigli domestici

Ad un coniglio allevato in casa viene a mancare proprio questa dinamica locomotoria, poiché la spinta propulsiva del treno posteriore non avviene in maniera fisiologica: le unghie non affondano nel terreno ma vengono sollevate verso l’alto al contatto con pavimento, trasferendo il peso del corpo sui segmenti ossei posteriori, spostando il suo baricentro con la conseguente ischemia dei vasi della zona sottoposte a pressione.

Le razze più predisposte sono quelle a pelo raso, ossia quelle dove la peluria che ricopre la superficie plantare è esigua. Poiché i conigli non hanno i cuscinetti digitali, è inevitabile che la zona interessata vada incontro direttamente ad alterazioni della cute sottostante il pelo di protezione.
Un ruolo importante lo ricopre anche il peso del coniglio, ad esempio nella razza ariete, e nei conigli obesi.

Sintomi e gestione

Ad un’accurata visita clinica si rilevano sulla punta dei metatarsi delle aree alopeciche circolari che, nelle fasi iniziali, sono ricoperte da cellule cutanee di disfacimento che si staccano facilmente.
Nei casi più gravi si osservano delle vere e proprie erosioni, sanguinolente, edematose e particolarmente dolorose. Se subentrano, poi, germi nelle ferite, spesso si osserva la presenza di sacche ascessuali che possono interessare anche le ossa sottostanti.
Col passare del tempo queste lesioni si possono estendere su tutta la superficie di appoggio della zampa posteriore e il coniglio, per non sentire il dolore, sposta il peso del suo corpo verso gli arti anteriori interessando anche i colletti ungueali delle unghie che appariranno particolarmente infiammate e, spesso, infette.

Se non prontamente trattate il coniglio non riuscirà più a mantenere la postura fisiologica, non riuscirà più a deambulare senza appoggiare il corpo alle pareti della gabbia o rimarrà in decubito laterale per allentare il dolore.
In queste condizioni l’animale, comunque, riesce ancora ad alimentarsi ma avrà difficoltà nell’intercettare e prelevare il ciecotrofo, non riuscirà a raggiungere il beverino per abbeverarsi, l’unica soluzione è quella di mettere sul fondo della gabbia sia la ciotola per il pellet che per l’acqua, oltre al fieno che sarà sempre disponibile nella rastrelliera. Quotidianamente si provvederà a spostare il corpo e asciugarlo dalle sue urine e a rimuovere il ciecotrofo dalla regione perianale.

La prevenzione contro le tecnopatie del coniglio

La prevenzione contro le tecnopatie del coniglio rimane l’unica arma. Un controllo periodico dal Medico Veterinario di fiducia aiuterà ad affrontare prontamente la problematica per limitare il progredire delle lesioni podali.

Fondamentale è l’igiene della lettiera e del fondo gabbia o del luogo dove abitualmente il coniglio si rintana per espletare le sue attività fisiologiche, compresa la toelettatura del mantello.

Ottima la soluzione di coprire le zone che abitualmente frequenta di materiali morbidi o di tappeti che possono attutire la forza propulsiva delle zampe posteriori.

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