La ricerca del cibo nei pappagalli

Pappagallo sul ramo con il boccone tra il becco

In natura i pappagalli trascorrono diverse ore della giornata andando alla ricerca del cibo (foraging in inglese). Si tratta di una necessità presente anche nei pappagalli allevati in cattività

A cura di PASQUALE QUITADAMO (Raggio di Sole)

Diversi studi hanno dimostrato che i pappagalli in cattività scelgono di ricercare il cibo anche quando questo è liberamente disponibile, suggerendo una motivazione intrinseca.

Andare alla ricerca del cibo in natura

In natura, a seconda della specie e della stagione, il tempo investito nella ricerca del cibo e nel cibarsi in senso stretto può variare dal 40% al 75% di una giornata, cioè da 4 a 8 ore al giorno.


Queste attività iniziano non appena sorge il sole, con molte specie che volano regolarmente diversi chilometri al giorno per raggiungere le aree di alimentazione ed ottenere il fabbisogno alimentare giornaliero. Ricerca, identificazione, selezione, manipolazione e il consumo di diversi alimenti come frutta, semi, noci, insetti, nettare e altri vegetali fanno parte di questa attività quotidiana.

La Rosella cremisi (Platycercus elegans) trascorre il 67% del tempo nutrendosi e ricercando il cibo. L’Amazzone di Portorico (Amazona vittata) ricerca il cibo per 4-6 ore durante la giornata.

In cattività

In cattività l’Amazzone ali arancio (Amazona amazonica) trascorre solo 30 minuti alla ricerca di cibo perché le dimensioni della gabbia/voliera sono ridotte ed è quindi ridotto il fabbisogno di energia e di assunzione di cibo.

Sfortunatamente molti pappagalli in cattività non hanno quasi nessuna opportunità di ricercare il cibo: il loro cibo viene spesso fornito di routine in una ciotola/mangiatoia in un momento e in una posizione prevedibili in forma prontamente disponibile e facile da consumare, senza ulteriore necessità di cercare o manipolare.

Inoltre, se il pappagallo tenuto in cattività vive solo e in una gabbia di ristrette dimensioni atri due aspetti fondamentali del comportamento in natura vengono meno: il volo e contatto sociale con i conspecifici.

Alcuni comportamenti stereotipati potrebbero essere dovuti all’ambiente ristretto in cattività. Molti elementi di arricchimento ambientale sono pensati per sostituire l’aspetto di ricerca di cibo presente nel mondo naturale.

Qual è l’effetto della dimensione degli estrusi sul comportamento dei pappagalli?

I semi ed estrusi offerti in cattività non mostrano differenze significative a livello di tempo trascorso nell’andare alla ricerca di cibo. Uno studio pubblicato nel 2010 dalla rivista Applied Animal Behaviour Science, ha evidenziato che estrusi di grandi dimensioni determinano un aumento significativo del tempo dedicato nell’andare alla ricerca del cibo e all’alimentazione circa cinque volte più lungo rispetto agli estrusi di dimensioni “tradizionali” (178 minuti al giorno o il 26% dell’attività diurna degli uccelli rispetto a 36 minuti per giorno o il 6% dell’attività diurna degli stessi).

In uno studio del 2011 gli autori Rozek e Millam sottolineano che l’Amazzone ali arancio cerca di manipolare estrusi di dimensioni maggiorate anche quando estrusi di dimensioni standard sono a libera disposizione. Riesce/vuole sollevare pesi significativi (fino a 1,5 molte maggiori del suo peso corporeo) per raggiungere agli estrusi più grandi.

La dimensione del pellet offerto può incidere quindi in modo significativo sulle attività svolte dai pappagalli in cattività. Questo aiuta a ridurre il rischio di comportamenti stereotipati come l’auto deplumazione.

Consigli pratici

Metodi aggiuntivi per fornire arricchimento nutrizionale sono l’inclusione di cibo all’interno di oggetti sul fondo della gabbia o appesi (frutta per esempio), l’utilizzo di rami, foglie, o trucioli (puliti) per nascondere gli alimenti oppure fornire noci intere che richiedono tempo per l’apertura.

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