La dieta durante la riproduzione dei canarini

Secondo una romantica tradizione il 19 Marzo, San Giuseppe e
festa del papà, sancisce l’inizio della stagione degli accoppiamenti per gli
allevatori di canarini.

A cura di Cargill®

I canaricoltori infatti, a partire da questa data, dispongono i nidi all’interno delle gabbie e danno il via al periodo più affascinante della vita di un volatile e di coloro che se ne occupano: la riproduzione.Ovviamente tale data è simbolica ed è variabile in funzione della località in cui si trova l’allevamento, della tipologia di canarini allevati nonché dell’utilizzo di neon artificiali che possono anticipare l’estro.

Accortezze alimentari

Le accortezze alimentari in questo delicato ed emozionante periodo sono essenziali; occorre in primis preparare i canarini ad affrontare al meglio la riproduzione, dove la domanda di energia, proteine, vitamine e minerali deve essere soddisfatta in pieno. Un lieve incremento proteico e vitaminico nella fase che precede l’allevamento della prole può portare ad un aumento del numero delle uova deposte. 


In particolare è fondamentale alimentare correttamente la femmina prima della deposizione attraverso una dieta bilanciata arricchita di vitamine: il tuorlo dell’uovo, prodotto dal fegato materno e portato all’ovaia dal sangue, rappresenta il nutrimento per il piccolo volatile fino alla schiusa. Una opportuna integrazione vitaminica evita mortalità durante l’incubazione ed incapacità da parte degli embrioni di uscire dall’uovo perché poco vitali.

La giusta integrazione

Gli alimenti ed integrazioni essenziali nella fase di preparazione alla cova sono quindi un complesso multivitaminico da somministrare una settimana prima della data del presunto accoppiamento e fino alla deposizione del primo uovo ed un pastoncino secco ricco di proteine di elevato valore biologico (per esempio uova). Dopo la nascita dei piccoli, chiamati pulli, l’alimentazione dovrà essere molto proteica per permetterne un corretto accrescimento. 

Essenziale a tal proposito somministrare un misto con semi oleaginosi (scagliola, niger, canapa, lino, perilla bianca per esempio) ed un pastoncino proteico a basso contenuto di grassi. Qualora il tenore di proteine grezze del pastoncino sia al di sotto del 16-17% occorre aggiungere un uovo sodo ogni 100gr circa. Con tenori di proteine grezze superiori al 20% non è necessario aggiungere l’uovo ma potrebbe essere opportuno miscelare al pastoncino semi germinabili, cotti o ammollati (vedi qui sotto in rosso).

La preparazione dei semi germinabili (niger, grano duro, lattuga bianca, girasole nero per esempio) prevede un ammollo iniziale, quindi vengono regolarmente scolati, frizionati, sciacquati ripetutamente fino allo spuntare di una piccola radichetta. Attraverso questo processo di germinazione si verifica un aumento delle proteine, di alcuni minerali e vitamine (A, B, E, C) e gli amidi si trasformano in zuccheri.

I semi cotti prevedono invece una cottura che determina una riduzione dei valori nutrizionali rispetto ai semi germinabili. L’aggiunta di semi germinabili, ammollati o cotti al pastoncino secco ne aumenta l’appetibilità favorendo l’imbeccata ai piccoli da parte di entrambi i genitori. Al pastoncino può essere aggiunta anche della frutta a piccoli pezzi; sconsigliata invece la somministrazione di verdure per i potenziali rischi per i piccoli, specialmente se non perfettamente asciutta.