Come cambiare i gusti alimentari dei pappagalli

Pappagallo abtudini del ciboi

La transizione dalla vecchia alla nuova dieta dovrebbe avvenire gradualmente nell’arco di una settimana.

A cura del Dott. GINO CONZO Medico Veterinario

Il mio PAPPAGALLO non vuole MANGIARE

Per i proprietari di pappagalli risulta spesso piuttosto complicato far cambiare i gusti alimentari ai propri beniamini, specie se questi sono abituati a mangiare esclusivamente miscele di semi secchi.

Com’è noto questo regime alimentare è molto deleterio per i pappagalli dal momento che è carente di numerosi ed importanti elementi nutritivi mentre, specie se la miscela è ricca di girasole, risulta quasi sempre troppo calorico. Per questo motivo ancora oggi gli errori alimentari rappresentano la principale causa di morte o malessere dei pappagalli in cattività.

La dieta corretta


La corretta alimentazione dei pappagalli può essere basata su alimenti estrusi o pellettati di buona marca specifici per pappagalli oppure può essere di composizione casalinga.

Nel secondo caso la dieta del pappagallo potrà essere sostanzialmente composta da: misto di legumi e cereali cotti; frutta fresca di stagione; ortaggi e verdure freschi (crudi o cotti); eventuali integratori alimentari; piccole quantità di semi secchi evitando girasole, altri semi oleosi e noci che possono essere dati solo saltuariamente come “premio”.

Mangiare con gli occhi

Anche le diete basate su estrusi o pellet non devono comprendere totalmente questi alimenti, che dovrebbero essere intorno al 70% del totale, lasciando l’altro 30% agli alimenti già citati nella composizione della “dieta casalinga”. Gli alimenti, infatti, rappresentano per i pappagalli anche un importante arricchimento ambientale e le diete troppo monotone alla lunga annoiano questi uccelli che, come noi, amano anche “mangiare con gli occhi”.

Esigenze specifiche

Che si scelga una dieta “industriale” o “casalinga”, spesso ci si può trovare con il problema di convertire a tale dieta un pappagallo che probabilmente ha mangiato solo semi da molto tempo. La conversione comporta delle difficoltà ma può essere raggiunta con successo anche in relativo poco tempo osservando dei semplici accorgimenti.

Il primo è senz’altro far visitare il pappagallo da un veterinario specialista che potrà consigliare la dieta migliore in funzione delle condizioni di salute del volatile. Non tutte le specie hanno infatti le stesse esigenze alimentari che variano anche in funzione dell’età e delle condizioni fisiologiche del pappagallo.

Un passaggio graduale

È consigliabile che la transizione completa dalla vecchia alla nuova dieta avvenga gradualmente nell’arco di una settimana. Un buon sistema per abbreviare i tempi di conversione è quello di togliere i semi dalla gabbia al mattino, riproponendoli poi la sera, lasciando a disposizione del pappagallo il nuovo cibo dal suo risveglio in poi.

Il mattino ed il tardo pomeriggio sono i periodi della giornata in cui i pappagalli si alimentano maggiormente ed è conveniente che soprattutto in questi momenti abbiano a disposizione il nuovo cibo. Ovviamente i cibi umidi vanno rinnovati frequentemente dato che in poche ore tendono ad ammuffire divenendo così pericolosi per i pappagalli.

Abitudini dure a morire

I pappagalli sono animali molto abitudinari e devono riconoscere il nuovo cibo come tale, vincendo l’iniziale diffidenza. Quindi non bisogna aspettarsi che il pappagallo si fiondi sul nuovo alimento o peggio scoraggiarsi se si vede che il pappagallo ignora o butta a terra i nuovi cibi.

Bisogna invece riproporli giornalmente fino a che il pappagallo li riconoscerà come alimento. Per accelerare questo evento si può provare ad incuriosire il pappagallo giocando con il cibo o facendo finta di mangiarlo.

Macedonie e spiedini

Gli alimenti cotti come i legumi e i cereali sono meglio accettati dal pappagallo se somministrati tiepidi; frutta, ortaggi e verdura possono essere preparati a tocchetti in modo da comporre una macedonia molto colorata che senz’altro incuriosirà il pappagallo.

Pezzi di frutta possono essere infilati in uno spiedino ed appesi in gabbia; il pappagallo dapprima ci giocherà per poi capire che può anche mangiarli.

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