Intervista a: Maurizio Mattioli

Maurizio Mattioli con uno dei suoi tre cani

Attore, comico, doppiatore. Una vita sugli schermi, cinematografici e televisivi, sotto la direzione di numerosi registi, tra i quali, Pier Francesco Pingitore, Carlo Vanzina, Neri Parenti, Paolo Genovese, Stefano Reali, ed una grande passione per il teatro senza mai perdere di vista l’amore per la famiglia e quello per gli animali, intenso e viscerale fin da bambino.

A cura di Federica Rinaudo Giornalista Direttore Artistico Pet Carpet Film Festival

Tanti animali nel tuo cuore, ma soprattutto cani e cavalli.

Maurizio qualè il tuo primo ricordo?

Ero piccino piccino e mi rotolavo ovunque con il mio Boxer. Era sempre una festa quando eravamo insieme. Mio padre era un pò contrariato rispetto a questo rapporto così forte e solo appena sono diventato più grande ho potuto riempire la mia casa di animali.

Una famiglia a quattro zampe?

Si, con immensa gioia da parte mia e di mia moglie Barbara, che qualche anno fa è venuta a mancare. Lei era volontaria presso una nota associazione cinofila ed insieme siamo riusciti ad ospitare ben 48 cani nella nostra casa a Fiano Romano. Mi sono occupato di costruire le casette e fare sempre attenzione alle esigenze di ognuno di loro.


Poi alcuni sono stati adottati da carissimi amici, ma con tante raccomandazioni. Gli uomini non sono tutti uguali. Non tutti sono in grado di saper amare e sacrificarsi. Gli animali non sono giocattoli da prendere per sfizio o divertimento, ma esseri viventi che vanno rispettati in ogni modo.

Non tutti gli esseri umani dimostrano di avere, infatti, la stessa sensibilità verso il mondo animale e la natura che ci circonda.

Per carità ci sono tanti mascalzoni! Spesso davanti al portone di casa abbandonavano cuccioli dentro una scatola. A volte persone crudeli li lasciavano sulla strada. Ce li siamo sempre portati a casa e curati tutti fino alla vecchiaia. Oggi, purtroppo, ne sono rimasti solo tre con me e li amo follemente.

L’abbandono: una piaga senza tempo, un fenomeno terribile che ogni anno, soprattutto d’estate, fa registrare grandi numeri. Di recente sei stato protagonista con Enzo Salvi proprio di una campagna contro l’abbandono, promossa da Roma Capitale.

Non è cambiato nulla negli anni. Da quando ero ragazzo, intendo. Ci sono tante associazioni che si danno da fare, con i loro mezzi, i loro fondi personali e con i loro volontari che sacrificano anche la propria vita pur di aiutare gli animali.

A Fiano Romano la signora Rita Sinibaldi, per esempio, è un vero simbolo per tutti. Il suo è un cuore davvero generoso. E poi ci sono le persone terribili. È un mondo fatto così e bisogna combattere il male in ogni sua declinazione.

Io e l’amico Enzo Salvi siamo stati onorati di poter prestare gratuitamente il nostro volto per la campagna sempre insieme #iononliabbandono, ma si dovrebbe fare molto di più.

In merito cosa potresti suggerire?

Sicuramente responsabilizzare, intanto, chi decide di adottare un cane o un gatto. Non è un obbligo ma se li accogli in famiglia devi sapertene occupare e non puoi pensare che, alla minima difficoltà, li abbandoni dove ti capita. Non sono pupazzi ma esseri viventi dall’immenso valore. Io sono stato sempre fiero ed orgoglioso della mia scelta.

Non solo cani nella tua famiglia. Diciamo “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…”.

Mi si addice molto in effetti il ritornello della celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini. Amo moltissimo anche i cavalli. Sono esseri speciali. Quando cavalchi il mondo assume sfumature diverse.

Sono nato a Gorga e quando andavo a trovare la nonna e la zia era una gioia andare al galoppo. Sono caduto più di una volta ma ci sono sempre risalito senza paura. Il mio primo cavallo è stato un maremmano. Oggi ho diversi cavalli ma anche galline e non solo. La cosa straordinaria è che vanno tutti d’accordo. Incredibile ma vero. La natura è davvero perfetta.

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