In questa intervista, Federico Santaiti presenta anche il suo ultimo libro: un gatto nero e sette vite… umane!
A cura della redazione Petfamily
Federico hai migliaia di follower e sui tuoi canali social ogni giorno raccogli tantissime visualizzazioni, quando e come è iniziato tutto?
È iniziato tutto per gioco, nel 2017. Avevo adottato da un paio d’anni i miei primi due gatti e, per divertimento, realizzai un video con loro come protagonisti: si intitolava “Avere un gatto significa…”. In poche ore superò il milione di visualizzazioni.
Da lì è cambiato tutto: la mia pagina Facebook, che contava appena 2.000 follower, fu letteralmente invasa dai gattari, crescendo fino a oltre 300.000. Poco dopo ho aperto anche Instagram, TikTok e YouTube… e da allora i veri proprietari dei miei canali social sono diventati loro: i miei gatti.
Parlaci allora dei tuoi amici pelosi. Come si svolge la tua giornata tipo?
Come ogni vero gattaro che si rispetti, la mia giornata inizia all’alba… ma non per colpa della sveglia, bensì dei miagolii insistenti dei miei gatti che reclamano la colazione. La prima cosa che faccio, quindi, è occuparmi di loro: pappa e coccole.
Le mie giornate poi non seguono una routine fissa, ma quando lavoro da casa, nel mio studio, loro sono sempre presenti. Si alternano tra scrivania, sedia e davanzale, come se fossero loro a supervisionare il mio lavoro.
Come ti organizzi quando programmi e che consigli puoi dare ai nostri lettori preoccupati di gestire loro assenze o viaggi in compagnia dei pet?
Sicuramente è un argomento che noi “genitori di gatti” sentiamo molto! Ogni estate ci troviamo a valutare cosa sia meglio per loro: portarli con noi o lasciarli a casa. La verità è che l’ultima parola… ce l’hanno proprio i gatti!
Tutto dipende dal loro carattere: se sono molto territoriali e abitudinari, spesso è meglio lasciarli nel loro ambiente, magari con qualcuno di fiducia che li accudisca. Ma se il gatto è abituato a viaggiare e non si stressa in ambienti nuovi, allora portarli in vacanza può essere un’ottima esperienza per entrambi.
Io, ad esempio, d’estate vado spesso in montagna e, avendo la possibilità, li porto con me: trasportino, un po’ di pazienza… e via! Il mio consiglio è di osservare il proprio gatto, rispettarne l’indole e organizzarsi per tempo. Così anche loro potranno godersi un’estate serena.
Il “Gatto dai sette nomi” la tua ultima creazione. 7 storie, 7 vite, 1 gatto nero. Cosa puoi anticiparci?
La scelta di un gatto nero come protagonista vuole anche andare a redimere la sua figura troppo spesso vittima di false credenze? Assolutamente sì. La scelta di un gatto nero non è casuale, anzi. È un piccolo gesto simbolico per ridare dignità a una creatura troppo spesso vittima di pregiudizi assurdi e superstizioni che, ancora oggi, lo rendono meno adottato rispetto ad altri gatti.
Nel mio romanzo, questo gatto attraversa sette vite, entra in punta di zampa nella quotidianità di sette persone diverse e, senza dire una parola, riesce a cambiare qualcosa in ognuna di loro. Non è un gatto magico, non parla, non fa incantesimi. Ma ha quella presenza silenziosa e profonda che solo gli animali sanno avere. È un viaggio fatto di emozioni, di solitudini, di rinascite. E sì… di tanto amore felino.
Che progetti hai per il futuro?
Nei prossimi mesi ci saranno diversi firmacopie in giro per l’Italia: un’occasione per presentare Il “Gatto dai Sette Nomi” e, soprattutto, per incontrare dal vivo tutte le persone che mi seguono da dietro uno smartphone.
Continuerò a creare contenuti con i gatti come protagonisti (non mancheranno mai!) con nuovi format in arrivo e forse anche qualche novità… ma su quella, bocca cucita per ora!
Il Gatto dai sette nomi di FEDERICO SANTAITI – Edito da Bur Rizzoli

Fenomeno da milioni di click Federico Santaiti, regista e noto videomaker è conosciuto anche come il popolare “Gattaro del web” e in questa nuova avventura accompagna il lettore nella dimensione straordinaria e unica dei gatti, in un viaggio a 360 gradi.
Attraverso un intreccio incalzante le storie di sette persone s’incastrano perfettamente con le “sette vite” di un gatto nero che nelle differenti vite dei protagonisti del romanzo, arriva come una risposta, nel momento esatto in cui qualcuno ha bisogno di lui.
Un libro alla portati di tutti, al tempo stesso un tributo al mondo felino e ai nostri amati gatti, creature misteriose che non chiedono nulla ma che donano amore e che se incontrate lungo il proprio cammino riescono a farci vivere la nostra quotidianità con una marcia in più.
Da dove nasce l’idea per questo romanzo?
Sono partito da quell’idea affascinante e antica che accompagna da sempre questi animali: la convinzione che abbiano sette vite. Mi sono chiesto da dove venisse davvero questa leggenda, cosa potesse significare. E, a poco a poco, osservando nel quotidiano, ho capito che forse quelle vite in più non servono al gatto per salvarsi, ma per aiutare gli altri. Per attraversare le esistenze fragili delle persone e, in silenzio senza parlare, rimetterle in cammino. Che segue il cammino silenzioso di un gatto nero, come se una linea invisibile lo guidasse da una vita all’altra.
Una storia di incontri…
Si, e ogni incontro sembra casuale, eppure avviene sempre al momento giusto. Attraversando le esistenze degli altri, anche lui cambia, cresce, si trasforma. Non è solo spettatore: è parte del viaggio. Proprio come le persone che incontra, anche lui si lascia toccare, portando con sé i segni di ogni storia. Il protagonista è un gatto completamente nero, con un piccolo ciuffo di peli bianchi proprio sotto al collo. Sono profondamente legato ai gatti neri, e in particolare alla mia prima gattina, Blacky, che nell’estate del 2015 è entrata nella mia vita cambiandola per sempre. È per questo che mi è venuto naturale scegliere un gatto nero come fulcro della storia. Un animale spesso ignorato, temuto, frainteso… ma proprio per questo capace di una straordinaria rivincita.
Cosa trasmettono queste storie?
Le storie dei protagonisti permettono di affrontare tematiche profondamente attuali e universali che toccano tutti, raccontati con delicatezza attraverso le vite del gatto. Dal bullismo vissuto tra i banchi di scuola, all’amore riscoperto in età adulta dopo i quarant’anni, quando si credeva fosse troppo tardi. E ancora le difficoltà del mondo del lavoro, soprattutto per chi si trova in quella terra di mezzo, troppo giovane per andare in pensione, ma considerato troppo vecchio per reinventarsi.
C’è lo sguardo di un artista straniero pieno di sogni che lotta per trovare spazio e voce in un mondo che spesso esclude. C’è la fragilità della vecchiaia, vissuta nella solitudine e nel lento svanire dell’autonomia. E poi c’è il tempo, quello che rincorriamo per costruirci una carriera, ma che ci sfugge tra le dita, portandosi via l’occasione di vivere davvero le piccole cose, gli affetti, la presenza. “Il Gatto dai sette nomi” è così un mix pieno di sentimenti, emozioni e riflessioni in grado di catturare il lettore sin dalle prime pagine trasportandolo nel magico mondo dei nostri amici a quattro zampe.
















