Il Duprasi

Il duprasi

 

Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario


Il Duprasi (Pachyuromys duprasis) appartiene alla stessa famiglia dei Gerbilli, dai quali è facilmente riconoscibile, grazie alla sua coda rosea, lunga circa  5-6 centimetri, a forma di clava, priva di pelo, che costituisce una vera e propria riserva di acqua e grasso.
E’ originario dell’Africa:  Nord-ovest dell’Egitto, Tunisia, Libia, Algeria. In particolare vive nelle aree desertiche sabbiose o roc-ciose, dove scava tunnel profondi fino ad un metro.
Può essere considerato un animale crepuscolare, ossia, come dice la parola stessa, è attivo al tramonto. Tuttavia in cattività, anche di giorno, ha dei brevi momenti di attività, intervallati da lunghi periodi di sonno.
Il duprasi è un animaletto di circa 60 grammi, ricoperto da una folta e morbida pelliccia, di colore grigio-giallastro, mentre l‘addome si presenta bianco.
Ha gli occhi grandi e rotondi, il muso appuntito, le zampe corte.
E’ estremamente docile, morde di rado e  quando viene afferrato di solito non cerca di fuggire. Tuttavia deve essere allevato da solo, oppure in piccoli gruppi dello stesso sesso, mai comunque mettere insieme più maschi in presenza delle femmine, perché risultano essere molto aggressivi tra di loro.
Per quanto riguarda le patologie più comuni nel duprasi, esse sono legate per prima cosa alle sue pecu-liarità, sia alimentari, con una spiccata tendenza all’obesità, sia anatomiche. Infatti la coda è spesso soggetta a lesioni, mentre il pelo lungo si sporca facil-mente e l’animale può essere colpito da infezioni cutanee.  

 

L’alimentazione

L’alimentazione del duprasi è
decisamente particolare. Infatti in natura esso si nutre soprattutto
di insetti, quindi in cattività bisognerebbe fornirgli grilli, larve
di insetti, uniti a piccole quantità di verdura e frutta. E’
possibile utilizzare anche cibo per ricci oppure per furetti o per
gattini, unito a pezzettini di carne fresca e ad opportune
integrazioni di calcio e vitamine. Il duprasi mangia anche i comuni
semi per roditori, con il rischio però di diventare in breve tempo
obeso. L’acqua deve essere sempre messa a disposizione, fresca e
pulita, tramite un beverino “a goccia”, come quello che si
utilizza di solito per i conigli.

 

 

La gabbia

La gabbia dove viene ospitato deve essere abbastanza ampia, per
permettere il movimento, del tipo con pareti lisce di plexiglas, senza
sbarre, meglio se dotata di tubi in polivinile (che collegano un piano
all’altro), di nascondigli e di una ruota grazie alla quale l‘animale
potrà svolgere attività fisica e “tenersi occupato”. Come lettiera si
può utilizzare del truciolo per roditori, il tutolo di mais, ecc.,
mentre si deve evitare la segatura di cedro e pino. Come del resto il
cincillà, anche il duprasi adora rotolarsi nella sabbia, facendo dei
veri e propri “bagni”, quindi questa deve essere costantemente messa a
disposizione (in una vaschetta) e tenuta sempre pulita. In commercio
esiste una sabbia per roditori adatta proprio a questo utilizzo. Al pari
dei criceti, amano costruirsi il nido con il materiale messo loro a
disposizione, per esempio carta igienica e carta da cucina in pezzi
piccoli. Meglio evitare i fili, lo spago, e tutti quei materiali che
possono arrotolarsi intorno alle zampe, con gravi conseguenze per
l’animale.

 

La riproduzione

Questo simpatico animaletto raggiunge
la maturità sessuale a circa tre mesi di vita, mentre la gravidanza
dura circa venti giorni. In cattività si riproduce durante tutto
l’anno. Di solito la femmina partorisce dai tre ai sei piccoli. In
questo momento delicato, deve essere lasciata isolata dal maschio ed
in un posto tranquillo, senza rumori eccessivi o disturbi di vario
genere. Durante la gravidanza ed anche in presenza dei piccoli, le
femmine diventano estremamente aggressive e difendono con decisione i
loro neonati.