Come allevare le piccole tartarughe neonate

A quanti è capitato di trovarsi improvvisamente a dover accudire piccole tartarughe neonate? A volte ce le porta qualcuno, altre volte ce le ritroviamo nel giardino di casa perché le nostre sono diventate adulte e hanno cominciato a riprodursi. In questo articolo tralasceremo gli aspetti legali e vedremo come prenderci cura delle piccoline.

A cura di CARMEN MELE Tarta Club Italia

Tali genitori, tali figli

La prima cosa da tenere in considerazione è che le esigenze delle piccole sono uguali a quelle delle adulte; sono indipendenti, mangiano le stesse cose e hanno bisogno delle stesse temperature e umidità. Vanno dunque assolutamente tenute fuori sia d’estate che d’inverno, stagione, quest’ultima, in cui dovranno andare in letargo per fare una pausa indispensabile.

Un buon pasto e un posto sicuro

A partire da marzo-aprile, le piccole tartarughe si risvegliano e riattivano il loro metabolismo, per questo devono stare in un posto protetto. Hanno bisogno di cibo e acqua, anche se su questo punto i pareri degli allevatori sono discordi, molti ritengono che la quantità di acqua che assorbono dagli alimenti e grazie alla pioggia sia sufficiente.

Facciamo un po’ d’ordine su l’alloggio migliore


Il luogo ideale in cui tenerle per i primi anni di vita è un recinto di medio/piccole dimensioni; in alternativa si può usare un cassone senza fondo, preferibilmente di legno, con una rete per copertura capace di proteggere le piccole dalle predazioni dei topi o dei grossi uccelli. Il cassone deve essere posto direttamente sulla terra, preferibilmente non troppo dura.

Giusta umidità

Nella terra, il loro elemento naturale, trovano la giusta umidità; possono sotterrarsi d’estate se hanno troppo caldo e d’inverno, durante il letargo, se hanno troppo freddo. Dovranno avere delle zone d’ombra, meglio se formate da vegetazione bassa, altrimenti ripari a forma di grotta, possibilmente naturali di tufo o di grosse pietre. Da evitare le classiche casine in legno, belle per gli occhi degli umani ma non adatte per le tartarughe perché isolano dalla pioggia che invece è fondamentale per il loro benessere. La terra tende infatti a seccarsi troppo dentro alle casine in legno.

Cumuli di foglie e una piccola ciotola

Molti allevatori prediligono creare cumoli di foglie dove le piccole vanno a rifugiarsi: questi cumoli trattengono l’umidità e non sono amati dai topi.
Inoltre, in uno spazio ridotto è bene che sia presente una ciotolina bassa con acqua, in modo che le tartarughine possano bere e, cosa che gradiscono particolarmente, immergersi. L’acqua, però, non deve essere mai troppo alta, ma al livello della testolina in modo che possano tirarla completamente fuori per respirare. Gli esperti consigliano anche di mettere nella ciotola dei sassolini utili ad evitare che le piccole si capovolgano nell’acqua o ad aiutarle a rigirarsi se questo dovesse capitare.

A proposito di cibo

Mangiano lo stesso cibo delle adulte, quindi una buona alimentazione può prevedere le erbe di campo, in prevalenza formate da graminacee come il tarassaco, la cicoria, il dente di leone, il crespino, la malva, ma anche la classica erba da giardino. Sono, difatti, tutte molto ricche di fibra e calcio. Occasionalmente si potrà offrire loro pure della frutta, ma sempre in piccolissime quantità visto l’elevato rischio di fermentazione soprattutto con la frutta molto dolce, da evitare.

Tartarughe dove posizionarle e tipo di recinto

La posizione dove scegliere il recinto, o dove posizionare il “cassone”, deve essere non alluvionabile e possibilmente posizionata al sole il mattino, perché le piccole amano crogiolarsi ai primi raggi di sole, finché non fa troppo caldo. In questo modo si preparano ad essere attive, proprio come una batteria che si deve caricare, e per poter iniziare a gironzolare in cerca di cibo fresco. I recinti devono essere costruiti con materiali non trasparenti, per evitare che le tartarughe vedendo oltre, continuino a sbattere per oltrepassare l’ostacolo. Ed è, dunque sconsigliato usare della rete.

Meglio usare blocchi di tufo o fogli di vetroresina verdi che, essendo lisci e non trasparenti, rassicurano le tartarughe che vi si appoggiano per scaldarsi al sole, spesso inclinandosi per soleggiare la massima superficie del carapace. Inoltre i materiali che impediscono il passaggio d’aria e quindi proteggono dalle forti correnti d’aria, sono indicati per migliorare le temperature nelle giornate meno calde della primavera o a fine stagione.

Aumentare lo spazio e attenzione agli angoli

Man mano che le tartarughine crescono è consigliabile aumentare la superficie a loro disposizione, ne goderà la loro salute. Da fare molta attenzione agli angoli delle recinzioni, le piccole sono molto brave a scalare ostacoli che sembrano insormontabili, quindi in caso di angoli netti, meglio posizionare in alto un triangolo di rete per scoraggiarle.

L’osservazione è importante!

L’osservazione (meglio se frequente), permetterà di verificare che le tartarughine non abbiano problemi di salute come ad esempio scoli nasali, sintomo di raffreddamenti; in questo caso il consiglio è una visita da un veterinario esperto in rettili. Ogni recinto deve contenere solo una specie o sottospecie, in modo da evitare possibili contaminazioni batteriche o parassitologiche che in alcune specie possono non essere particolarmente gravi, mentre in altre non sono tollerate.

Attenzione a cani, gatti e bambini.

Le tartarughine, essendo molto graziose, vengono spesso manipolate dai bambino; con le loro unghiette, però, possono facilmente spaventare un bimbo al di sotto dei 7-8 anni che le potrebbe far cadere provocando loro danni gravi. Per cui consigliamo di non farle toccare dai più piccini.
Altro grave pericolo sono i cani perché le trovano gustose come un buon biscotto, in quanto il carapace è ricco di capillari sanguigni. A volte anche i gatti creano problemi perché, per giocare, le prelevano dai loro recinti o cassoni e poi le abbandonano ovunque.
Nella stagione più calda le tartarughine saranno meno attive e come dei neonati dormiranno moltissimo, ma già dopo la primavera avranno assorbito tanti alimenti utili alla loro crescita e con l’arrivo dei primi abbassamenti di temperature si prepareranno a digiunare per entrare nella fase del letargo a stomaco vuoto.

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