Dolore articolare nel cane e nel gatto

Cane e gatto assieme per il dolore

Per diffondere tra proprietari di cani e gatti la conoscenza del dolore articolare e sensibilizzarli a riconoscere e interpretare i segnali, anche nascosti, di questa sofferenza senza voce.

A cura di CeDIS (Centro di Documentazione e Informazione Scientifica)
Innovet Italia Srl, Saccolongo (PD) – cedis@innovet.it

La sofferenza senza voce dei nostri animali

Che il dolore articolare cronico, caratteristico dell’artrosi (o osteoartrite), sia uno dei problemi più diffusi tra cani e gatti, sono le cifre a dirlo.
Un cane su 5 ne soffre, indipendentemente dall’età e dalla razza; e 9 gatti anziani su 10 hanno articolazioni così dolenti da compromettere la proverbiale agilità felina.

Dolore articolare loro non parlano, ma soffrono come noi

I nostri amici a 4 zampe avvertono pienamente il dolore che colpisce le articolazioni. Lo fanno “con il corpo”, grazie all’attivazione di quelle vie nervose che trasmettono ed elaborano a livello cosciente i segnali dolorosi. E lo fanno anche “con la mente”, sperimentando al pari nostro una situazione sensoriale ed emotiva così spiacevole e complessa da avere un impatto devastante sul benessere e sulla qualità della loro vita.

Come affrontano il dolore


Il problema è che, diversamente da noi, cani e gatti non possono esprimere a parole il disagio delle articolazioni. Talvolta zoppicano o si lamentano in modo inequivocabile, specie se il dolore è acuto e improvviso. Il più delle volte però sviluppano una sorta di rassegnazione al dolore cronico e persistente, comunicando la sofferenza articolare con il corpo e il comportamento, al posto delle parole.

I cani, ad esempio, si muovono meno e diventano pigri e appartati, nel tentativo di compensare il dolore articolare riducendo le occasioni di sforzo e contatto fisico. I gatti non saltano e non si arrampicano più, trascorrendo la massima parte della giornata in cucce facilmente accessibili e il più possibile tranquille e isolate. Sono alcuni dei mille modi diversi con cui i nostri amici a 4 zampe stanno dicendo, a modo loro, che “hanno male” alle articolazioni e che hanno bisogno di noi per dare voce a una silenziosa sofferenza.

Una campagna per riconoscere il dolore articolare

Con questi presupposti, e nella piena consapevolezza del diritto fondamentale degli animali a vivere “liberi dal dolore”, Innovet lancia, con il patrocinio di ANMVI e FSA, una campagna di comunicazione rivolta ai proprietari di cani e gatti.

La campagna, attiva da novembre, ha un obiettivo molto importante: sensibilizzarli a scoprire con tempestività i segnali, anche più indiretti e nascosti, di dolore articolare, risparmiando agli amici animali inutili e prolungate sofferenze.

Prima iniziativa della campagna è un test gratuito online per scoprire se il proprio cane/gatto soffre di dolore articolare. Cliccando su www.articolazioniprotette.it/test si può infatti rispondere a una serie di domande relative al comportamento e allo stile di vita o del cane o del gatto, la cui affidabilità nell’individuare la presenza o assenza di dolore articolare è stata validata dalla comunità scientifica internazionale nello specifico settore dell’Algologia Veterinaria.

In base al risultato del test, il proprietario potrà rivolgersi al medico veterinario per effettuare subito un check-up di controllo delle articolazioni e adottare in maniera tempestiva gli interventi che verranno suggeriti in base allo stato delle articolazioni e all’eventuale presenza di dolore.
 
“Crediamo che stimolare la presa di coscienza sul dolore articolare – spiega Renato della Valle, CEO di Innovet e promotore della campagna di sensibilizzazione – sia la strada maestra per migliorare benessere e qualità della vita dei nostri cani e gatti che, non potendo esprimere il dolore a parole, sono costretti a viverlo in silenzio… Informare e sensibilizzare i proprietari sui segnali, anche più “segreti”, di questo dolore è a nostro avviso il primo passo per consentire al medico veterinario di prevenire situazioni talmente gravi da mettere a rischio la stessa sopravvivenza dei nostri fedeli compagni di vita.”

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