Allergie e intolleranze alimentari

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Allergie e intolleranze alimentari


Le allergie e intolleranze alimentari nel cane e nel gatto sono delle reazioni avverse al cibo, ovvero una risposta anomala, spesso cronica o recidivante, all’ingestione di uno o più ingredienti presenti nella dieta.

A cura della Dott.ssa Paola De Bonis Medico Veterinario Clinica veterinaria Ca’ Zampa Ozzano dell’Emilia

Allergie e intolleranze alimentari del cane e gatto

È importante distinguere tra intolleranze alimentari (non immunomediate) e allergie alimentari (ovvero reazioni immunomediate, di tipo I o IV). Sebbene la distinzione clinica tra i due fenomeni sia complessa, entrambe le condizioni rientrano nella più ampia categoria delle “reazioni avverse al cibo”.

Queste reazioni non devono essere sottovalutate: se non identificate e trattate correttamente, possono compromettere il benessere generale dell’animale, provocando un peggioramento della qualità della vita e, nei casi più gravi, portando a stati infiammatori cronici e a deficit nutrizionali.

Come capire se il cane o il gatto ha un’allergia alimentare?

Riconoscere un’allergia alimentare non è sempre semplice, poiché i sintomi sono spesso asimmetrici, intermittenti o confusi con altre patologie (enteropatie parassitarie, dermatiti atopiche, enteropatie non responsive all’alimento). Tuttavia, esistono alcuni segnali ricorrenti che dovrebbero indurre a sospettare una reazione avversa al cibo.

intolleranze e allergie alimentari un cane che aspetta la sua ciotola

Segnali gastroenterici

I sintomi a carico dell’apparato digerente sono i più frequenti nelle reazioni avverse a cibo e comprendono:

  • Diarrea cronica o intermittente, spesso con feci molli, maleodoranti o non formate.
  • Vomito ricorrente, anche sporadico, ma persistente nel tempo.
  • Gonfiore addominale (meteorismo).
  • Flatulenza eccessiva.
  • Nausea (spesso manifestata con leccamento eccessivo delle labbra o salivazione).
  • Coliche addominali, che possono rendere l’animale irrequieto o dolorante.

Nei casi più gravi, si può osservare anche disidratazione, perdita di peso e alterazioni dell’appetito (anoressia o, al contrario, fame eccessiva legata a malassorbimento).

Segnali cutanei da allergie e intolleranze alimentari

I disturbi dermatologici sono un altro indizio chiave, soprattutto quando non rispondono ai trattamenti antiparassitari o antimicotici.
Tra i segnali più comuni:

  • Prurito persistente, localizzato o generalizzato (più comune su orecchie, zampe, ascelle e addome).
  • Eritemi ed infiammazioni cutanee.
  • Dermatite con arrossamenti, forfora o croste.
  • Otiti ricorrenti, spesso bilaterali.
  • Leccamento compulsivo di zampe e genitali.
  • Perdita di pelo (alopecia) o peli spezzati a causa del grattamento continuo.
  • Lesioni da autotraumatismo, come ferite da grattamento.

Va sottolineato che non tutti gli animali manifestano entrambi i tipi di sintomi: alcuni mostrano solo segni gastrointestinali, altri prevalentemente cutanei.
In alcuni casi si riscontra anche una sintomatologia sistemica, come:

  • Letargia.
  • Apaticità.
  • Irritabilità o cambiamenti del comportamento.
  • Crescita rallentata nei cuccioli.
  • Anemia o carenze nutrizionali secondarie.
Gatto che si lecca le zampe

Quali sono gli alimenti più frequentemente responsabili?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli ingredienti più comuni nella dieta sono anche quelli più frequentemente coinvolti nelle intolleranze alimentari. Questo accade perché l’esposizione ripetuta agli stessi componenti alimentari può aumentare la probabilità di reazioni avverse. Tra le proteine animali più implicate troviamo:

  • carne di manzo: spesso usata negli alimenti industriali, è tra le fonti proteiche più allergizzanti.
  • pollo: altra proteina comunemente usata e, quindi, frequentemente coinvolta.
  • pesce: in particolare tonno e salmone.
  • maiale e agnello: sebbene meno comuni, possono anch’essi causare reazioni.
  • latticini: alcuni animali (soprattutto gatti) sviluppano intolleranza al lattosio già in giovane età, poiché dopo lo svezzamento la produzione dell’enzima lattasi si riduce drasticamente.

Per quanto riguarda i carboidrati e cereali, come ingredienti responsabili di eventuali allergie e intolleranze, troviamo:

  • grano (frumento) e mais: sono frequentemente indicati come possibili responsabili di allergie o ipersensibilità.
  • soia: usata come fonte proteica vegetale negli alimenti, può causare reazioni in soggetti predisposti.
  • riso: benché considerato più digeribile, può essere un potenziale allergene in alcuni casi.
  • avena e orzo: anche questi cereali, seppur rari nelle formulazioni commerciali, possono rappresentare una fonte di intolleranza.

Additivi e conservanti

Oltre agli ingredienti principali, anche coloranti, conservanti, aromi artificiali, emulsionanti e altre sostanze chimiche presenti in alcuni alimenti industriali possono innescare reazioni avverse, soprattutto in animali sensibili. La qualità e la trasparenza dell’etichettatura giocano un ruolo chiave nella prevenzione.

Come gestire le allergie e intolleranze alimentari?

Diagnosi: la dieta ad eliminazione

La diagnosi delle reazioni avverse a cibo si basa principalmente su un metodo: la dieta ad eliminazione.

Si tratta di un percorso alimentare della durata di 6-8 settimane, in cui si somministra all’animale un alimento composto da:

  • una fonte proteica nuova (mai assunta prima: ad esempio coniglio, cavallo, cervo, struzzo, anatra) oppure proteine idrolizzate (proteine “frammentate” per renderle irriconoscibili al sistema immunitario).
  • una fonte di carboidrati nuova (patata dolce, amaranto, quinoa).

Durante questo periodo, è fondamentale evitare ogni altro alimento, snack o integratore non prescritto.
Se i sintomi si risolvono, si può procedere con la fase di provocazione (reintroduzione dell’alimento sospetto): la ricomparsa dei sintomi conferma la diagnosi.

I test alternativi (su sangue, saliva, pelo), oggi disponibili, non sono considerati affidabili dalla comunità scientifica veterinaria e non dovrebbero sostituire la dieta ad eliminazione.

Cane con allergie e intolleranze alimentari

Cosa dare da mangiare al cane o al gatto con allergia?

Una volta identificato l’alimento problematico, le opzioni per gestire la dieta sono:

  • dieta casalinga bilanciata: preparata con ingredienti semplici e selezionati, sotto stretto controllo del Veterinario o del Nutrizionista Veterinario.
  • alimenti industriali ipoallergenici: formulati con proteine e carboidrati inusuali (novel protein diet).

Questi prodotti sono spesso disponibili sotto prescrizione veterinaria e rappresentano un’ottima alternativa per chi non può gestire una dieta casalinga.

Monitoraggio a lungo termine

La gestione dell’allergia alimentare non si esaurisce con la diagnosi: è necessario monitorare l’andamento clinico dell’animale nel tempo, adattando la dieta se necessario e osservando eventuali ricomparse dei sintomi. Anche piccoli sgarri alimentari possono causare recidive.

Conclusioni

Le allergie alimentari nel cane e nel gatto sono condizioni sempre più riconosciute, anche grazie a una maggiore attenzione al benessere animale e alla qualità dell’alimentazione. Riconoscerle tempestivamente è fondamentale per prevenire complicanze e migliorare significativamente la qualità della vita dei nostri compagni a quattro zampe.

In caso di sospetta intolleranza, non improvvisare diete “fai da te” o eliminazioni casuali: affidati sempre al tuo Medico Veterinario di fiducia, che potrà guidarti verso una diagnosi corretta e una gestione nutrizionale sicura ed efficace.

Un’alimentazione corretta è uno degli strumenti più potenti per mantenere il tuo animale sano, vitale e felice nel tempo.involti nella reazione esagerata del sistema immunitario.

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