Diete terapeutiche per cane e gatto

Gatto nello speciale alimentazione con la propietaria
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Molte patologie metaboliche che possono interessare il cane o il gatto possono essere risolte, o comunque migliorate, con una specifica alimentazione.

A cura del Dott. VALERIO GUIGGI – Medico Veterinario Specialista in Ispezione degli Alimenti

Curare certe patologie con alimenti specifici

Dalla “comune” obesità, a patologie più lievi come i calcoli vescicali, fino a malattie più gravi come il diabete, le malattie renali o le malattie epatiche, l’alimentazione può svolgere un ruolo importante nel mantenimento della salute, e aumentare in modo considerevole l’aspettativa di vita.

Sono presenti sul mercato una serie di alimenti, denominati “alimenti terapeutici per cani e gatti”, da utilizzare in presenza di patologie specifiche, sotto consiglio del veterinario curante, e formulate in modo particolare per la risoluzione di patologie.


In questo articolo cercheremo di capire meglio cosa sono questi alimenti e, senza entrare nello specifico, come e quando utilizzarli, per quanto tempo e se esistano alternative ad essi.

Alimenti terapeutici: quali sono?

Gli alimenti terapeutici sono prodotti specifici per cani e gatti formulati per il supporto di una serie di patologie. È importante notare, per prima cosa, che non per tutte le patologie esiste un’alimentazione specifica; infatti, le patologie per cui può legalmente esistere un alimento specifico sono indicate da una legge, attualmente la Direttiva CE 38/2008.

È specificato che possiamo vedere che, per il cane e il gatto, le patologie per cui possono esistere alimenti specifici sono le seguenti: l’insufficienza renale cronica, i calcoli vescicali, le reazioni avverse al cibo (allergie e intolleranze che, ricordiamo, sono due patologie distinte!), la maldigestione e i disturbi dell’assorbimento intestinale, l’insufficienza cardiaca, il diabete, l’insufficienza epatica, l’obesità, la perdita di pelo e la ripresa nutrizionale dopo la convalescenza.

Controllare sempre l’etichetta

Dall’elenco è possibile comprendere come molte patologie vengano considerate, mentre altre, tra cui spiccano ad esempio le malattie del sistema immunitario o le malattie neurologiche (tra cui l’epilessia) non abbiano un alimento specifico per la loro terapia. Inoltre, esistono alimenti che possono sembrare specifici per la patologia, ma non lo sono.

Per questo motivo, è sempre importante cercare in etichetta una menzione particolare, cioè “alimento completo per cani/gatti destinato a particolari fini nutrizionali”. Se questa dicitura non si trova, ma fosse sostituita dal semplice “Alimento completo per cani/gatti”, significa che non siamo davanti ad un vero alimento terapeutico, ma che questo è solo un alimento preventivo, che non ha reali potenzialità nell’aiutare a risolvere la patologia quando questa è già presente.

Per quanto tempo va usato un alimento terapeutico?

Il tempo di utilizzo di un alimento terapeutico è riportato sulla confezione ed è in generale un intervallo molto ampio (perché non tutte le malattie si sviluppano nello stesso modo), che varia in base al tipo di alimento e in base alle indicazioni del medico veterinario.

Il motivo è semplice: alcune patologie, quelle più lievi, hanno una risoluzione che rende, successivamente, non necessario quell’alimento. Per esempio, un aumento pensato per la perdita di peso, o per il recupero dopo la convalescenza, può essere interrotto dopo che le rispettive soluzioni sono state raggiunte. Anche gli alimenti specifici per la dissoluzione dei cristalli devono essere interrotti e, anzi, l’uso prolungato può essere rischioso in quanto può portare alla formazione, sempre in vescica, di calcoli diversi dai precedenti.

Per questo è importante controllare, tramite analisi, l’andamento della patologia in modo da poter sapere quando interrompere. In più, è sempre importante ricordare che ogni malattia ha un andamento diverso nel singolo animale: per questo motivo, anche una volta iniziato a somministrare un alimento terapeutico, il veterinario può decidere di interromperlo o di prolungarne l’uso anche dopo il tempo consigliato sulla confezione.

Una soluzione specifica

Un altro fattore importante da ricordare è che non tutti gli alimenti terapeutici sono uguali. Questo è semplice da comprendere per alimenti diversi (un alimento pensato per l’insufficienza epatica sarà diverso da quello pensato per la perdita di peso), ma anche per la destinazione d’uso ci sono delle differenze che non vanno sottovalutate.

Anche in questo caso, dobbiamo sempre pensare che non tutte le patologie hanno lo stesso andamento. Per esempio, un peso eccessivo può essere un sovrappeso, che necessita di una risoluzione più breve e semplice, o un’obesità, magari complicata da problemi articolari che impediscono il movimento e che richiede quindi una terapia (anche alimentare) più seria.

Per una patologia come l’insufficienza renale, invece, questa può essere ad uno stadio lieve (rene che ha perso un po’ di funzionalità, ma che continua fondamentalmente a funzionare) o ad uno stadio avanzato (un rene che è completamente compromesso, per cui la terapia rimane l’unica speranza di sopravvivenza). Anche l’alimentazione, in queste due situazioni, dovrà variare.

Cane e gatto che mangiano assieme la loro pappa quotidiana per un alimentazione corretta

Mai il fai da te!

Ad indicare non tanto la tipologia di prodotto (Renal, Hepatic) quanto la marca specifica e la variante (alcune marche possono produrre due alimenti Renal diversi, ad esempio) deve essere il medico veterinario, con l’indicazione specifica. Il proprietario, poi, dovrà attenersi scrupolosamente all’indicazione fornita.

Una cosa che, purtroppo, capita spesso è che il negozio di fiducia non abbia un certo alimento Renal ed il proprietario lo sostituisca di propria volontà con un altro (sempre Renal) dalla diversa composizione. Questo scambio potrebbe non essere ottimale per il supporto della patologia, considerando quanto abbiamo detto: non tutti gli alimenti terapeutici sono uguali.

Terapeutici non medicati

Un termine che genera spesso confusione tra i proprietari è quello di “mangime medicato”, che non deve essere confuso con gli alimenti terapeutici di cui abbiamo parlato in queste pagine.

Il “mangime medicato” è infatti una tipologia di mangime esistente, ma è un alimento che contiene al suo interno un farmaco, appositamente inserito. Contenendo farmaci, l’alimento può essere ceduto solamente sulla base di una ricetta medico-veterinaria.

I mangimi medicati sono generalmente destinati all’alimentazione degli animali da produzione come i bovini e i suini, mentre sono rari per gli animali da compagnia.

A dimostrazione del fatto che non sono medicati e che non contengono farmaci, chiunque può andare in un negozio di animali ad acquistare un alimento terapeutico, senza che ci sia bisogno della ricetta.

L’assenza di farmaci, però, non vuol dire che vadano bene per tutti: l’indicazione di utilizzo, come abbiamo visto, deve essere comunque fornita dal proprio medico veterinario.

Esistono altre soluzioni?

Gli alimenti terapeutici sono una delle soluzioni che si possono scegliere in presenza di patologie, su indicazione del medico veterinario, ma non è raro scontrarsi con problemi di vario tipo.

Due situazioni molto comuni sono che il cane o il gatto rifiuta il nuovo alimento, oppure che l’alimento non può essere usato perché l’animale è allergico ad uno dei suoi componenti. In questo caso, può essere opportuno contattare il proprio medico veterinario per la formulazione di una specifica alimentazione casalinga.

Poiché l’andamento delle malattie non è lo stesso per tutti gli animali, una dieta casalinga è personalizzata (e modificabile, anche nei singoli ingredienti) in base allo stato di salute, alle variazioni dei valori ematici e dei sintomi, ai gusti del proprio cane e del proprio gatto, e può rappresentare un valido supporto per il proprio animale in presenza di patologie.

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