Nella difficilmente comprensibile definizione degli stimoli troviamo rinforzi e punizioni: nel rinforzo positivo il cane riceve qualcosa di gradevole dopo un comportamento che a noi piace.
A cura di MICHELE CARICATO – Scrittore e addestratore. www.michelecaricato.com
La punizione può essere positiva o negativa: positiva se inseriamo qualcosa di poco piacevole; negativa se al cane togliamo qualcosa che gli piace.
Il rinforzo è negativo quando solleviamo il cane da una situazione spiacevole (ma questo presuppone che in precedenza abbiamo causato noi questa situazione) quindi, alla fine non ci rimane che il fantastico (e favorito da tutti) rinforzo positivo, nel quale il cane riceve qualcosa di gradevole dopo un comportamento che a noi piace.
Un nuovo metodo per una nuova mente
In verità, in natura, il rinforzo positivo è poco utilizzato o meglio, non viene scelto come metodo principale nell’educazione dei cuccioli dalle mamme.
Spesso vediamo interventi molto bruschi da parte dei genitori per redarguire il comportamento non accettabile di un membro giovane del branco.
Questo garantisce, o per lo meno da una speranza, che il soggetto in questione rimetta la testa a posto e non si comporti più in quel barbaro modo.
Il concetto è molto semplice e funziona bene per le menti semplici.
Il nostro amico a quattro zampe, per contro, non è più esattamente un lupo e quindi, nel corso della sua evoluzione, parte della sua mente ha sviluppato nuove capacità che, a parere di molti, sarebbe riduttivo trattare solo ed esclusivamente con un concetto di dominanza, prepotenza o punizione ma sarebbe bello sfruttare al massimo stimolandolo a dare il meglio di sé stesso.
Come funziona, in pratica?
Probabilmente tutti usiamo il rinforzo positivo e ogni giorno. Prendiamo il SEDUTO! Quando chiediamo al nostro cane di sedersi è probabile che gli proponiamo come stimolo per eseguire quell’azione un premietto gustoso. Se lui si siede prende la leccornia, altrimenti rimane a secco.
Viene consigliato di usarlo quando il cucciolo, per le prime volte, fa la pipì fuori in passeggiata o quando torna al richiamo. Bravo! + premio diventano la conseguenza dei comportamenti desiderati del cane e, col tempo, creiamo un condizionamento a determinati comandi e un automatismo alla risposta.

Calma e pazienza!
Come dicevamo all’inizio, però, ci vuole tempo e ripetizioni.
Tante ripetizioni. Ed è qui che tutte le nostre migliori intenzioni, progressiste e pacifiste cascano come tante pere mature.
La pazienza e la calma non sono le doti dell’essere umano moderno, ma senza di queste abbiamo già terminato il nostro favoloso viaggio verso l’educazione del cane.
Quindi, primo step, miglioriamo le nostre facoltà relazionali, rilassiamoci ed eccoci pronti per le prime sessioni di lavoro.
Positivo, quindi, non è solamente rimpinzare il cane con i resti del prosciutto ma trasmettergli il nostro entusiasmo e fargli sentire quanto siamo fieri di lui quando esegue o si comporta nella maniera corretta e, soprattutto, dimostrandogli quanto ci teniamo a tutto ciò, dedicando tempo, energia e concentrazione.
No, all’anarchia!
Un’altra cattiva interpretazione del metodo positivo, messa in giro molto probabilmente da un gruppo di cani anarchici ben organizzati, è “faccio quello che voglio”. No! Non funziona così.
In generale, dobbiamo avere la pazienza di aspettare che esegua un determinato comando, senza intervenire subito in modo punitivo. Se però il nostro simpatico quattrozampe sta facendo qualcosa di pericoloso o non accettabile dobbiamo subito fargli capire che la cosa non è assolutamente accettabile senza però cadere nella CORRUZIONE.
La ciabatta rubata ci fornisce un’occasione irripetibile per capire, una volta per tutte, la differenza tra RINFORZO POSITIVO (bello, ci piace!) e CORRUZIONE (brutta, non ci piace).
Esempio pratico
Facciamo un esempio pratico di una corretta e sana educazione. La scena “A” dovrebbe, infatti, essere la seguente:
- Il cane ruba la ciabatta (il calzino o altro).
- Noi gli facciamo notare che NO, non si può fare! Quindi LASCIA.
- Il ladruncolo, con gli occhioni tristi e pentito depone la refurtiva.
- Noi esplodiamo dalla gioia, “Bravo!, bravissimo, questo e un super cane!” Facendo un balletto per festeggiare l’avvenimento.
- Corriamo, assieme al cane, ad aprire lo stipite che contiene la scatola dei biscotti.
- Prendiamo un biscotto e premiamo il cane. (oppure andiamo a prendere il suo gioco preferito).
La corruzione si verifica in questa scensa che chiameremo “B”. Il cane, con il calzino in bocca, si vede propinare un’alternativa (il biscotto) seguita da frasi tipo ” dai, lascia, guarda cosa ho qui, mmh, buonissimo”. Se non addirittura “Dai, ti prego, ridammi la ciabatta, guarda ci sono le tue lasagne preferite”.
Come possiamo immaginare, un cane con un minimo di buonsenso, farà velocemente due calcoli e arriverà alla fantastica conclusione che, per ottenere un piatto di lasagne, basta rubare un calzino e il gioco è fatto! Quale è la fondamentale differenza tra la prima scena e la seconda? Nella situazione “A” il cane impara che quando lascia la ciabatta noi siamo felici (addirittura balliamo!) e la conseguenza della nostra felicità è che poi distribuiamo biscotti. Quindi, l’obiettivo principale del cane, col tempo, sarà di renderci soddisfatti. Nel caso “B”, invece, noi ci prostriamo alla maggiore furbizia del cane e cediamo su tutta la linea pur di ottenere qualcosa che, di fatto, è già nostro.
Ma come passiamo dalla scena “B” alla scena “A” visto che, le prime volte, il piacere della preda catturata supera ogni possibilità di redenzione?

L’educazione dolce con il rinforzo positivo
Adesso entra in gioco l’educazione, cioè l’abitudine che dovremmo dare al cane per farlo entrare a far parte di questo meccanismo. Bisogna essere molto precisi in ogni situazione della nostra vita, prima fra tutte quando insegniamo al cane qualche esercizio.
Prendiamo il nostro preferito, il SEDUTO e vediamo come sfruttarlo per aiutare il cane a capire questo concetto e planare dolcemente sul campo della vera educazione dolce.
La giusta sequenza
Ecco la sequenza perfetta una volta che al cane abbiamo insegnato questo fondamentale esercizio:
- Con il bocconcino ben visibile in mano chiediamo all’allievo di eseguire un paio (almeno due, tre o quattro se il cane gradisce) di SEDUTO. Se non è ancora praticissimo possiamo guidarlo con il movimento della mano altrimenti (di solito) la semplice vista dovrebbe stimolarlo a sedersi. Diamo un solo comando, chiaro ma dolce, come se stessimo parlando con un caro amico inglese che non capisce la nostra lingua. Quando il cane si siede diamo un bocconcino.
- A questo punto mettiamo via il premio (in tasca) e chiediamo ancora al cane di sedersi (stesso comando, una sola volta, molto chiaro e suadente). Simuliamo, con il movimento della mano la presenza del bocconcino (che invece è comodamente adagiato in tasca). Appena il cane si siede partiamo con la nostra scenetta di grande entusiasmo, con le frasi più dolci che conosciamo, con il sorriso (o il famoso balletto) più soddisfatto che siamo capaci di fare. Due/tre secondi di questa pantomima e poi andiamo a recuperare il premio dalla tasca elargendolo al cane.
- Ripetiamo adesso, ancora una o due volte, l’esercizio con il bocconcino ben visibile nella mano (come nello step numero 1).
- Ultimo step, chiediamo al cane di sedersi senza premi in mano (questa volta il premio è sul tavolo, nella credenza o comunque lontano da noi), appena esegue, solita scena e corriamo col cane a prendere il premio.
Esercizio specifico
Questa sequenza andrebbe ripetuta tutti i giorni inserendo, nel caso, altri esercizi (come per esempio il TERRA, IL RESTA o il VIENI) e poi, dopo una paio di settimana, lavorando con un esercizio specifico:
- Prendiamo la ciabatta (o il calzino) e presentiamola al cane (la teniamo in mano davanti al suo muso) ripetendo il comando LASCIA oppure NO! LASCIA prima che la prenda.
- Se resiste alla tentazione o prova ma poi desiste partiamo con il “Bravo! Super bravo!”, balletto e corsa verso il premio.
Anche in questo caso è importante lavorare giornalmente (sia sugli esercizi generali che su quello specifico) in modo che il tutto inizi a far parte delle sue abitudini.

Scelta del premio
Ultimo elemento (o forse il primo visto che parliamo di attrezzatura) è la scelta del premio. Nel caso del cibo, di solito, la sua solita pappa non è sufficientemente stimolante.
Dobbiamo avere qualcosa di speciale e, non volendo cedere le nostre lasagne (anche perché il Veterinario non sarebbe felice) è importante andare alla ricerca di qualcosa che abbia un gusto speciale ma che sia sufficientemente “sano”.
La scelta sul mercato è davvero ampia: basterà leggere con attenzione le etichette per scegliere il miglior premio, gustoso ma anche sano, per il nostro migliore amico. Possiamo anche chiedere un consiglio al nostro Medico Veterinario di fiducia.
Per i giochi è lo stesso. Come per i bambini avere differenti tipo di gioco ci garantisce maggiore entusiasmo. Cambiarli, alternarli e provarne di differenti sarà quindi nostro compito, dovere o piacere a seconda della situazione. L’ideale sarebbe di avere una scatola con i suoi giochi avendo cura di dividerli a seconda dell’utilizzo.
A disposizione del cane dovremmo lasciare solo i “masticativi”. Tutto il resto, invece, dovrà essere accuratamente riposto e utilizzato solo assieme a noi.
Anche in questo caso, in commercio, esistono soluzioni per tutti i gusti! Giochi “tira e molla”, galleggianti, rimbalzanti, etc… L’importante è scegliere solo prodotti certificati, sicuri per i nostri pet e anche per l’ambiente!
Ormai, infatti, molte aziende che producono giochi e accessori per animali cercano, studiano e trovano soluzioni sempre più “green” per garantire sempre oggetti di qualità e duraturi che abbiamo poco impatto sul nostro pianeta.















