Dal fiuto al riporto

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Dal fiuto al riporto

Dal fiuto al riporto: scopriamo insieme questo super poter e come utilizzarlo per rendere il nostro cane felice e appagato.

A cura di MICHELE CARICATO – Scrittore e addestratore – www.michelecaricato.com

Se dovessimo definire il cane potremmo tranquillamente dire che è un naso che cammina. L’essenza del nostro fedele amico è infatti il fiuto e il suo mondo ruota intorno al senso dell’olfatto. Con il naso esplora, scopre, classifica, decodifica etc.

Vedere il mondo dal suo punto di vista è difficile proprio perché neanche lui “vede” il suo mondo ma, letteralmente, lo sente.

Un super potere

L’olfatto è un vero e proprio super potere e, come tale, è estremamente divertente da usare. Immaginate di possedere una capacità incredibile, sovrumana (volare o diventare invisibili) e non trovare mai occasione di utilizzarla. È probabile che una situazione del genere vi frustrerebbe o, quantomeno, vi farebbe perdere molte occasioni per sentirvi realizzati.

Questo è ciò che può accadere al cane moderno. Un cane felice è, quindi, un cane che utilizza l’olfatto, che mette in moto questa macchina incredibile che “macina” odori e li seleziona per trovare ciò che si è prefissato.

Un gioco per imparare ed essere felici

Non avendo più necessità reali di utilizzare appieno il fiuto, è importante imparare a coinvolgere Fido in giochi o lavori che ne riproducano le esigenze. Ad esempio, se il nostro amico è appassionato della pallina possiamo proporre un gioco semplice da organizzare.

Ci servono due palline normali, che non siano né troppo piccole (pericolose se inghiottite) né troppo grandi (la classica pallina da tennis può andare bene).

  1. In un’area sicura (recinto, giardino, aperta campagna), dopo aver liberato il cane, iniziate a giocare da soli con le palline simulando l’azione di un giocoliere.
  2. Quando l’animale inizia a incuriosirsi, lanciatene una senza dire niente. Stimolarlo o eccitarlo toglie il piacere del gioco: è più divertente trovare qualcosa che NON vuole essere trovata.
  3. Quando Fido si lancia all’inseguimento, voltategli le spalle e continuate a giocare con la vostra pallina. Deve vedere che non vi interessa cosa stia facendo.
  4. Se recitate bene la parte, il cane arriverà verso di voi con la pallina in bocca e, dopo qualche giro, lascerà la presa per concentrarsi sulla vostra.
  5. Nell’istante in cui molla la sua pallina, lanciate la vostra e, mentre la recupera, raccogliete la sua.
  6. Vi ritroverete sempre nella stessa situazione: il cane con una pallina in bocca e voi che giocate con l’altra.
  7. Ripetete per circa venti minuti, senza inviti né incitazioni.

Dopo alcuni giorni questo gioco porta il cane a elaborare in modo naturale il concetto di recupero e di riporto, anche se non direttamente nella mano.

Fasi successive

Nella seconda fase togliamo l’inseguimento. Tenete il cane dal collare o dalla pettorina, lanciate la pallina e lasciatelo andare solo quando è ferma.
Alternate questo esercizio al precedente per qualche giorno.
Nella terza fase date un RESTA, oppure fate tenere il cane da qualcuno. Posate la pallina nella solita zona, tornate da Fido e inserite il comando CERCA. Non potendo seguire la traiettoria, dovrà affidarsi sempre di più all’olfatto per ritrovarla.

L’ultimo step introduce le difficoltà:

  1. Erba alta: la vista è inutile mentre il naso è indispensabile.
  2. Finte: simulate più punti di posa per ridurre i riferimenti.
  3. Girotondo: dopo aver posato la pallina, fatelo girare su sé stesso per perdere il punto.

Queste attività non sono solo giochi, ma strumenti di realizzazione che hanno spesso effetti sul rilassamento superiori a quelli dell’attività fisica pura.

In bosco o in ambienti ricchi di nascondigli potete sostituirvi alla pallina e farvi cercare, rispettando sempre alcuni passaggi: inizialmente fatevi vedere dal vostro beniamino mentre vi nascondete, poi spostatevi senza farvi notare e, infine, scegliete nascondigli più complessi lasciando una traccia chiara sul terreno.

Permettere al cane di usare il fiuto non è un vezzo né un passatempo creativo, ma un bisogno primario. Ogni volta che mettiamo il suo naso al lavoro non stiamo solo giocando con lui: gli stiamo restituendo il suo modo naturale di essere cane.

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