Intelligenza del cane

border collie sdraiato sull'erba

Da centinaia (e addirittura migliaia) di anni l’uomo seleziona geneticamente il comportamento dei cani per trarne un vantaggio come, per esempio, la caccia, la compagnia, la guardiania, il trasporto.

A cura di SOFIA FUSAR POLI – OIPA Italia Onlus
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali)

Chaser, cane intelligente

Chaser, una femmina di Border Collie da molti conosciuta come il cane più intelligente del mondo, comprendeva il significato di più di 1.000 parole. Grazie alla sua abilità di riconoscere gli oggetti dal nome è apparsa moltissime volte nelle tv americane, come documentano i numerosi video presenti su YouTube di cui è protagonista. Le sue eccezionali abilità e l’impegno del suo proprietario, John Pilley, hanno permesso a Chaser di far conoscere al mondo la complessità della mente dei cani, contribuendo a sostenere lo studio delle loro capacità cognitive.

È possibile definire l’intelligenza in un cane?

Cosa vuol dire per un cane essere intelligente? Sebbene i ricercatori abbiano dimostrato che i cani non si limitano soltanto a comprendere i segnali comunicativi umani, ma anche a riconoscere le nostre emozioni, non è ancora possibile riuscire a definire in modo chiaro la loro intelligenza.


Intelligenza del cane da un punto di vista umano Per noi un animale è intelligente quando i suoi comportamenti sembrano umani. Sono, per esempio, tradizionalmente definite ‘intelligenti’ quelle specie che riescono a utilizzare utensili, a contare, o a risolvere problemi complessi. Riteniamo che gli animali più intelligenti siano quelli che comprendono meglio il nostro linguaggio.

Quante volte ci è capitato di sentire: “È stupido, non capisce niente di quello che gli dico”, oppure “Il mio cane è troppo intelligente, gli basta un’occhiata per capirmi!”. Alla luce di queste semplici considerazioni è facilmente comprensibile il successo di Chaser che, in modo naturale, seguiva le indicazioni del suo proprietario.

L’intelligenza dipende dalla razza?

Il web è pieno di classifiche sulle razze più intelligenti. Spesso ai primi posti per la rapidità di apprendimento troviamo i Border Collie (come Chaser), i Barboni e i Retriever. Queste razze sono generalmente considerate più facili da addestrare perché più inclini a rispondere ai comandi, anche se questo non è l’unico parametro per misurare l’intelligenza.

Da centinaia (e addirittura migliaia) di anni l’uomo seleziona geneticamente il comportamento dei cani per trarne un vantaggio come, per esempio, la caccia, la compagnia, la guardiania, il trasporto. Per questo motivo ogni cane è caratterizzato da specifici comportamenti. Alcuni, appartenenti a razze selezionate per lavorare con l’uomo, sanno risolvere esercizi (che imparano a eseguire in poco tempo) altri, invece, riconducibili a razze meno inclini alla collaborazione, riescono a risolvere problemi senza bisogno di aiuto da parte nostra. Oggi, si continua erroneamente a ritenere che i cani più i più ‘intelligenti’ siano quelli più collaborativi.

A ciascun cane la sua intelligenza

Ci sono diversi tipi di intelligenza canina. Se pensiamo che oltre i tre quarti della popolazione canina mondiale non vive in un appartamento, sarà facile comprendere che la loro intelligenza non dipende esclusivamente dalla collaborazione con l’uomo. Ogni giorno i cani ‘liberi’ si procacciano il cibo con ingegno, trovano ripari e hanno una vita “sociale”. Non sono rare notizie di cani che attraversano la strada quando il semaforo è verde, che prendono l’autobus e che aprono cancelli o contenitori di cibo.

Questi cani (in prevalenza meticci) non devono essere considerati sciocchi perché, pur non avendo uno spirito “collaborativo”, riescono a sopravvivere nel loro ambiente. Non ha quindi senso paragonare l’intelligenza di una razza rispetto a un’altra (o ai meticci), perché, a seconda della discendenza genetica, derivano qualità diverse. Inoltre, ogni individuo, attraverso l’esperienza plasmerà le proprie caratteristiche intellettive per meglio adeguarsi all’ambiente in cui vive e in cui deve sopravvivere. Albert Einstein disse : “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. Ogni individuo è, quindi, dotato di intelligenza.

Guardare i cani con i loro occhi

Dobbiamo sforzarci a non interpretare l’intelligenza dei nostri cani, nelle mille forme e varianti che può assumere, con parametri umani. Dobbiamo essere in grado di valorizzare le loro innate capacità e dobbiamo aiutarli ad adattarsi al nostro ambiente, molto diverso rispetto a quello in cui vivrebbero se fossero randagi.

Quando sembra che non ci ascoltano non sottovalutiamo la loro intelligenza e non consideriamoli tonti quando non ci capiscono. Troppo spesso, infatti, tendiamo ad antropomorfizzare i loro comportamenti, giudicandoli come se fossero umani, ma in realtà, dovremmo rispettare la diversa natura dei nostri cani e la loro intelligenza nelle sue svariate forme.

Se, ad esempio, possediamo un segugio (cane selezionato per avere uno spiccato senso dell’olfatto) non dovremmo sorprenderci se, durante le passeggiate, fatichi ad ascoltarci: la sua straordinaria ‘intelligenza’ innata sta nel tracciare le prede; per questo possiamo affermare che quando un cane non ascolta non significa che sia poco intelligente. Il nostro ruolo è quello di valorizzare le sue qualità e, tramite esperienze positive ed un po’ di pazienza, educarlo a vivere con noi in sicurezza e armonia.

Unica aspettativa: l’amore

Quando ci si relaziona a un cane l’importante è non avere aspettative esagerate. Bisogna ascoltare i loro bisogni e conoscere le loro capacità individuali, consapevoli del valore del loro passato, sia genetico sia esperienziale. Frans de Wall, etologo e primatologo di fama internazionale, in uno dei suoi libri si chiede “Siamo così intelligenti da capire l’intelligenza degli animali?”. I paragoni non sono necessari: siamo tutti, umani e animali non umani, intelligenti a modo nostro.
Amiamo i nostri cani per quello che sono, evitiamo le etichette. È nostra responsabilità aiutarli a inserirsi nella nostra famiglia e nel nostro mondo con il rispetto che meritano.