Ogni anno da febbraio ad aprile si riaffaccia il pericolo dei bruchi della processionarie al quale è bene prestare molta attenzione.
A cura del Dott. MARCO SMALDONE – Medico Veterinario | Bari | Tel: 389 8064357
I luoghi dove è facile incontrare le tipiche colonie disposte in “fila indiana” di piccoli bruchi sono quelli alberati, soprattutto di pini, ma anche querce. Questo perché il ciclo vitale biologico della processionaria si svolge, é il caso di dire, tra cielo e terra, ovvero in gran parte su questi alberi e poi si conclude nel terreno sottostante.
Il ciclo di vita della processionarie
A molti sarà capitato di vedere, soprattutto d’estate, le tipiche formazioni come palle di zucchero filato sui rami esterni dei pini, cosa meno vistosa sulle querce. All’interno di queste palle ci sono centinaia di piccole larve che nutrendosi avidamente degli aghi di pino (finendo per devastare gli alberi) crescono fino al loro completo sviluppo per poi uscire dal grosso bozzolo, scendono dagli alberi e si incamminano disponendosi nella tipica fila, uno attaccato all’altro, come in processione.
È proprio da questo loro comportamento che deriva il nome di processionaria. I bruchi concluderanno il loro viaggio interrandosi, dove si trasformano in crisalidi, dalle quali poi usciranno grosse farfalle: le “falene”.
Un pericolo per tutti
Dopo la premessa, torniamo a soffermarci sulla loro grande pericolosità, per noi e per i nostri fedeli amici a quattro zampe.
Questi bruchi dai colori sgargianti si rendono insidiosi, soprattutto, per i cuccioli di cani e di gatti, ma spesso anche per gli umani quando ne vengono a stretto contatto.
Il loro corpo è rivestito da una fitta peluria fortemente urticante e dal contatto con questi si possono subire gravi ed acute irritazioni, fino alla necrosi dei tessuti coinvolti.
Di solito succede che le colonie delle processionarie in movimento attirano la curiosità e, quindi, l’attenzione dei cuccioli che, incoscientemente, per gioco entrano in contatto con i bruchi, finanche a prenderli in bocca.
La reazione degli insetti è immediata: si contraggono bruscamente e, inarcandosi, rilasciano attraverso i peli una potentissima sostanza caustica: l’acido formico. Questo nell’immediato provoca un violento processo infiammatorio del cavo orale e, in particolare, della lingua e spesso anche delle labbra. Poi con il passare dei minuti, se non si interviene tempestivamente, può provocare uno spaventoso gonfiore della lingua tale da poter, in alcuni casi, addirittura soffocare il malcapitato.

Intervento immediato
Quello che si deve fare in questi casi, con estrema urgenza, è riuscire ad allontanare nel più breve tempo possibile la sostanza fortemente urticante dal cavo orale, praticando lavaggi con acqua per diluire e sciacquare la sostanza.
Questo primo intervento, quando possibile, deve essere praticato nell’immediatezza dell’incidente e, quindi, sul posto, magari dallo stesso proprietario, per poi recarsi con estrema urgenza dal Medico Veterinario che deve procedere alle appropriate terapie mediche, al fine di bloccare in tempo le possibili e gravissime complicanze.
Possibili complicazioni
È opportuno precisare che questo tipo di incidente, quando ha esiti positivi, spesso lascia segni indelebili a carico della lingua. Soprattutto nella parte apicale si evidenzierà la mancanza di parte della lingua dovuta ai processi necrotici subiti nell’incidente con i bruchi.
Altre possibili gravi complicanze, consistono in sintomi che vanno dalla totale assenza di vivacità del soggetto colpito, al rifiuto assoluto del cibo, spesso accompagnati da febbre, vomito, diarrea a volte anche emorragica ed altro ancora.
Dobbiamo evidenziare però che il pericolo più grave in assoluto lo corrono i soggetti che accidentalmente ingeriscono alcuni di questi bruchi i quali possono provocare lesioni interne a carico dell’esofago, dello stomaco e che spesso ne decretano il decesso.














