Adottare un cane anziano

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Adottare un cane anziano: consigli utili e pratici.

A cura di MICHELE CARICATO – Scrittore e addestratore – www.michelecaricato.com

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno curioso: i cani nelle famiglie italiane sembrano moltiplicarsi più velocemente dei post motivazionali su Instagram. E non è solo una questione di numeri.
La loro qualità di vita è migliorata al punto che molti di loro sembrano intenzionati a festeggiare compleanni a due cifre come se niente fosse, mentre noi cerchiamo ancora gli occhiali da lettura.

Adottare un “senior”

Allo stesso tempo cresce anche la consapevolezza sul tema dell’abbandono, e sempre più persone decidono di fare la cosa giusta: aprire il cuore (e il divano) a un cane adottato dal canile anche se non più giovane. Un piccolo grande gesto che, a ben vedere, rende il mondo un posto leggermente meno assurdo.
Questi magnifici esseri spesso hanno vissuto diversi anni all’interno del canile e/o hanno un passato complicato. Di conseguenza tendono ad avere un piccolo ventaglio di esigenze speciali. Magari sono un po’ meno tolleranti, un po’ più rigidi nelle loro abitudini (tipo il biscotto prima di dormire), oppure semplicemente più sensibili ai cambiamenti.

In ogni caso, hanno bisogno di qualche attenzione in più per sentirsi davvero a loro agio e non trasformarsi in quei deliziosi, imprevedibili folletti canini che, pur amandoci, riescono a farci perdere la pazienza.

Cure veterinarie e vita sociale

Raggiunta l’età anziana, sopratutto se ha dovuto sopportare, in canile, l’abbaio di duecento cani vicini di box, il nostro cane anziano potrebbe non trovare così divertente la corsa nelle varie aree di sgambatura, dove è costretto a farsi annusare e sopportare lo sventolio di code dei giovani.
Per questi soggetti, è preferibile una lunga passeggiata, magari in campagna. La compagnia non deve essere scartata a priori. Meglio se troviamo un suo simile con un carattere più discreto e calmo, che preferisca annusare i fatti suoi.

Scoprire il “nuovo” mondo insieme, ma gradualmente

Una volta deciso di adottare un cane anziano, potremmo essere tentati di far recuperare tutte quelle esperienza che molto probabilmente non ha potuto vivere fino ad oggi. Potremmo, ad esempio, pensare di portarlo subito in tuti i luoghi che frequentiamo abitualmente, proprio per farlo sentire parte integrante della nostra vita. È importante, però, rispettare i suoi tempi. Nella maggior parte dei casi, un cane adottato non ha la struttura mentale per adattarsi a rumori, persone e stimoli vari senza andare in stress o addirittura nel panico.

L’esplorazione di questo “nuovo” mondo dovrebbe essere lenta e graduale. Cominciamo con fargli conoscere il suo ambiente domestico, ma non come se fossimo degli agenti immobiliari; lasciamolo semplicemente tranquillo, libero di esplorare e di scegliere quando avvicinarsi, richiedere coccole, cibo o gioco e quando, invece, starsene tranquillo per elaborare ciò che sta accadendo (non ne ha la più pallida idea). All’esterno, cerchiamo dei posti tranquilli. Aspettiamo per presentarlo ai nostri amici. Per adesso recuperiamo la parte wild del rapporto: campagna, bosco o un trekking in montagna lo metteranno molto più a suo agio delle decine di persone che incontrerà, che vorranno coccolarlo ed esclamare “poverino”.

Se un cane non è in forma (anziano o ha qualche paura o diffidenza), l’ultima cosa di cui ha bisogno è di essere compatito.
Il suo desiderio è di avere accanto qualcuno con un grande sorriso e due occhi che brillano per le meraviglie che ci circondano e che sia capace di dire: “Sì, lo so che è difficile per te ma dai su, non vedi che bella giornata?”

L’importanza del nostro stato d’animo

I cani ci osservano e capiscono velocemente il nostro stato d’animo e da quest’ultimo comprendono cosa sta accadendo o sta per accadere a loro stessi.
Se un cane non ha più l’agilità di una volta nel fare le scale o, peggio ancora, fa fatica a farle perché non ha mai visto una scala in vita sua, l’ultima cosa che dovremmo fare è guardarlo pietosamente con una mezza lacrimuccia che ci spunta dagli occhi, perché lui penserà immediatamente: “quindi sono messo proprio male!”.
Cani anziani e cani adottati hanno bisogno di avere accanto persone positive, dinamiche e che riescono a sdrammatizzare situazioni di impasse o di blocco completo. Sdrammatizzare è quindi la parola chiave che, però, non vuol dire banalizzare.

Adottare cane anziano: cure e attenzioni

Le cure, il tempo, l’energia e le attenzioni di cui avranno bisogno questi cani non sono da sottovalutare.
Per i cani anziani dobbiamo mettere in conto qualche acciacco e qualche visita extra al Medico Veterinario per i controlli periodici.

Dopo una certa età potrebbero accentuarsi alcune intolleranze, non solo alimentari ma anche pratiche come il farsi spazzolare o manipolare.
Un cane adottato, come abbiamo detto, è probabile che abbia vissuto o meglio NON vissuto (sindrome da privazione). Una volta, quindi, stabilizzato nella nostra famiglia (ci vogliono settimane, non giorni), adattato all’ambiente che lo circonda (ci vogliono mesi, non settimane), dovremo prenderci cura del suo cervellino adorabile. Aiutamolo con esercizi di attivazione mentale, educazione, ricerca e quant’altro ogni buona scuola saprà mettervi a disposizione.

Questo perché è così che riparte tutto. Non dobbiamo concentrarsi sul passato ma goderci il presente, sfruttandolo al massimo per dare al nostro amico un futuro ricco di soddisfazioni.

Vogliamo che il nostro cane si senta una parte attiva del branco (famiglia). Inoltre, che sia orgoglioso e fiero di sé stesso perché anche lui ha dovuto metterci tanto impegno per migliorare e, così facendo, ci ha sicuramente costretto a dare il meglio di noi stessi.

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