La vista nel cane e nel gatto


A cura di ANMVI – Dott.ssa SILVIA MACELLONI  e Dott. MARCO MELOSI – Medici Veterinari

Cacciatori attivi nelle ore dell’alba e del tramonto, cane e gatto sono animali che possiamo definire crepuscolari. Il cane, accanto a noi da varie decine di migliaia di anni, si è abituato ad una vita prevalentemente diurna. Il gatto, sia perché addomesticato in tempi più recenti, sia perché utilizza metodi di caccia diversi, concentra la maggior parte delle proprie attività predatorie nelle prime ore della mattina e nelle ultime del giorno, prolungando le scorribande spesso e volentieri anche nelle ore notturne…



Gli occhi dei nostri animali sono fatti per vedere bene nella semioscurità e per seguire le prede in movimento. Il gatto ha occhi posti frontalmente, che permettono di valutare la profondità; il cane ha occhi posti in genere più lateralmente, con ampie variazioni nelle varie razze, perché la sua caccia è per inseguimento e deve dunque tenere d’occhio contemporaneamente la preda e lo spazio davanti a sé, nonché i propri compagni di battuta.

Il gatto ha pupille verticali come quelle dei serpenti e del coccodrillo perché il suo occhio, sensibilissimo alla luce, possa proteggersi maggiormente durante il giorno. Il cane ha pupille circolari, simili alle nostre, perché svolge la sua attività prevalentemente durante il giorno e il crepuscolo.

 

 

Se la palpebra è particolarmente estroflessa (ectropion) o introflessa (entropion) può essere necessario ricorrere alla correzione chirurgica.


Catarifrangenti

Cane e gatto hanno delle cellule nella retina (chiamate bastoncelli) che permettono un’ampia visione notturna ma non a colori e una buona visione diurna a colori (cellule dette coni). Quanto alla percezione di questi ultimi, il cane vede molto bene il viola e il blu, mentre vede verde, giallo, arancio e rosso come gradazioni diverse di uno stesso colore (il giallo). Il gatto vede molto bene viola, blu, verde e come il cane percepisce come gradazioni di uno stesso colore il giallo, l’arancio, il rosso. Sul fondo dell’occhio troviamo poi nel cane e nel gatto uno strato di cellule, chiamato tappeto lucido, che riflette la luce come fosse un catarifrangente, amplificando ulteriormente la capacità visiva in condizioni di semioscurità.



Occhio ai pelucchi

Essendo organi delicati, gli occhi del cane e del gatto vanno mantenuti costantemente controllati.

Occorre mantenerli puliti sin da quando cane e gatto sono piccoli, passando loro sulle palpebre una garza (non un batuffolo di cotone, che potrebbe lasciar cadere dei pelucchi) imbevuta di acqua tiepida. È buona abitudine, se il nostro amico appartiene ad una razza con peli cadenti sugli occhi, legare i ciuffi sopra la fronte in modo innanzi tutto da favorire una buona visione e, in seconda battuta, da impedire un continuo contatto dei peli con la superficie dell’occhio, cosa che potrebbe danneggiare la cornea.


Lacrimoni

Per essere certi che i nostri amici non abbiano problemi dobbiamo osservarli per scoprire eventuali fastidi. Cane e gatto possono strofinarsi gli occhi con le zampe o premendoli contro degli oggetti; possono sbattere le palpebre in modo più rapido del solito, mostrare una lacrimazione eccessiva. Ancora: possiamo notare un arrossamento della parte interna della palpebra e una irritazione della sclera, la parte periferica dell’occhio.

È possibile talvolta notare un aumento dello scolo nasale perché se aumenta la produzione di lacrime queste vengono riversate in gran quantità in un tubicino che collega l’occhio alle fosse nasali.Talvolta il tubicino può intasarsi, ed allora le lacrime fuoriescono dall’occhio in modo eccessivo senza però dare grande fastidio all’animale e senza peraltro creare arrossamenti.

 

 

L’occhio dei nostri beniamini è capace di seguire ogni movimento in modo assai più preciso del nostro e il loro sistema nervoso centrale organizza le immagini che arrivano in modo altrettanto efficiente.

Raschiamento

Nei cuccioli, un fastidio costante con lacrimazione continua può essere segnale di infiammazione della ghiandola situata al di sotto della terza palpebra. In questo caso, se la terapia medica non sorte gli effetti desiderati, può essere necessario ricorrere ad un delicato raschiamento chirurgico. Alcune razze canine sono maggiormente predisposte ad irritazioni oculari.

Ad esempio, cani con palpebre molto estroflesse, come il Boxer, espongono agli agenti esterni la superficie corneale e ciò può creare fastidio continuo e lacrimazione eccessiva. In altri casi le palpebre possono essere rivolte verso l’interno dell’occhio causando il continuo sfregamento delle ciglia o congiuntiviti.

 


Cataratta

Nei cani anziani, troviamo spesso una opacizzazione dell’occhio, sintomo in genere di cataratta (opacizzazione del cristallino con conseguente diminuzione della vista). Gli animali ipertesi devono essere sottoposti anche a controllo della pressione oculare, perché maggiormente esposti alla formazione di glaucoma (aumento della pressione endo-oculare che può portare a cecità). L’occhio può essere vittima di eventi traumatici che possono causare emorragie, o lesioni causate da corpi estranei (rametti, spighe, graffi da parte di altri animali). In questi casi è necessario ricorrere alle cure mediche il prima possibile.

 

 

Il gatto ha una visione binoculare ampia perché cacciando con il metodo dell’agguato e arrampicandosi sugli alberi deve calcolare il salto al millimetro.


Farmaci? Da usare con attenzione

Ogni sintomo che possa indurci a pensare ad un problema che non sia una semplice irritazione deve spingerci a far visitare il nostro amico da parte di un veterinario.

Non è consigliabile somministrare farmaci (anche colliri che possono sembrare innocui) senza prima aver consultato il medico, perché ciò può condurre a un peggioramento della sintomatologia e persino ad una sua successiva difficile risoluzione. Ad esempio, la somministrazione di un collirio a base di cortisonici in un occhio che abbia una piccola lesione corneale (nella maggior parte dei casi visibile solo attraverso visita veterinaria) può portare ad un rapido peggioramento della situazione e può rendere difficoltosa una guarigione che con la giusta terapia sarebbe stata rapida e senza complicanze.

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