Alimentazione gatti e cani anziani

 


Quand’è che il nostro pet raggiunge la “terza età”?


In genere, si considera anziano un cagnetto che ha superato i 7 anni, mentre un soggetto di taglia grande o gigante invecchia addirittura un paio di anni prima.

Questo non significa che perderete a breve il vostro fedele amico, anzi, con il giusto stile di vita ed una corretta alimentazione, trascorrerete assieme ancora tantissimi anni.

Un cane di piccola taglia, infatti, ha un’età media di 15 anni, ma vi sono soggetti che arrivano a sfiorare i 22-23 anni. Nei cani di taglia grande o gigante, per contro, l’età si riduce drasticamente, in media a 9-10 anni. Questa variabilità dipende dalla razza e dalle eventuali patologie ad essa correlate. Per quanto riguarda il gatto, dobbiamo pensare ad una dieta “senior” a partire dai 7 anni, ma, come accade per i cani di piccola taglia, l’aspettativa di vita di questo animale può anche raggiungere i 20 anni.


Se il nostro amico “perde colpi”

Cosa succede all’organismo di un animale anziano? Il processo d’invecchiamento, in realtà, ha inizio già quando il nostro peloso ha finito la crescita, noi però non lo percepiamo perché il tutto avviene in modo subclinico, ossia l’organismo non manifesta nulla esternamente.

I sintomi della vecchiaia, infatti, si fanno evidenti quando le cellule non riescono più a compensare le mancanze delle loro compagne che hanno già smesso di funzionare, per cui l’organismo, da macchina perfetta che era, incomincia a “perdere qualche colpo”.

 

I muscoli ed il cuore richiedono una buona dose di proteine ed amminoacidi essenziali per rendere al meglio, così come il sistema immunitario: tutto questo vale anche per la dieta del cane anziano.


Un esercito… da difendere

Ecco che le articolazioni iniziano a cedere, i reni non filtrano più con efficienza le urine ed il cuore batte con minore impeto. Spesso gli animali anziani sono facile preda di virus o altri comuni agenti infettivi perché il sistema immunitario, che non è altro che un esercito ben organizzato, negli anni perde i suoi migliori soldati e non riesce a difendere in modo efficiente l’organismo. Ma noi cosa possiamo fare per aiutare i nostri pet? Per quanto riguarda la dieta, esistono piccoli accorgimenti che permettono al nostro amico di vivere più a lungo e in modo migliore.

 

Brodo insipido

Con il trascorrere degli anni, le esigenze nutrizionali del vostro animale cambiano, per cui l’alimento senior, dovrà rispondere a questi nuovi fabbisogni. In primis, il vostro amico potrebbe avere qualche difficoltà nella masticazione. Problemi dentali come tartaro, gengivite o denti mancanti, infatti, sono disturbi che caratterizzano l’animale anziano. A tal proposito, scegliete mangimi secchi appositamente formulati, che, tra le altre caratteristiche, presentano crocchette più friabili. In alternativa, potete ammorbidire l’alimento in acqua tiepida o brodo insipido, oppure optare per un prodotto umido in scatola.

Energia sotto controllo

Con il passare degli anni, il metabolismo subisce un fisiologico rallentamento, dovuto a mutazioni ormonali unite alla semplice riduzione della vivacità e dell’attività del nostro amico.

In passato, la dieta del soggetto anziano vedeva una brusca riduzione dell’apporto proteico, in modo da limitare la quota energetica ed affaticare il meno possibile i reni. Il rischio era però quello di danneggiare altri apparati. Ultimamente, quindi, questa teoria è stata modificata, puntando l’attenzione non tanto sulla quantità delle proteine, quanto sulla qualità, intesa come digeribilità e contenuto di amminoacidi. A questo proposito, scegliete mangimi che contengano carni disidratate o, meglio ancora, idrolizzate.


Oli vegetali

Per quanto riguarda i grassi, vale lo stesso discorso. Rispetto al giovane, l’anziano deve assumere una dieta più leggera, ma questo non significa che i lipidi debbano essere drasticamente diminuiti.

Essi infatti apportano i preziosi acidi grassi essenziali, permettono l’assorbimento delle vitamine liposolubili e garantiscono l’appetibilità dell’alimento. Preferite gli oli vegetali, che sono quelli più completi dal punto di vista nutrizionale. L’integrazione con L-carnitina, una sostanza naturale simile ad un enzima, permette all’organismo di ottimizzare l’utilizzo dell’energia dell’alimento, garantendo il tono muscolare e del cuore e limitando i depositi adiposi.

 

 

Con il passare degli anni l’intestino diventa un po’ pigro ed il rischio di stitichezza e costipazione aumenta. Per ovviare a questo inconveniente, che può anche trasformarsi in un problema serio, l’alimento senior è spesso arricchito con maggiori percentuali di fibre, che stimolano la motilità e l’equilibrio dell’intestino.


Peccati di gola?

Quando l’animale anziano è affetto da qualche patologia concomitante, spesso dimagrisce vistosamente. Le cause possono essere diverse: dolore nella masticazione, perdita dell’olfatto, anoressia o problemi nell’assimilazione dei nutrienti. Questo fenomeno colpisce principalmente i gatti, specialmente se affetti da una patologia renale concomitante. In questo caso, ancora di più, occorre scegliere un alimento digeribile e di qualità molto alta, per evitare pericolose carenze. L’appetibilità deve essere elevata, per incoraggiarlo a mangiare. Un anziano, infatti, può presentare una significativa diminuzione del senso del gusto e dell’olfatto. Quest’ultimo aspetto diventa fondamentale nei felini che, già per indole, sono più difficili dei cani nell’accettazione di un alimento e presentano un appetito capriccioso.


Animali… suscettibili

Recenti studi hanno dimostrato come una dieta ricca di antiossidanti sia in grado di contrastare lo stress ossidativo, uno squilibrio metabolico che si verifica ogni volta che l’organismo non è in grado di contrastare l’aggressione dei radicali liberi dell’ossigeno, degli scarti del metabolismo cellulare che possono creare danni anche gravi alle cellule stesse e quindi ai vari organi.

Dal punto di vista pratico, il risultato conduce all’invecchiamento dell’organismo ed alla sua degenerazione. L’animale diventa quindi più suscettibile alle patologie, tra cui troviamo anche i tumori.



Vegetariani per la salute

Nel caso dell’animale anziano lo stress ossidativo è più insidioso, perché l’organismo non è in grado di mettere in atto i meccanismi atti a contrastare questo stress. È per questo motivo che la somministrazione dietetica di antiossidanti sta diventando un presidio alla terapia caldamente raccomandato dagli studi più recenti. Gli antiossidanti contrastano in maniera efficace i radicali liberi, riportando una situazione di equilibrio. I migliori sono quelli provenienti dalle essenze vegetali ed è anche per questo motivo che si consiglia la massiccia assunzione di frutta e verdura.

Visto che i nostri beniamini, da buoni carnivori, non amerebbero una pappa ricca di questi ingredienti vegetali, si inseriscono solo le parti della pianta che ne contengono in abbondanza, che possono essere i polifenoli del tè verde e dell’uva o gli estratti di frutti rossi.

 

 

Gli antiossidanti contrastano in maniera efficace i radicali liberi, riportando una situazione di equilibrio. I migliori sono quelli provenienti dalle essenze vegetali ed è anche per questo motivo che si consiglia la massiccia assunzione di frutta e verdura.


Un aiuto ulteriore…

Rispetto ad un adulto, il soggetto anziano perde con maggiore facilità alcune vitamine idrosolubili e sali minerali, in quanto i reni non fanno il loro lavoro con efficienza e ne eliminano troppe con le urine. A questo proposito, i mangimi senior sono già appositamente formulati per far fronte a questi deficit. Parallelamente, il sodio, il fosforo ed il calcio, vengono preventivamente diminuiti, per evitare un superlavoro di reni ed apparato cardiocircolatorio. Infine, quasi sempre i migliori prodotti contengono condroprotettori, per aiutare le articolazioni a contrastare il processo degenerativo (artrosi) che spesso affligge i soggetti di grossa taglia avanti con gli anni.

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