Allevamento dei piccoli di tartaruga

Avete delle tartarughe in giardino, e finalmente le loro uova si sono schiuse e vi trovate con tanti piccoli in mezzo all’erba. Cosa fare ora con loro?

A cura della Dott.ssa Marta Avanzi  Medico Veterinario Castelfranco Veneto (TV) www.avanzimorivet.it

La gestione delle tartarughe neonate

Non differisce sostanzialmente da quella degli adulti per quanto riguarda clima, temperatura, alimentazione. Tuttavia, poiché si tratta di animali molto più piccoli e più delicati occorre prendere alcune precauzioni in più. Scopriamole insieme.

Sempre al sicuro

Come i loro genitori, le tartarughe terrestri mediterranee (del genere Testudo) non possono essere allevate in terrario ma hanno bisogno di stare all’aperto dove possono godere del sole diretto (la migliore fonte di raggi ultravioletti) e pascolare con erbe spontanee. 


Occorre però garantire la loro incolumità da possibili predatori come cani, gatti, uccelli e roditori, o da incidenti come schiacciarle sotto i piedi o con la macchina. L’allestimento ideale è un grande recinto di solida rete a maglie strette, coperto anche in alto.

Non va usato il vetro, che può causare un pericoloso surriscaldamento. È importante che vi siano dei nascondigli e una casetta che permetta ai piccoli di trovare riparo in caso di pioggia abbondante. Il recinto deve avere una zona ombreggiata per tutta la giornata, anche quando si sposta il sole. Le tartarughine possono essere portate in casa alla sera e rimesse all’aperto al mattino, per tenerle al sicuro.

Le tartarughe del genere Testudo devono sottostare a importanti adempimenti legislativi, pena il sequestro e pesanti multe.

La nascita dei piccoli va denunciata al Corpo Forestale ed entro un anno va applicato un microchip per l’identificazione.

Ciò è fattibile solo se anche i genitori risultano loro stessi regolarmente denunciati, altrimenti non è possibile regolarizzarle.L’importanza di una dieta corretta Le tartarughine hanno gli stessi requisiti alimentari degli adulti, ma poiché sono in crescita è ancora più importante che la dieta sia corretta.

Come le tartarughe adulte, anche quelle neonate sono rigorosamente erbivore: la dieta deve essere basata su piante ed erbe di campo a crescita spontanea. Questi alimenti forniscono la giusta quantità di fibra e di calcio, indispensabili per la corretta funzionalità del sistema digerente e per la crescita armonica della corazza. 

Oltre all’erba sono particolarmente adatti come alimento tarassaco, piantaggine, malva, trifoglio, cicoria. Le verdure da supermercato sono nettamente inferiori come valore nutritivo, e vanno comunque integrate con calcio carbonato. La frutta è da escludere completamente poiché non è un alimento fisiologico, anche se questi rettili ne sono ghiotti: non ha sufficiente calcio, può causare disturbi intestinali e la proliferazione di un tipo di parassiti intestinali, i flagellati. 

L’acqua va lasciata a disposizione in un recipiente abbastanza largo da permettere alle tartarughine di restare a bagno con tutto il corpo e sufficientemente basso da permettere loro di entrare e uscire facilmente. Un sasso posto nel recipiente impedisce che si rovesci.

Il letargo nelle tartarughe neonate

Molti temono che il letargo sia dannoso per le tarturughine nate la primavera o l’estate precedente, ma in realtà è una condizione naturale per le tartarughine andare in letargo anche solo poche settimane dopo la nascita. 

Se sono sane e in buone condizioni non c’è motivo per non replicare in cattività questa situazione. È tuttavia necessaria qualche cautela in più, proprio per la loro piccola taglia e la loro delicatezza. Le condizioni ambientali del letargo devono essere controllate con cura. È preferibile che i piccoli trascorrano il periodo del letargo in un ambiente sicuro, ad esempio un garage o una cantina non riscaldati, dove la temperatura sia costantemente intorno ai 5°C .

Per evitare sbalzi di temperatura, si può utilizzare un grande contenitore pieno di terra, in cui i piccoli si interrano per il sonno invernale. La massa di materiale che li circonda li difende da eventuali brusche variazioni di temperatura. Saltare il letargo non è salutare e influisce negativamente sulla fisiologia di questi rettili.

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