Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto: la dermatologia veterinaria rappresenta una specializzazione essenziale della medicina animale, dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle patologie della pelle, delle orecchie e delle unghie in diverse specie animali.
A cura del Dott. Massimo Beccati – Medico Vetinario Specialista in Dermatologia – Gruppo Ca’ Zampa
Questo campo comprende una vasta gamma di condizioni, dalle allergie e infezioni fungine o batteriche alle infestazioni parassitarie, tra cui dermatite atopica cronica, irritazioni e, persino, tumori della pelle.
I patologie dermatologiche del cane e del gatto e i vari approcci terapeutici
Gli approcci terapeutici sono molteplici, tra cui creme topiche, compresse orali e farmaci iniettabili, tutti mirati non solo a curare le malattie, ma anche a preservare la salute della pelle e del pelo, contribuendo così al benessere generale dell’animale.
Il mercato globale della dermatologia veterinaria sta vivendo una crescita dinamica, trainata da profonde trasformazioni socio-economiche e continui progressi scientifici.
I disturbi dermatologici sono estremamente comuni nei cani, rappresentando il 20-35% dei casi in uno studio condotto presso un complesso clinico veterinario universitario. Le condizioni diagnosticate più frequentemente includono le infestazioni parassitarie da pulci, zecche, altri parassiti come la rogna sarcoptica/notoedrica, sebbene nuove molecole antiparassitarie ne abbiano dimezzato la percentuale clinica.
La CAD: Dermatite Atopica Canina
La dermatite atopica, soprattutto nelle stagioni primaverili ed estive con tutta la sua molteplicità sintomatica, è probabilmente l’infermità più diffusa nei cani e anche gatti in maniera cosmopolita.
La Dermatite Atopica Canina (CAD) è una patologia importante, con una prevalenza stimata tra il 3% e il 15%, sebbene i dati epidemiologici affidabili siano limitati a causa della complessità della diagnosi e della variabilità delle popolazioni studiate.
Fattori di rischio
Diversi fattori di rischio sono associati a condizioni dermatologiche nei cani.
L’insorgenza dei segni clinici della CAD avviene generalmente tra i 4 mesi e i 3 anni. La razza è un fattore predisponente, la moda di detenere determinate razze ne aumenta l’incidenza epidemiologica e può cambiare da nazione a nazione. In Italia negli ultimi anni si è evidenziata un incremento esponenziale di cani razza Bouledogue francesi, razza altamente affetta da dermatite atopica. Anche Labrador e Golden Retriever sono razze frequentemente studiate per i fattori genetici e ambientali correlati alle allergie.
L’ambiente e la stagione influenzano l’insorgenza di disturbi cutanei, con un’incidenza (recidiva stagionale, paragonabile alla nostra allergia ai pollini) maggiore durante la stagione primaverile estiva, sebbene cani che vivono in casa hanno una maggiore frequenza di CAD, soprattutto per l’effeto scatenante della polvere o l’acaro della polvere.
Una patologia complessa
La variabilità dei dati di prevalenza della CAD e dei fattori di rischio (età, sesso, razza, ambiente) nei diversi studi e nelle diverse regioni geografiche evidenzia la complessità della malattia e la necessità di un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato.
Ciò giustifica l’investimento in strumenti diagnostici più precisi e terapie mirate che possano essere adattate al singolo individuo, piuttosto che in soluzioni generiche.

Dermatopatie nei gatti
Si stima che nei felini, tra il 5% e il 15% dei pazienti presenta almeno una dermatopatia. Le condizioni più comuni variano a seconda della zona geografica e dallo stile di vita (indoor-outdoor).
Le cause più frequenti di malattie cutanee nei gatti sono le allergie al particolato atmosferico, le allergie alimentari, le sindromi eosinofiliche, le allergie alle punture di pulci e zanzare.
Nei mici che abitano prevalentemente fuori casa le zuffe tra i simili portano molto spesso a patologie traumatiche che spesso sfociano in ascessi o ferite lacero contusive.
La Dermatofitosi: la tigna dei gatti
La Dermatofitosi (tigna) è una zoonosi (infettiva per l’uomo) condizione degna di nota, soprattutto nei micini appena acquistati o immessi in casa ma trovati in ambienti esterni (cortili, strade, fattorie). Bisogna sempre recarsi dal Medico Veterinario per essere sicuri che il nostro il gattino non sia affetto; il rischio è che i nuovi proprietari dopo 7-10 giorni possono vedersi appararire sulla pelle i segni di un contagio.
Fattori di rischio
I fattori di rischio per la dermatofitosi felina includono l’età, con la più alta incidenza nei gatti di età inferiore a un anno, in particolare quelli di età inferiore a 6 mesi (84% dei casi), a causa del loro sistema immunitario immaturo.
Attenzione! Spesso i gattini sono privi di lesioni cutanee ma potenzialmente infettivi ugualmente!
La razza, poi, è un fattore importante, i gatti razza Persiana (a pelo lungo) sono significativamente più colpiti a causa della loro pelliccia densa, che può trattenere spore fungine e impedire una toelettatura efficace e di un sistema immunitario poco propenso ad eliminare le spore fungine.
Proseguendo, anche lo stile di vita è rilevante, con i gatti che vivono all’aperto che presentano un rischio maggiore di infestazioni parassitarie e ascessi.
Segnali di allarme
I segni comuni di malattie della pelle nei gatti includono grattamento parossistico, leccamento o masticazione del pelo e della cute, arrossamento, noduli, perdita di pelo, croste, squame, prurito generalizzato.
Dopo una attenta visita dermatologica e una diagnosi di certezza, la terapia è la logica conseguenza e, soprattutto, quello che si aspettano i proprietari, al fine di ovviare ai problemi dermatologici dei loro amici a quattro zampe, che sempre più spesso creano frustrazioni ad entrambi le parti.
Strumenti di prevenzione
Negli ultimi anni sempre più molecole specifiche si sono fatte breccia sul mercato farmacologico veterinario al fine di una trasformazione terapie altamente mirate.
Antiparassitario iniettivi dalla durata annuale (che non sono vaccinazioni), trattamenti orali antiparassitari multifunzionali mensili ed altri hanno abbattuto le incidenze delle diffuse patologie parassitarie (soprattutto demodicosi).
Gli inibitori della Janus Kinase (JAKi) e gli anticorpi monoclonali (mAb) stanno rivoluzionando il trattamento delle condizioni dermatologiche infiammatorie e allergiche. L’oclacitinib è un esempio ben consolidato (presente sul mercato da 10 anni) di JAKi utilizzato per la dermatite atopica nei cani.
Più recentemente, l’ilunocitinib e l’atinvicitinib sono stati approvati dalla FDA nel settembre 2024 per il controllo del prurito associato a dermatite allergica e atopica nei cani. Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di queste molecole nel ridurre significativamente il prurito e migliorare la qualità della vita nei cani e dei proprietari.

Medicina responsabile
Questo approccio alla medicina di precisione offre una maggiore efficacia e una riduzione degli effetti collaterali, migliorando il benessere degli animali e la soddisfazione dei proprietari.
Di fronte alla crescente preoccupazione per la resistenza agli antibiotici, la gestione antimicrobica è diventata un obiettivo importante nella dermatologia veterinaria.
Ciò si traduce in un uso più frequente di colture e test di sensibilità per i casi di piodermite refrattaria.
Il Staphylococcus pseudintermedius è stato identificato come agente causale delle infezioni comuni nel cane. A tal proposito lo sviluppo di nuove terapie non antibiotiche per le infezioni batteriche (dermocosmesi mirata e/o) e l’enfasi su una diagnostica precisa riflettono l’impegno del mercato verso una medicina responsabile, bilanciando un trattamento efficace con le preoccupazioni per la salute pubblica.
Il mercato della dermatologia veterinaria sta vivendo una forte crescita, trainato dalla crescente umanizzazione degli animali da compagnia, dall’aumento della spesa sanitaria per gli animali e dai progressi tecnologici.
Questi progressi, combinati con un approccio multimodale che include nutrizione e terapie topiche, migliorano significativamente la qualità della vita degli animali. Allo stesso tempo, l’enfasi sulla gestione antimicrobica e lo sviluppo di terapie non antibiotiche riflettono la crescente consapevolezza delle sfide legate alla resistenza antimicrobica.
Il futuro della dermatologia
Il futuro della dermatologia veterinaria è orientato verso la medicina personalizzata, trainata dai progressi nella genomica, e nell’analisi del microbioma.
Questi approcci promettono diagnosi più precise e trattamenti personalizzati.
In sintesi, il mercato della dermatologia veterinaria è dinamico e resiliente, caratterizzato da una costante innovazione e adattamento alle mutevoli esigenze dei proprietari di animali domestici e alle sfide del settore della salute animale. La sinergia tra progressi scientifici, modelli di erogazione dei servizi ottimizzati e una profonda comprensione delle dinamiche di mercato saranno essenziali per sostenere questa crescita e migliorare costantemente la salute dermatologica degli animali.















