Voglia di pet adottare un animale da compagnia

Voglia di PET adottare 
un animale da compagnia

 

In un’Italia sempre più pet friendly
sono molte le famiglie che scelgono di adottare un animale da compagnia,
magari sollecitate dalle richieste dei più piccoli. Ecco alcuni consigli su
cosa fare se nostro figlio vuole un animale.

 

A cura di ANGELICA D’AGLIANO

Secondo il rapporto Assalco Zoomark  sull'Alimentazione
e cura degli animali da compagnia, nelle famiglie italiane si contano oltre 60
milioni di animali d'affezione (pet). 
Di questi, quasi il 50% sono pesci; a seguire gli uccellini
(21,3%), i gatti (12,4%), i cani (11,5%) e infine, con percentuali più
contenute, i piccoli mammiferi e i rettili (dati riferiti al 2016). 
Se si pensa che la popolazione italiana è di poco più di 60
milioni di abitanti, questo vuol dire che nel nostro Paese si conta in media un
pet per ciascun cittadino. Ma non è finita. 
Sempre secondo i dati diffusi dal rapporto Assalco Zoomark,
ciascuna delle 25,8 milioni di famiglie presenti nel nostro Paese avrebbe in
media 2,3 pet. 
In particolare, si calcola in media un gatto ogni 3,5
famiglie e un cane ogni 3,7 famiglie.
 


 

Italiani e pet, un amore viscerale

Da questa “fotografia” emerge con chiarezza
l'amore degli italiani per gli animali d'affezione, e la propensione che
abbiamo a includere nella nostra vita familiare un amico non umano. 
Non è raro infatti che, soprattutto in un contesto
familiare, un genitore si trovi di fronte alla richiesta dei propri figli di
adottare un pet, sia esso un cane, un gatto o un altro genere di animale da
compagnia. 
Ma cosa comporta di preciso l'arrivo in casa di un nuovo
amico?

I bambini che crescono con un cane, un gatto, un coniglio o un altro animale imparano spontaneamente a vincere fobie e paure, ad essere più responsabili e a prendersi cura di un essere vivente.” Fonte: rapporto Assalco Zoomark 2017 sull’Alimentazione e cura degli animali da compagnia.


 

Un pet migliora la vita

Certo, avere un pet aiuta non solo a favorire il benessere e
la buona qualità della vita di chi convive con lui, ma può dare un importante
aiuto anche ai più piccoli.

È infatti provato che “i bambini che crescono con un cane,
un gatto, un coniglio o un altro animale imparano spontaneamente a vincere fobie
e paure, ad essere più responsabili e a prendersi cura di un essere vivente”. 
Inoltre, sempre secondo il rapporto Assalco Zoomark, “una
ricerca britannica ha evidenziato come le assenze scolastiche per malattia dei
bambini che vivono con animali d’affezione siano inferiori di 18 giorni
all’anno rispetto agli altri coetanei” dato che il sistema immunitario dei
bambini che vivono con i pet “lavora di più” rispetto ai coetanei che non hanno
in casa un animaletto domestico.

 

Esigenze specifiche

Di fronte a dati come questi ci si può lasciare prendere
dall'entusiasmo e dal desiderio di adottare un piccolo amico per condividere
con lui la nostra casa e i nostri spazi. 
Niente di più naturale. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la convivenza con un
animale da compagnia, oltre che un'esperienza meravigliosa, è anche una
responsabilità. 
Ciascun animale domestico, di qualsiasi specie, è infatti un
essere vivente dotato di sensibilità e con esigenze specifiche, esigenze che
devono sempre essere rispettate se vogliamo garantirgli una vita lunga e
felice.

La convivenza con un animale da compagnia, oltre che un’esperienza meravigliosa, è anche una responsabilità. Ciascun animale domestico, di qualsiasi specie, è infatti prima di tutto un essere vivente dotato di sensibilità e con esigenze specifiche, che devono sempre essere rispettate.

 
Le domande  giuste

Anche l’animale domestico meno longevo ha una aspettativa di
vita comunque di qualche anno, ed è quindi comprensibile come adottare un pet
comporti un impegno continuativo nel tempo 
Tempo che può oscillare tra i due-tre anni di vita media di
un criceto, ai sessanta (ma anche di più) di certe specie di pappagalli o
tartarughe. 
Se nostro figlio ci domanda di accogliere con noi un pet,
quindi, prima di lasciarci prendere dall’entusiasmo è bene porsi alcune domande
molto importanti: quali sono i bisogni specifici dell’animale che vorremmo
adottare? Siamo in grado di soddisfarli? 
Abbiamo le risorse economiche per mantenere il nostro nuovo
amico, garantirgli le necessarie cure mediche (tutti i pet, non solo i cani e i
gatti, hanno il bisogno e il diritto di ricevere cure veterinarie specifiche) e
la corretta alimentazione per tutta la durata della sua vita, che in certi
casi, lo ripetiamo, può essere lunga quanto e più di quella di una persona?

 

Un’opportunità straordinaria

Se la risposta a tutte queste domande è “sì”, si profilano
le basi per intraprendere un’avventura fuori dal comune e di incredibile
valore. 
Avremo infatti l’opportunità straordinaria di insegnare ai
nostri figli l’amore ma soprattutto il rispetto per gli animali. 
Potremo infatti far comprendere loro come ciascun pet ci
“parli” attraverso il suo specifico linguaggio, un linguaggio che non è fatto
di parole, ma di segnali altrettanto eloquenti, che devono essere ascoltati con
amore e pazienza. 
Potremo renderli partecipi insieme a noi alle operazioni di
cura quotidiana del nostro nuovo amico.

E se in un primo momento questa routine potrebbe sembrare
loro un compito in più, col tempo e magari col nostro aiuto, capiranno che gli
animali non umani, esattamente come loro, hanno i loro spazi e i loro tempi,
che devono essere rispettati, hanno bisogno di cure, ma soprattutto di un
atteggiamento di ascolto. 
Perché, in definitiva, l’amore passa anche da quello.
richieste dei più piccoli.
 

Se vogliamo adottare un cane o un gatto perché non
rivolgerci a un canile o a un gattile? 
Queste strutture, che si occupano di accogliere gli animali abbandonati, hanno sempre un gran
bisogno di sostegno e di famiglie disponibili ad accogliere i loro ospiti. 
Se il nostro intento è quello di prendere con noi un animale
da compagnia, senza la pretesa di gareggiare in mostre e show, 
allora l’adozione potrebbe fare al caso nostro.