Reni i punti deboli della salute del gatto

RENI: I PUNTI DEBOLI

DELLA SALUTE DEL
GATTO

 

 

I reni dei nostri gatti di casa sono
bersagliati da tanti, insidiosi nemici, che possono mettere a rischio
la loro salute, specie in tarda età.
Un modo per proteggerli è quello di
attuare adeguate e precoci misure di rinforzo e protezione.

 

A cura della Dott.ssa Valeria PANTALEO

Med Vet, LP, Padova

 

Malattia renale cronica:

il “killer invisibile” del gatto

In confronto al cane, il gatto soffre
tre volte di più di problemi renali. Tanto che per i mici delle
nostre case, la cosiddetta “malattia renale cronica” rappresenta
la prima causa di morte, specie dopo i 12 anni di età.
Una malattia, quella che colpisce i
reni, causata da tanti e diversi fattori: infezioni, malattie
congenite, problemi vascolari, tumori, calcoli, malattie immunitarie
e metaboliche (diabete), farmaci e sostanze tossiche.
L’invecchiamento stesso può determinare un progressivo
malfunzionamento di questi organi, fino ad esaurirne completamente le
vitali funzioni di filtrazione e depurazione.
Non è per niente facile capire in
tempo quando i reni dei nostri gatti cominciano a funzionare male e,
quando ce ne accorgiamo, molto spesso è troppo tardi.
Se il nostro gatto ci appare
visibilmente più magro, vomita di frequente, mangia svogliatamente,
beve ed urina più del normale, è molto probabile che almeno due
terzi dei nefroni (le unità funzionali del rene) siano già
distrutti e quelli che ancora rimangono attivi stiano gravemente
soffrendo per il sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti.
Ecco perché la malattia renale cronica
è il “killer invisibile” dei nostri felini domestici: non dà
segno di sé, se non quando il danno è così avanzato da aver
esaurito anche la “capacità di riserva” del rene e diventa
praticamente inarrestabile ed irrimediabile.


Primo passo: riconoscere

i primi
segnali di pericolo

Per avere la certezza che i nostri
gatti abbiano problemi renali sono indispensabili le indagini di
laboratorio. Da proprietari, però, è possibile fare molto per
aumentare aspettative e qualità di vita dei nostri amici felini.
Cominciamo non sottovalutando quei
segnali e comportamenti che indicano fin da subito un cattivo
funzionamento dei reni. Ad esempio, se ci accorgiamo che la ciotola
dell’acqua si svuota più rapidamente o la lettiera del nostro
gatto ha bisogno di essere cambiata con maggior frequenza, allora
significa che la loro sete è aumentata.
Non dobbiamo inoltre trascurare un
eventuale appetito “capriccioso”, un comportamento più stanco ed
apatico, una cute poco idratata e un alito cattivo.
Si tratta di segnali di pericolo che
possono comparire anche molti anni prima dell’insufficienza renale
vera e propria e che, quando prontamente valutati e affrontati, si
trasformano nei “salvavita” dei nostri gatti.

Protezione e prevenzione:

le due “P” vincenti

Proteggere i reni e prevenirne o
rallentarne il malfunzionamento, ancor prima che compaiano segni
visibili di danno, significa aumentare considerevolmente la qualità
di vita dei nostri amici felini.
Per la salute dei reni, in particolare,
il primo passo è sicuramente quello di monitorare il lavoro che
stanno facendo questi organi vitali. Fondamentali, pertanto, i
controlli medici annuali (possibilmente semestrali, se il gatto è
anziano) di sangue e urine: esami semplici, da eseguire in maniera
periodica e costante, per evidenziare quei valori (es. creatinina,
urea) che si alterano diversi mesi prima che il gatto inizi a
mostrare evidenti segni clinici e che ci dicono a che velocità sta
viaggiando la malattia renale dei nostri compagni di vita.
Importante anche trovare la giusta
alimentazione (es. a basso tenore proteico), ridurre il carico di
stress, individuare strategie che favoriscano l’assunzione di acqua
o che limitino l’assorbimento intestinale di fosforo e scorie
azotate, proprio nel tentativo di evitare al massimo il sovraccarico
del rene.


Un lipide amico: la PEA

La Ricerca nel settore della Nutrizione
animale ha inoltre fatto passi da gigante anche nel settore
nefrologico veterinario, identificando sostanze in grado di
esercitare effetti di rinforzo e protezione sull’intero tratto
urinario, reni innanzitutto.
La sostanza più innovativa e sicura è
la PEA (palmitoiletanolamide): un lipide presente in vari alimenti,
ma soprattutto prodotto “a richiesta” dai tessuti (rene
compreso), allo scopo di proteggerli e recuperare “secondo Natura”
l’equilibrio interno (omeostasi).
Quando somministrata per via orale, la
forma attiva e più biodisponibile della PEA (PEA ultra-micronizzata,
PEA-um) si è dimostrata in grado di normalizzare la funzionalità
del rene e potenziare i meccanismi naturali di controllo
dell’infiammazione e del dolore.
Infine, associata a sostanze
anti-ossidanti (es. silimarina), aiuta a proteggere i reni dallo
stress ossidativo che aggrava il decorso della malattia renale
cronica.
Se abbiamo la sfortuna di avere il
nostro gatto con problemi renali, non perdiamo le speranze.
Oggi abbiamo a disposizione metodi che,
se utilizzati in maniera tempestiva, ci aiutano a rinforzare la
funzionalità dei reni e ridurne il rischio di malfunzionamento. A
tutto vantaggio di una vita più lunga e migliore, a dispetto della
malattia.