Trekking con il proprio cane

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Trekking con il proprio cane

Il trekking è più che uno sport, è un’esperienza che ci avvicina alla nostra spiritualità, sopratutto se fatto insieme al nostro cane.

La fatica di arrivare alla meta, i paesaggi maestosi, la condivisione con l’unico essere capace di dirci tutto quello di cui abbiamo bisogno e di capirci senza bisogno di parole. Il trekking con il proprio cane è tutto questo!

Purtroppo, però, dobbiamo anche essere pragmatici. La montagna, oltre ad essere un ecosistema estremamente fragile che va tutelato, può anche essere piuttosto insidiosa per i quattro zampe.
Ma niente paura: siamo qui proprio per darvi qualche dritta su come comportarvi per affrontare un’escursione a sei zampe in sicurezza.

Valutazione della meta e del percorso

La prima regola da tenere in considerazione è quella di valutare con obiettività la propria preparazione, ma anche quella del cane. Gli infortuni sui terreni accidentati sono dietro l’angolo. La montagna può rivelarsi ingannevole perché il dislivello, il fondo irregolare e la possibilità di imbatterci in un sentiero interrotto per cause naturali, possono incidere molto sulla nostra percezione delle distanze da percorrere. Un incidente anche banale, come una semplice distorsione, potrebbe rendere necessario l’intervento dei soccorritori, ma anche solo la stanchezza estrema può rivelarsi un problema.

Per questo è fondamentale non sopravvalutarsi. Inoltre, bisogna informarsi molto bene, tramite le guide e i centri informazioni locali, sull’entità del percorso: altitudine, dislivello, eventuali tratti difficoltosi, presenza di zone d’ombra, corsi d’acqua dove poter far rinfrescare il cane. Molto spesso, le informazioni che raccogliamo sono strutturate a misura di essere umano e non di cane.

Valutazione del compagno peloso

Facciamocene una ragione: non tutti i cani sono adatti alla montagna, e la montagna non è per tutti i cani. Premesso che tutti i cani (questo sì, senza eccezioni) amano scorrazzare liberamente in natura, razza, taglia, età, indole e condizioni fisiche generali sono tutti fattori da tenere in considerazione quando si pianifica un’uscita.

I cani di piccola taglia, per ovvie ragioni, accuseranno la stanchezza molto prima di un Pastore maremmano, nonostante la scarsa altezza e la struttura orizzontale possano essere dei validi aiuti nell’andare in salita. Inoltre, i cuscinetti di un cane abituato a camminare sull’erba o al massimo sull’asfalto sono più delicati, e potrebbero facilmente danneggiarsi al contatto prolungato con ghiaia, roccia e pietrisco. Infine, per quanto i cani sappiano naturalmente camminare sullo sterrato ed abbiano in generale un buon senso dell’equilibrio, ricordiamoci che non sono stambecchi, né scimmie.

Quando siamo in compagnia del nostro Fido, no ad arrampicata libera, fuori pista rischiosi, ferrate e trincee, per la sua e la nostra sicurezza.

Trekking con il cane

Contatti e kit pronto soccorso

Sembrerà forse un eccesso di prudenza, ma non trascurate di salvare in rubrica il numero di un Medico Veterinario facilmente raggiungibile: nonostante tutte le cautele che si possono adottare, l’emergenza può sempre essere dietro l’angolo.
Per “piccole” emergenze è buona norma avere con sé nello zaino un piccolo kit di pronto soccorso che comprenda attrezzi indispensabili, quali pinzetta antizecche, acqua ossigenata, garza e una pomata protettiva e lenitiva per i cuscinetti irritati (facile da reperire nei pet shop, si applica preventivamente). Ricordiamo che le zecche presenti nei boschi di montagna tendono ad essere molto aggressive, quindi non dimenticate mai il vostro trattamento antiparassitario prima di affrontare l’escursione.

Gestione emergenze gravi

Purtroppo, però, bisogna considerare la possibilità di emergenze veterinarie più gravi, come il colpo di calore: non facciamoci ingannare, infatti, dal mito per cui in montagna la temperatura sia necessariamente più fresca, perché il sole in quota picchia forte sulle rocce e si possono raggiungere temperature elevate. In questi casi la prima gestione dell’emergenza sta a noi: se il cane è eccessivamente in affanno, dobbiamo provvedere a farlo riposare e raffreddarlo immediatamente con acqua fresca, ma se la situazione non migliora in pochi minuti è necessario il trasporto al più vicino ambulatorio veterinario.
Altra emergenza molto grave, in montagna, è sicuramente il morso di vipera. Imprescindibile l’intervento medico, in questo caso: nell’immediato, si deve immobilizzare per quanto possibile la parte colpita, liberandola da lacci, collari e pettorine, e cercare di trasportare il cane dal Veterinario più vicino senza farlo muovere, perché il veleno tende a diffondersi con il movimento.

Non cimentatevi in fasciature e lacci emostatici se non siete pratici, ed evitate di lavare la ferita con soluzioni alcoliche, perché l’alcool mischiato al siero potrebbe dare origine a composti molto pericolosi.

Prudenza e guinzaglio

In linea di massima, la regola da osservare per evitare un incidente con una vipera, è quella di tenere sempre il cane al guinzaglio o alla lunghina. Per quanto Fido possa essere abituato a muoversi in libertà ed essere ubbidiente ai vostri comandi, tenete pur sempre presente che gli spazi vasti dati dall’ambiente montano e l’istinto predatorio, che può scattare in un attimo quando si verifica un incontro con un animale selvatico, possono avere il sopravvento anche su un buon addestramento e su una relazione salda con il proprietario.

Per questo, nella maggior parte delle aree tutelate e dei parchi, è fatto obbligo di tenere il cane al guinzaglio. Questo, per evitare che possa interferire con la fauna locale, che nella maggior parte dei casi (sì, vipere incluse) è protetta.

Ragazza in montagna con il suo cane

Lasciamo la natura come l’abbiamo trovata!

Ricordiamoci, inoltre, che, anche se siamo in natura, non è affatto una buona cosa lasciare gli escrementi del cane a “concimare” il terreno. Il cane è un animale domestico da migliaia di anni, vive in un ambiente urbanizzato e mangia cibo diverso da quello che mangerebbe in natura.

Di conseguenza le sue colonie batteriche sono nettamente differenti da quelle dei selvatici e anche un piccolo “ricordino” potrebbe portare danni significativi all’ecosistema. Inoltre sono comunque antipatica da gestire per altri escursionisti che potrebbero finirci sopra, con la suola della scarpa o con la zampa del proprio cane.

Gli indispensabili

Al nostro elenco di cose indispensabili da portare non dobbiamo far mancare:

  • Ciotola d’acqua pieghevole. Venduta in tutti i negozi di articoli per animali anche in combinazione con comode borracce, per mantenere idratato l’animale senza farlo abbeverare da fonti sconosciute.
  • Snack salutari per mantenere le energie. Ottimi quelli a base di carne o frattaglie essiccate.
  • Impermeabile antivento. Ottimo se il nostro amico soffre gli sbalzi di temperatura oppure non è un grande fan della pioggia.
  • Zaino trasportino. Ideale per soggetti di piccola taglia che potrebbero stancarsi eccessivamente.

Non c’è altro da aggiungere… Lo zaino è pronto per la vostra vacanza in alta quota! Buona camminata e siate prudenti!

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