Cane e auto: problemi e soluzioni
Una delle abilità estremamente importante ma che a volte viene sottovalutata è che i cani si sentano a proprio agio a salire in macchina. Del resto, salire su un’auto è qualcosa che il proprietario medio presume che accadrà prima o poi nella vita del cane. Dopotutto, in quale altro modo potrebbero portare il cane alla clinica veterinaria? O a casa, in vacanza, da amici?
Non tutti i cani hanno problemi a salire in auto, dipende molto anche dal loro trascorso e provenienza. In certi casi si possono riscontrare delle difficoltà, ad esempio con cani adottati da randagi e che non sono mai stati in macchina, o altri che provengono da casi di maltrattamento e cattiva gestione, che soffrono di ansia e hanno molte paure.
Anche con cuccioli di allevamento si possono avere dei problemi nell’affrontare i viaggi in auto. Pertanto, vediamo come queste situazioni possono essere affrontare al meglio sia dai cani e dai proprietari.
L’elenco che andremo ad analizzare mostra strategie standard ma non è detto che saremo costretti ad applicarle tutte: se riusciremo a trovare l’origine del disagio, potremo costruire un piano di azione risolutivo mirato ef efficace.
1- Assicurarsi che il cane non abbia dolore e sia in salute
Salire su un’auto, soprattutto se più alta di una berlina, richiedi un impegno fisico e coordinamento tra parti del corpo e muscoli diversi, che devono lavorare insieme con precisione. Il dolore in una sola area può renderlo più difficile e causare evitamento.
Cerchiamo di essere davvero chiari: il dolore può essere subdolo e non “mostrarsi” esplicitamente.
I nostri animali domestici sono davvero bravi a nasconderlo. Quando vediamo segni evidenti, come zoppicare o piagnucolare, è probabile che il problema persista da un po’. Infatti, studiosi hanno scoperto che i primi campanelli d’allarme che indicano un malessere sono cambiamenti comportamentali come l’aumento della paura, il recupero prolungato da eventi stressanti e il ridotto interesse per le interazioni sociali. Questi compaiono prima di evidenti segni fisici, come cambiamenti nell’andatura e zoppia.
L’esplorazione del dolore come fattore che contribuisce viene comunemente trascurata. In una ricerca americana si rileva che “il 40% dei cani di età inferiore ai 4 anni presenta segni di artrite nelle radiografie e circa la metà di questi cani mostra sintomi di dolore associati all’artrite”.
Altri problemi legati al dolore possono indurre il cane a evitare le auto ma, sicuramente, come prima causa da non sottovalutare è proprio l’artrite.
Se sospettiamo che il nostro amato Fido posso soffrire di artrite dovremo sicuramente confrontarci con il Medico Veterinario, che potrà valutare l’animale ed effettuare una diagnosi. Potrebbe anche decidere di provare una terapia farmacologia o effettuare esami diagnostici come i “raggi x”.
2- Mal d’auto
Chiunque soffra di chinetosi (mal d’auto) può dirti che è un potente avversivo. Come i dolori articolari, non è qualcosa da escludere e anche questo malessere non sempre assomiglia a vomito o sbavatura eccessiva. A volte sembra semplicemente come se il cane non avesse voglia di stare in macchina. Come i bambini umani, i cuccioli e i cani giovani hanno maggiori probabilità di soffrire di mal d’auto a causa dell’orecchio interno non sviluppato.
Tuttavia, è riscontrato che se un cane ha avuto la chinetosi da cucciolo, spesso sviluppa ansia durante i viaggi in macchina. Una soluzione semplice della chinetosi può essere una sperimentazione di farmaci antinausea. In soggetti adulti questa soluzione risulta efficace mentre altri necessitano di una combinazione di farmaci antinausea e modificazione del comportamento. Il malessere infatti in questo caso è psico-fisico: il cane ha imparato che “macchina = nausea”, indipendentemente dal fatto che senta o meno il malessere.

3- Rendere l’accesso all’auto facile
Ci sono situazioni in cui la meccanica del corpo e l’abilità fisica sono in realtà il vero problema. Anche il metodo di ingresso o lo spazio stesso possono contribuire alla riluttanza di un animale domestico a entrare in un veicolo (ad esempio, i cani piccoli che non amano essere presi in braccio).
Si possono usare scalette o rampe. Le prime sono spesso più pratiche e preferite dai nostri quattrozampe (una rampa può essere più semplice delle scale se è coinvolto il dolore) ma dipende anche dalla configurazione e dallo spazio che abbiamo a disposizione sia in auto che fuori dalla nostra abitazione.
Può essere difficile insegnare a un cane come utilizzare un nuovo equipaggiamento. Anche se possono salire e scendere le scale di casa, salire in macchina è una novità. Dovremo, quindi, insegnarlo in casa, e poi appoggiato all’auto.
4- Sperimentare il posto migliore all’interno dell’auto
Nel caso in cui non si potessero utilizzare ne’ scale ne’ rampe, potremmo provare a utilizzare semplicemente il sedile posteriore, invece del bagagliaio. Per molti cani questo può risolvere il problema di fisica e meccanica del corpo. Il sedile posteriore, infatti, lascia loro lo spazio per atterrare e poi spostarsi in avanti per girarsi. A volte il sedile posteriore non è un’opzione praticabile per l’uso quotidiano (di solito perché ci sono seduti i bambini).
Con il sedile posteriore abbassato, il cane ha abbastanza spazio di manovra per entrare nel bagagliaio, quindi potremmo farlo passare passare dal posto passeggero posteriore, abbassare lo schienale, invitare il cane a spostarsi verso il bagagliaio e, a quel punto, rialzare i sedili per gli umani.
Anche aprire tutte le porte dell’auto può facilitare l’entrata del cane poiché passa più luce e aria e l’ambiente risultato meno angusto.
5- Ridurre le superfici scivolose
I sedili in pelle possono essere scivolosi e, quindi, rendere poco piacevole agli occhi dei cani l’ingresso e il senso di sicurezza in auto.
La soluzione preferita per questo è un coprisedile per auto: darà più confort al cane e proteggerà anche la pelle della seduta e la manterrà pulita. Le coperte possono funzionare in caso di necessità, ma poiché è probabile che scivolino, è bene assicurarsi di infilarle saldamente nel sedile prima di provare.
6- Identificare cosa scatena la reazione avversa del cane
Non è sempre facile capire quale sia il trigger (fattore motivante) che scateni l’ansia del cane ma i più comuni sono: auto in movimento (con il cane che sta bene se l’auto è ferma); auto che si muove a una velocità specifica, rumore del motore che si avvia; tergicristalli accesi; svolta e indicatori di direzione che segnalano che sta per verificarsi una svolta; riscaldamento o condizionatore accesi; veicoli che passano davanti al finestrino; entrata o uscita dall’auto (di solito dovuto al dolore o ad una storia di dolore); esseri umani si allacciano le cinture di sicurezza; suono dell’avviso per la cintura di sicurezza non allacciata; avviso quando le chiavi sono ancora nell’accensione.
E ancora: confinamento; segnale acustico durante la retromarcia; motociclette; motori su di giri; velocità elevata; dossi; veicoli di emergenza e sirene; cani ed esseri umani all’esterno del veicolo, etc.
Alcuni fattori sono visivi (ad esempio, cose che passano davanti alla finestrino), mentre altri sono uditivi (ad esempio, l’avviamento del motore) e molti fattori probabilmente coinvolgono più sensi (ad esempio, il riscaldamento o il condizionatore d’aria accesi).
Per modificare il comportamento indesiderato dovremo. Individuare il trigger:
- Limitare le cose spaventose, nel limite del possibile (gestione).
- Abbinare cose che generano paura con cose gradite in modo da creare un’associazione positiva (ovvero il controcondizionamento).
Tutto è subordinano alla capacità di apprendere del cane, necessaria per affrontare situazioni inevitabili.

7- Utilizzare la gestione per limitare le parti spaventose (quando possibile)
Questo può essere complicato per i viaggi in macchina a seconda del trigger. Ad esempio, se il problema è che i tergicristalli sono accesi, potremmo provare a non portare mai il nostro cane in macchina quando piove, ma siamo realisti non sempre è possibile! Le due strategie di gestione più comuni sono limitare l’accesso visivo e aumentare la quantità di luoghi divertenti in cui andiamo con il cane. Limitare l’accesso visivo può essere semplice come utilizzare un trasportino (se il cane è già abituato) e coprirlo con una coperta. Per altri che non sanno stare in trasportino, potremmo scegliere di insegnare loro a tollerare di indossare un berretto calmante.
La seconda strategia, ovvero cercare più luoghi “felici”, in genere funziona meglio come strategia di prevenzione o per i cani con ansia molto lieve. Per molti soggetti, l’unica volta che salgono in macchina è per andare dal Veterinario per essere punzecchiati. Se “macchina = veterinario” e “veterinario = evento spaventoso”, allora alla fine “macchina = evento spaventoso”. Ma se 9 volte su 10 “macchina = divertimento”, allora sarà più facile vivere l’esperienza a quattroruote (…con o senza tergicristalli accesi!).
8- Usare l’addestramento per cambiare il modo in cui il cane si sente
Quando le cose spaventose prevedono costantemente cose fantastiche (ad esempio il “rumore dell’auto che si accende = pollo”), allora diventano meno spaventose.
Ripetute più volte possiamo cambiare l’associazione che fa il cane con un rumore o un qualcosa di visivo. In teoria sembra relativamente facile, ma in pratica richiede parecchie abilità, tempo e costanza.
Di solito ci sono grandi errori: sbagliare il tempismo del trattamento e rendere il cibo spaventoso usandolo in modo coercitivo (usando la pressione per costringere un individuo a fare qualcosa) e andare troppo velocemente.
Proprio come è consigliato di collaborare con il Veterinario per stabilire una strategia di gestione del dolore sicura ed efficace, è consigliato anche di collaborare con un consulente comportamentale per stabilire una strategia di modifica del comportamento sicura ed efficace.















