Il cane poliziotto va in pensione

Il Poliziotto va in pensione

A cura di ANGELICA D'AGLIANO

Siamo abituati a vederli come sinceri
amici e compagni, allegri coinquilini nelle nostre case.
Ma non tutti i cani in Italia fanno
vita da salotto: nelle forze armate o all'interno di associazioni di
volontariato, sono molti i quadrupedi che regolarmente vengono
impiegati nei lavori più vari. E, dopo anni di assiduo servizio,
arriva anche per loro il momento della pensione.

Per assicurare una vecchiaia felice ai
cani poliziotto, c'è chi ha avanzato l'ipotesi dell'adozione presso
ambienti familiari, o comunque “tranquilli”. L'idea è promossa,
tra l'altro dalla Polizia di Stato ed è rivolta a qualsiasi privato
cittadino o ente che desideri accogliere cani equilibrati e altamente
addestrati. Chiaramente, per la natura stessa di questi animali, agli
aspiranti “genitori adottivi” è richiesta una certa esperienza
nel mondo della cinofilia, e in modo particolare per quanto riguarda
i cani da guardia e da difesa. Una gran quantità di unità cinofile
di Ps è infatti impiegata in questi ambiti. I cani poliziotto, durante la loro vita
lavorativa vivono anni e anni in stretta simbiosi col loro
conduttore. Nel gergo tecnico degli addestratori il conduttore è
colui che prepara il cane allo svolgimento di determinati esercizi,
compiti o lavori particolari. Per arrivare ai sorprendenti risultati
che si possono leggere quasi ogni giorno sui giornali è necessario
un lavoro assiduo e meticoloso. Le brillanti operazioni svolte dalle
forze dell'ordine contro le attività di spaccio, la ricerca di
esplosivi, il rinvenimento di persone disperse, i servizi di tutela
dell'ordine pubblico sono solo alcuni dei frutti di questo lavoro
altamente specializzato. A svolgere tali compiti sono impiegate
le cosiddette “unità cinofile”, ossia l'accoppiata vincente
formata dal cane e dal proprio conduttore. Per poter lavorare con un commissario
Rex in carne e ossa è necessaria un'accurata preparazione. Gli operatori di Ps devono
preventivamente frequentare un corso di formazione professionale
sull'impiego del cane nelle attività di polizia, o un corso di
specializzazione nei servizi antidroga ed antiesplosivo.

 

A Pechino durante le olimpiadi oltre
200 cani poliziotto hanno provveduto a garantire la sicurezza dei
giochi. Sono stati scelti dalle forze dell'ordine nelle più
disparate province cinesi e hanno subito un addestramento severo e
meticoloso dando un grosso contributo al buon funzionamento delle
olimpiadi. Sono i 204 cani-agenti che con la loro opera si sono
guadagnati l'appellativo di “sinceri amici dell'umanità”. Delle
vere… medaglie d'oro per la sicurezza!

Chi trova un amico…

Per chi fosse interessato a portarsi a
casa un “commissario rex” in carne, ossa e pelliccia, il sito
della Polizia di Stato mette a disposizione un archivio contenente
tutti i moduli necessari allo scopo. La procedura è piuttosto
semplice.

Una volta che abbiamo fatto la nostra
scelta non ci resta che compilare un modulo (sul sito lo trovate
disponibile col nome “domanda di adozione B1”) che dovrà essere
spedito tramite raccomandata al Centro di Coordinamento dei Servizi
cinofili. Sarà poi nell'ambito del Centro stesso che verranno fatte
le valutazioni necessarie per stabilire le assegnazioni. Le domande accolte vengono inoltre
sottoposte a un'ulteriore scrematura.

Gli aspiranti padroni, infatti, sono
obbligati a sostenere un colloquio “di verifica della compatibilità
caratteriale con il cane e della capacità necessaria alla gestione
dell'animale”: non tutti infatti sono adatti a portarsi a casa un
autentico cane poliziotto!

 

Un amore lungo una vita

Il conduttore e il proprio compagno a
quattro zampe instaurano nel corso degli anni un rapporto di
sorprendente affetto e di incredibile affinità. Ogni giorno affrontano insieme sessioni
di addestramento avanzato. Instaurano un rapporto di cooperazione
basato sulla fiducia e sulla stima reciproca. Quando sono in servizio
affrontano insieme situazioni di pericolo, imparando a fare
affidamento senza riserve l'uno nell'altro. In moltissimi casi i due
fanno “coppia fissa” per lunghi anni nei più disparati scenari
lavorativi.

Spesso quindi, al momento di entrare in
pensione, il cane viene accolto come fedele amico fra le mura
domestiche del proprio partner umano.

Non sempre però gli agenti cinofili
hanno la possibilità di ospitare i loro colleghi a riposo. A quel
punto entrano quindi in scena i privati cittadini.