L’acquario di Mangrovie

Gli ambienti d’estuario sono una vera e propria sfida per qualsiasi acquariofilo poiché in natura sono soggetti a cambiamenti fisico-chimici dell’acqua dovuti alle maree, ma anche alle stagioni e alle condizioni meteorologiche.

a cura Dott. ALESSIO ARBUATTI

Un ambiente difficile

Le foreste di mangrovie sono presenti in tutte le zone d’estuario tropicali e subtropicali, partendo dall’America, passando per l’Africa e raggiungendo infine il sud est asiatico. Ricreare in casa un biotopo del genere non è facile, poiché le condizioni naturali sono spesso variabili e incostanti, e le specie vegetali e animali che le popolano non sono sempre facilmente adattabili o acquistabili sul mercato hobbistico.

Prime foglie 

Innanzitutto verrà utilizzata una vasca aperta, per permettere la corretta crescita emersa delle mangrovie. Queste ultime vanno fatte germogliare utilizzando un’illuminazione con lampade fitostimolanti per 8-12 ore al giorno e mantenendole in acqua senza coprire la sommità del seme (temperatura: 25-28 gradi). In poche settimane si svilupperanno le prime foglie.

Filtro naturale


Una volta sufficientemente cresciute le mangrovie possono essere spostate e piantate in acquario su un substrato sabbioso o su roccia porosa opportunamente perforata in maniera da permettere un fissaggio maggiore delle radici. Oltre a creare spazi, queste piante hanno un’elevata capacita di assorbire nitrati e fungono un po’ come un filtro naturale che si affianca a quello meccanico-chimico-biologico dell’impianto.

Andamento lento

Nella parte subacquea l’ambiente può essere ulteriormente arricchito con legni sommersi e poche piante; tra quelle resistenti in ambienti salmastri si ricorda la “Felce di Giava” Microsorum pteropus, comunemente disponibile nei negozi, che potrà essere facilmente legata ai legni con del filo in nylon.
Generalmente la corrente d’estuario è abbastanza lenta, di conseguenza adegueremo la capacità della pompa di ricircolo e cercheremo di ottenere una densità di circa 1009-1011 mediante l’aggiunta di Sali per acquario (senza però raggiungere i valori d’acqua di mare, 1025 circa).

Le mangrovie non sono sempre facilmente
reperibili, ma i semi si possono trovare ed acquistare principalmente
in rete.
 

Super… fish

Le specie ittiche d’estuario sono tra le più interessanti poiché si tratta di pesci adattati ad ambienti che cambiano repentinamente. I più conosciuti per l’acquario salmastro sono: Toxotes jaculatrix, il ben noto “Pesce Arciere”, capace di compiere balzi fuori dall’acqua o di cacciare piccoli insetti spruzzandoli con getti d’acqua emessi dalla bocca.

Tali pesci raggiungono dimensioni ragguardevoli di 30 cm; inoltre vivono in branchi (tale aspetto andrebbe ricreato anche in cattività).

Gialli e neri

Brachygobius xanthozonus, noto nei negozi come “Pesce Ape”, caratterizzato da bande verticali gialle e nere, è un piccolo Gobide che raggiunge i 3 cm, ma che richiede, date le dimensioni,  vasche monospecifiche ed alimentazione varia ricca di cibo vivo o surgelato.

All’asciutto

Le specie Periophthalmus, passano la maggior parte del tempo fuori dall’acqua. Per tale motivo necessitano di vasche dotate di una parte emersa; inoltre vanno mantenuti ad una corretta umidità. Sono comunque di difficile reperibilità ed il loro acquisto ed allevamento è riservato ai veri  appassionati.

L’acquario d’acqua salmastra offre
degli interessantissimi spunti ma si presenta di più difficile
gestione rispetto ai comuni acquari d’acqua dolce o marini.

Una specie facilmente trovabile in commercio che vive in branchi e non mostra aggressività è il Parambassis ranga, o “Pesce di vetro”.

Spesso nei negozi questi animali si presentano con colori fosforescenti che possono andare dal giallo, al fucsia, al verde fino all’arancione. In questi casi l’acquisto è sconsigliabile poiché tali colori sono stati iniettati artificialmente negli allevamenti asiatici di provenienza.

Pesce pall(in)a

Come ultima specie, va citata Tetraodon biocellatus, un piccolo “Pesce Palla”, purtroppo venduto come pesce d’acqua dolce, che è invece una specie d’acqua salmastra asiatica che necessita di almeno 100 litri per soggetto nonostante le piccole dimensioni (5-6 cm massimo). Si tratta di un animale estremamente attivo che necessita di una vasca ben arredata capace di soddisfare la sua naturale esigenza di nuoto. 

© Riproduzione riservata