I pesci mandarino: caratteristiche e particolarità

Con la denominazione di Pesci mandarino vengono identificati diversi esemplari.

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI– Medico Veterinaio

Ecco quale pesce mandarino è tra i più conosciuti

Abbiamo due specie apprezzate per la loro bellezza e per molte altre
innumerevoli doti, stiamo parlando dei pesci Pterosynchiropus
splendidus e Synchiropus ocellatus. Cerchiamo di conoscerli meglio.

Pterosynchiropus splendidus appartiene alla famiglia dei Callionimidi. Diffuso nel Pacifico occidentale tropicale, a partire dalle coste di Giava fino al sud del Giappone e alla grande barriera australiana, popola i fondali rocciosi e corallini fino a circa venti metri di profondità e può raggiungere una taglia massima di 10 centimetri.


Questo meraviglioso pesce rappresenta uno degli ospiti più appariscenti e colorati dell’acquario marino: per questi motivi attrae particolarmente gli acquariofili, pur trattandosi di un esemplare costoso e difficile da allevare.

Pesci mandarino: ospiti leggiadri

Pterosynchiropus splendidus si ritrova con facilità come ospite degli acquari di barriera, estremamente ricchi di coralli e di altri invertebrati vivi. In questo habitat è in grado di trovare molte piccole prede tra le pietre vive con cui integrare la sua dieta, senza dover temere la concorrenza di altri pesci più voraci e veloci.

Nella sua vasca ideale, tra rocce e coralli, questo pesce mandarino si sposta con leggiadria, soprattutto grazie alle sue pinne pettorali ampie e “svolazzanti”.

I pesci mandarino costituiscono coppie stabili

I sessi si riconoscono abbastanza bene, poiché nel maschio il primo raggio della pinna dorsale anteriore è molto più evidente e sviluppato rispetto alla femmina e viene eretto a scopo intimidatorio nelle contese del territorio con altri maschi.

Pterosynchiropus splendidus popola i fondali rocciosi e corallini fino a circa venti metri di profondità. Può raggiungere una taglia massima di 10 centimetri.

Alimentazione: tutto ciò che c’è da sapere

L’alimentazione in cattività è difficoltosa perché questo splendido pesce spesso rifiuta i mangimi secchi. Per questo motivo occorre somministrare cibo vivo o surgelato di taglia adeguata alla sua bocca (decisamente piccola!).

Ottimi sono artemie, copepodi, dafnie, uova di pesce, aragosta e chironomi.

L’alimentazione in cattività di Pterosynchiropus splendidus è difficoltosa perché questo splendido pesce spesso rifiuta i mangimi secchi.Per questo motivo meglio nutrirlo con cibo vivo o surgelato di taglia adeguata alla sua (piccola!) bocca.

Synchiropus ocellatus: pesce mandarino piccolo ma irresistibile

Anche Synchiropus ocellatus è un pesce mandarino che appartiene alla famiglia dei Callionimidi. È diffuso nell’Indo-Pacifico, dalle coste del Vietnam fino alle isole Marshall ed alla Grande Barriera australiana.

Popola i fondali sabbiosi e rocciosi arrivando fino ai 30 metri di profondità, per una taglia massima di 7 centimetri. Pur essendo decisamente meno colorato della specie affine P. splendidus, Synchiropus ocellatus è diffuso ed apprezzato tra gli acquariofili, sia per il suo costo più contenuto sia per le sue innumerevoli doti.

Prima di tutto per la sua taglia più piccola, per la sua vivacità, per l’indole pacifica e per il suo comportamento socievole, che permette di allevarlo in piccoli gruppi.

S. ocellatus è un ospite ideale degli acquari di barriera dedicati agli invertebrati perché si nutre delle planarie marine, impedendone la proliferazione (lotta biologica).

Una presenza preziosa

S. ocellatus è un ospite ideale degli acquari di barriera dedicati agli invertebrati. In questo habitat risulta molto utile la sua presenza per l’ecosistema acquario, dato che si nutre delle planarie marine, impedendone la proliferazione (lotta biologica).

È possibile ospitarlo anche in vasche non eccessivamente grandi, di circa 80-100 litri, purché risultino ben avviate e ricche di pietre vive ed alghe sia ornamentali sia spontanee.

I pesci mandarini adulti vivono meglio in coppia

I maschi di solito hanno dimensioni maggiori e la pinna dorsale anteriore più ampia e dotata di “ocelli”, che conferiscono il nome alla specie.

Polpa di cozza

Anche in questo caso l’alimentazione in cattività può presentare dei problemi perché S. ocellatus ha bisogno di cibo vivo o surgelato che sia di adeguate dimensioni per la sua bocca, davvero piccola.

Sono adatte artemie, copepodi, dafnie, chironomi, uova di pesce e di aragosta. Accetta di buon grado anche polpa di cozza o mangime liofilizzato.

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