Acquario: il FILTRO

La funzione del filtro è quella di pulire l’acqua dai residui di cibo, dagli escrementi e dagli altri prodotti nocivi che vi si accumulano.

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario

Importanza del filtro per pulire l’acquario

Infatti i pesci come tutti gli altri esseri viventi, respirano, si alimentano e producono rifiuti, che devono essere eliminati o trasformati affinché possano essere assimilati dalle piante.

Un cattivo funzionamento del filtro si ripercuote in maniera estremamente negativa sulla salute e sul benessere dei pesci che sono ospitati nella nostra vasca. A volte un acquario può sembrare pulito e tuttavia nascondere alte concentrazioni di sostanze come ammoniaca o nitriti, che devono essere necessariamente eliminati, facendo passare l’acqua attraverso uno o più materiali filtranti.

Le tipologie di filtro


In acquariofilia si distinguono tre tipi di filtraggio: meccanico, chimico e biologico. Comunque di solito i sistemi usati per gli acquari sono una combinazione di almeno due di questi, quindi sarebbe più corretto parlare di filtro ad azione “prevalentemente” meccanica, biologica o chimica.

MECCANICO

Il filtraggio meccanico consiste essenzialmente nel “setacciare” l’acqua, attraverso del materiale idoneo per trattenere le impurità più grossolane. Questo è rappresentato essenzialmente da lana e resine sintetiche. La manutenzione ideale, affinché questo tipo di filtro possa esplicare al meglio le sue funzioni, è settimanale, soprattutto per prevenire eventuali intasamenti. Con la pulizia vengono anche rimosse le particelle solide sospese nell’acqua.

CHIMICO

Il filtraggio chimico agisce direttamente, modificandola, sulla composizione chimica dell’acqua filtrata. Di solito sfrutta materiali ad azione adsorbente, in grado cioè di estrarre da essa sostanze indesiderate, sia in modo mirato e selettivo (resine specifiche per la rimozione di fosfati, silicati, ecc.), sia in modo generico ed indiscriminato (come fa il carbone attivo).

Quest’ultimo risulta particolarmente utile per la purificazione dell’acqua per esempio in seguito a trattamenti farmacologici effettuati sui pesci per la cura di alcune malattie.

BIOLOGICO

Il filtraggio biologico sfrutta invece l’azione di particolari batteri, che sono in grado di decomporre e trasformare i prodotti di rifiuto in sostanze più semplici e meno tossiche. Tale processo richiede la presenza di ossigeno nell’ambiente, per questo i batteri in questione sono detti “aerobici”.

Perché la filtrazione biologica sia efficace, una volta allestita la nostra vasca con tutti gli accessori, è necessario attendere qualche giorno, prima di introdurre piante e pesci, per dare il tempo ai batteri di insediarsi in numero considerevole nell’apposito materiale del filtro e di moltiplicarsi.

Per facilitare questo insediamento esistono in commercio dei prodotti che contengono batteri “già pronti” che, una volta introdotti in vasca, iniziano in tempi brevi la loro funzione.

I materiali ideali per il filtraggio biologico, sono stati studiati per offrire una superficie più ampia possibile per l’insediamento di queste colonie batteriche (soprattutto Nitrobacter e Nitrosomonas) e, una volta posizionati all’interno del filtro, non dovranno essere più rimossi. Per questo durante la regolare pulizia delle diverse parti del filtro bisogna prestare attenzione a non lavarli via!

I materiali in cui si possono insediare meglio questi preziosissimi batteri, sono gli elementi ceramici detti comunemente “cannolicchi”, oppure la roccia lavica, le biglie o ricci di plastica, la spugna sintetica, l’argilla espansa e altri.

A differenza dei materiali meccanici e chimici che nascono proprio per quello scopo, un materiale biologico non esiste come modello a se stante, cioè una volta messo nella vasca, non ci permette di ottenere subito un filtraggio biologico propriamente detto.

In realtà è il modo di utilizzarlo che lo rende tale. Infatti tutti i materiali possono diventare biologici, basta che siano inerti, cioè privi di reazioni chimico/fisiche dannose al processo biologico, che vengano usati in maniera idonea e che contengano batteri nelle giuste quantità.

Infatti i pesci come tutti gli
altri esseri viventi, respirano, si alimentano e producono rifiuti,
che devono essere eliminati o trasformati affinché possano essere
assimilati dalle piante. Un cattivo funzionamento del filtro si
ripercuote in maniera estremamente negativa sulla salute e sul
benessere dei pesci che sono ospitati nella nostra vasca. A volte un
acquario può sembrare pulito e tuttavia nascondere alte
concentrazioni di sostanze come ammoniaca o nitriti, che devono
essere necessariamente eliminati, facendo passare l’acqua
attraverso uno o più materiali filtranti.

Le tipologie di filtro

In acquariofilia si distinguono tre
tipi di filtraggio: meccanico, chimico e biologico. Comunque di
solito i sistemi usati per gli acquari sono una combinazione di
almeno due di questi, quindi sarebbe più corretto parlare di filtro
ad azione “prevalentemente” meccanica, biologica o chimica.

MECCANICO

Il filtraggio meccanico consiste
essenzialmente nel “setacciare” l’acqua, attraverso del
materiale idoneo per trattenere le impurità più grossolane. Questo
è rappresentato essenzialmente da lana e resine sintetiche. La
manutenzione ideale, affinché questo tipo di filtro possa esplicare
al meglio le sue funzioni, è settimanale, soprattutto per prevenire
eventuali intasamenti. Con la pulizia vengono anche rimosse le
particelle solide sospese nell’acqua.

CHIMICO

Il filtraggio chimico agisce
direttamente, modificandola, sulla composizione chimica dell’acqua
filtrata.

Di solito sfrutta materiali ad azione
adsorbente, in grado cioè di estrarre da essa sostanze indesiderate,
sia in modo mirato e selettivo (resine specifiche per la rimozione di
fosfati, silicati, ecc.), sia in modo generico ed indiscriminato
(come fa il carbone attivo).

Quest’ultimo risulta particolarmente
utile per la purificazione dell’acqua per esempio in seguito a
trattamenti farmacologici effettuati sui pesci per la cura di alcune
malattie.

BIOLOGICO

Il filtraggio biologico sfrutta invece
l’azione di particolari batteri, che sono in grado di decomporre e
trasformare i prodotti di rifiuto in sostanze più semplici e meno
tossiche. Tale processo richiede la presenza di ossigeno
nell’ambiente, per questo i batteri in questione sono detti
“aerobici”. Perché la filtrazione biologica sia efficace, una
volta allestita la nostra vasca con tutti gli accessori, è
necessario attendere qualche giorno, prima di introdurre piante e
pesci, per dare il tempo ai batteri di insediarsi in numero
considerevole nell’apposito materiale del filtro e di
moltiplicarsi.

Per facilitare questo insediamento
esistono in commercio dei prodotti che contengono batteri “già
pronti” che, una volta introdotti in vasca, iniziano in tempi
brevi la loro funzione. I materiali ideali per il filtraggio
biologico, sono stati studiati per offrire una superficie più ampia
possibile per l’insediamento di queste colonie batteriche
(soprattutto Nitrobacter e Nitrosomonas) e, una volta posizionati
all’interno del filtro, non dovranno essere più rimossi.

Per questo durante la regolare pulizia
delle diverse parti del filtro bisogna prestare attenzione a non
lavarli via!

I materiali in cui si possono insediare
meglio questi preziosissimi batteri, sono gli elementi ceramici detti
comunemente “cannolicchi”, oppure la roccia lavica, le biglie o
ricci di plastica, la spugna sintetica, l’argilla espansa e altri.
A differenza dei materiali meccanici e chimici che nascono proprio
per quello scopo, un materiale biologico non esiste come modello a se
stante, cioè una volta messo nella vasca, non ci permette di
ottenere subito un filtraggio biologico propriamente detto.

In realtà è il modo di utilizzarlo
che lo rende tale. Infatti tutti i materiali possono diventare
biologici, basta che siano inerti, cioè privi di reazioni
chimico/fisiche dannose al processo biologico, che vengano usati in
maniera idonea e che contengano batteri nelle giuste quantità.

Filtro Interno o Esterno?

FILTRO INTERNO

Il filtro interno è, come dice la
parola stessa, ricavato all’interno della nostra vasca ed occupa,
per forza di cose, un determinato spazio. Di solito la maggior parte
degli acquari che si trovano in commercio, sono dotati di questo tipo
di filtro, più o meno potente. Lo spazio adibito a questo tipo di
accessorio indispensabile, dovrebbe essere diviso in almeno tre
scompartimenti, nei quali l’acqua viene fatta passare attraverso i
vari materiali filtranti. Il ritorno dell’acqua stessa all’interno
della vasca, si ottiene attraverso una pompa ad immersione. L’acqua
passa nei diversi scomparti, dall’alto verso il basso in uno e dal
basso verso l’alto nel successivo, ossia in maniera alternata. Il
primo comparto può essere utilizzato come filtro meccanico, per
eliminare le impurità più grossolane e andrà pulito almeno una
volta a settimana. Il secondo costituisce la parte biologica, mentre
l’ultimo potrà essere utilizzato come filtro biologico o
all’occorrenza chimico.

FILTRO ESTERNO

Esistono diversi tipi di filtri
esterni, ma il modello principale è rappresentato da un cilindro in
plastica, che all’apice presenta una pompa. E’ abbastanza
semplice da utilizzare, infatti basta riempirlo con i diversi
materiali filtranti, chiuderlo, riempirlo d’acqua, eliminare
l’eccesso di quest’ultima attraverso i tubi ed infine collegarlo
ad una presa di corrente. Tali filtri possiedono una forte capacità
di aspirazione. Possono essere considerati a prevalente azione
meccanica, in quanto al loro interno, essendo ermeticamente chiusi,
circola ben poco ossigeno e quindi non si crea di certo l’ambiente
ottimale per l’insediamento e la moltiplicazione dei preziosi
batteri.

Filtro Interno o Esterno?

FILTRO INTERNO

Il filtro interno è, come dice la parola stessa, ricavato all’interno della nostra vasca ed occupa, per forza di cose, un determinato spazio. Di solito la maggior parte degli acquari che si trovano in commercio, sono dotati di questo tipo di filtro, più o meno potente.

Lo spazio adibito a questo tipo di accessorio indispensabile, dovrebbe essere diviso in almeno tre scompartimenti, nei quali l’acqua viene fatta passare attraverso i vari materiali filtranti. Il ritorno dell’acqua stessa all’interno della vasca, si ottiene attraverso una pompa ad immersione.

L’acqua passa nei diversi scomparti, dall’alto verso il basso in uno e dal basso verso l’alto nel successivo, ossia in maniera alternata. Il primo comparto può essere utilizzato come filtro meccanico, per eliminare le impurità più grossolane e andrà pulito almeno una volta a settimana. Il secondo costituisce la parte biologica, mentre l’ultimo potrà essere utilizzato come filtro biologico o all’occorrenza chimico.

FILTRO ESTERNO

Esistono diversi tipi di filtri esterni, ma il modello principale è rappresentato da un cilindro in plastica, che all’apice presenta una pompa. E’ abbastanza semplice da utilizzare, infatti basta riempirlo con i diversi materiali filtranti, chiuderlo, riempirlo d’acqua, eliminare l’eccesso di quest’ultima attraverso i tubi ed infine collegarlo ad una presa di corrente. Tali filtri possiedono una forte capacità di aspirazione. Possono essere considerati a prevalente azione meccanica, in quanto al loro interno, essendo ermeticamente chiusi, circola ben poco ossigeno e quindi non si crea di certo l’ambiente ottimale per l’insediamento e la moltiplicazione dei preziosi batteri.

Cosa succede in natura?

Come già detto, lo scopo del filtro è quello di mantenere l’equilibrio “ecologico” all’interno dell’acquario. In natura questa funzione viene svolta da particolari microrganismi chiamati “decompositori”, che trasformano le sostanze organiche di scarto, in sostanze inorganiche semplici.

Questo sistema, negli habitat naturali, al contrario di quello che avviene nel nostro acquario, è perfettamente bilanciato, poiché la densità della popolazione dei pesci è più bassa.

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