Bumblefoot: pododermatite del canarino

Ecco come comportarsi se il canarino ha le zampe malate e come affrontare la pododermatite.

A cura del Dott. GINO CONZO – Medico Veterinario Specialista in Patologia Aviare

Cosa è la pododermatite?

Conosciuta soprattutto con il termine anglosassone “bumblefoot”, la pododermatite è un processo infiammatorio e degenerativo, complicato da infezioni batteriche, dei tessuti del piede di varie specie aviari. Il “bumblefoot” può interessare una od entrambe le zampe. La patologia è ben cono-sciuta negli uccelli rapaci tenuti in cattività, ma non è rara in altri volatili tra i qua-li figurano varie specie di uccelli da gabbia (Canarini, Diamanti di Gould, Pappa-galli) ed uccelli acquatici, in particolare cigni.

Bumblefoot: cosa determina la pododermatite?

Vari agenti microbici (Sta-phylococcus aureus, Esche-richia coli, Proteus spp.) possono determinare questa malattia, ma perché ciò ac-cada è necessario che vi sia-no dei fattori predisponenti che rendano le strutture cu-tanee meno resistenti all’at-tacco di detti microrga-nismi. Le carenze alimentari (in particolare di vitamina A, ma anche delle vitamine E ed H) alterano, ad esempio, la cute, rendendola spesso più sottile, ispessita o meno elastica, favorendo il verifi-carsi di piccole lesioni attra-verso le quali possono pe-netrare i germi.


Anche il peso eccessivo dell’animale è un fattore predisponente, in quanto il piede non è in grado di so-stenere un peso troppo gra-ve. In questo caso possono verificarsi traumi da com-pressione a livello della pianta del piede. Le razze di canarini come il Border ed il Norwich, piut-òtosto pesanti e statiche, so-no, non a caso, quelle più frequentemente soggette al “bumblefoot”.

Ferite, fratture o altre lesio-ni ad una zampa possono ugualmente predisporre a questa patologia, determi-nando un appoggio maggio-re sulla zampa “sana” che è costretta, quindi, a soppor-tare un peso troppo elevato. Altri fattori predisponenti sono la scarsa igiene del luogo ove sono alloggiati gli uccelli, le superfici d’ap-poggio inadatte od abrasive e, negli uccelli acquatici, la mancanza di un laghetto o di una vasca in cui i volatili possano
bagnarsi. La pianta del piede degli uccelli ac-quatici che non hanno
ac-cesso all’acqua risulta, in-fatti, piuttosto secca e facil-mente
subisce spaccature ed altre piccole lesioni at-traverso le quali
possono introdursi i microrganismi patogeni.

La diagnosi si basa sull’osservazione dei sintomi descritti, sull’esame radio-grafico (che può indicare le strutture osteoarticolari interessate) e sulle colture batteriche, importanti per-ché indicano i germi coin-volti e permettono, con l’e-secuzione dell’antibio-gramma, di utilizzare il far-maco più adatto.

I batteri chiamati in causa in questa patologia sono, generalmente, dotati di un’elevata antibiotico re-sistenza.

Ecco come trattare la pododermatite

Il trattamento conservativo consiste nella sommini-strazione di un antibiotico specifico per via sistemica e sull’applicazione locale di medicamenti dopo aver pulito la lesione plantare. Allo scopo è stato impiega-to con successo un gel cuta-neo a base di estratti fito-derivati di Aloe vera, Rusco e Melaleuca (tea tree oil), in associazione alla propoli
ed oli vegetali. L’azione siner-gica di queste componenti permette
di contrastare l’azione dei batteri ed allo stesso tempo svolge
un’at-tività rigenerante della cute lesionata.

Nei casi più gravi può esse-re consigliato l’intervento chirurgico che prevede la pulizia chirurgica della lesione con allontanamento di tutti i tessuti necrotici e successiva sutura della ferita. Consigliato, anche in questo caso, l’applicazione del medicamento locale.

Nei Rapaci e nei volatili di grossa taglia si procede all’applicazione di una particolare fasciatura che comprende anche l’utilizzo di un supporto plantare, forato al centro, in modo da sottrarre dal peso del corpo la parte interessata dal “bumblefoot”.

Ovviamente occorre cor-reggere gli eventuali errori di gestione degli animali che hanno causato la patologia, prestando mag-giore attenzione all’ali-mentazione degli uccelli, all’integrazione vitaminica ed all’ambiente in cui sono ospitati i volatili.

Bumblefoot: ecco come prevenirlo

Una buona prevenzione negli uccelli ornamentali è quella di dotare gabbie e voliere di posatoi in legno di calibro differente al fine di permettere al piede un appoggio più naturale evitando che il peso del-l’animale gravi si di un uni-co punto.

Si manifesta generalmente, a livello della superficie plantare, nella sua parte centrale, per poi diffondersi alle altre strutture del piede. Il cuscinetto plantare centrale risulta dapprima ispessito per poi apparire gonfio. All’aumentare del gonfiore (spesso caldo al tatto e dolente) si osserva un
assottigliamento della sua parte centrale che evolve presto in
un’ulcera dalla quale può fuoriuscire materiale purulento.

L’infiammazione può estendersi ai piani più profondi, fino a raggiungere i tendini, le articolazioni e le ossa.

Gli uccelli che ne sono affetti possono sottrarre il piede malato all’appoggio o presentare zoppia nei movimenti. Nel momento in cui anche l’infezione batterica raggiunge le strutture profonde, il processo si aggrava
poiché si può verificare l’erosione di ossa e tendini ed anchilosi (fusione dell’articolazione), processi patologici che rendono molto ardua la deambulazione degli animali colpiti.

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