Necrosi asettica, della testa del femore nel cane

Conosciuta anche con il nome di Legg-Perthes-Calvè, è una necrosi asettica di tipo non infiammatorio della testa e del collo del femore.

A cura del Dott. DIEGO MANCA Medico Veterinario

A causa di questa patologia, la parte sferica della testa progressivamente va incontro a deterioramento (appiattimento) con conseguente incongruenza articolare e instabilità. Ciò pone le basi per l’artrosi precoce.

Soggetti a rischio

Colpisce quasi esclusivamente cani di piccola taglia, con particolare predisposizione per i Terrier, i Barboncini ed i Maltesi. La comparsa della malattia è già riconducibile tra il quarto e il tredicesimo mese di età, senza alcuna predisposizione di sesso. È monolaterale in circa l’85% dei casi ma può anche presentarsi con l’interessamento di ambedue le articolazioni.

Le Cause della necrosi asettica del femore


L’eziologia della patologia è multifattoriale. Possono infatti concorrere al suo sviluppo fattori genetici ereditari, dietetici, biomeccanici. Si pensa, comunque, che l’ischemia derivi da un’insufficiente vascolarizzazione della testa del femore durante le prime fasi di crescita dei soggetti colpiti.

Segni clinici

Spesso il primo sintomo è rappresentato da una zoppia di lieve entità e dolore alla palpazione dell’articolazione coxofemorale, soprattutto con la rotazione interna. In una fase successiva, la zoppia progredisce e l’arto viene spesso sottratto al carico. I cani colpiti possono mostrare una certa riluttanza a correre o saltare, hanno difficoltà a salire o scendere le scale. In questo stadio è evidente anche un certo grado di atrofia muscolare.

Segni radiografici

I più comuni sono rappresentati da una minore densità radiologica di testa e collo del femore, con appiattimento della testa nel punto di contatto con la punta dorsale dell’acetabolo.

Trattamento

Ricorrendo alla tecnica chirurgica di resezione (ostectomia) della testa del femore si sono ottenuti risultati migliori ed un più rapido recupero intorno al 75%, rispetto alla terapia conservativa, che prevede esercizio controllato e somministrazione di analgesici.

Quest’ultima opzione spesso è da considerarsi palliativa poiché di solito la necrosi evolve in artrosi con perdita della funzionalità articolare.

Perché la terapia conservativa abbia un successo (intorno al 20% dei casi) è fondamentale intraprenderla precocemente, nei cani con zoppia leggera, con segni radiografici di lieve entità con testa femorale ancora rotonda e ben posizionata nell’acetabolo.

Durante questo periodo dovrebbero essere effettuate radiografie mensili per monitorare l’evoluzione della patologia.

© Riproduzione riservata