Gli antiparassitari per i nostri pet

Man mano che l’aria diventa più mite, le piogge meno frequenti, perché si avvicina l’estate, si parla in maniera più insistente dei parassiti esterni (o ectoparassiti) che colpiscono il cane ed il gatto.

Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario

I parassiti esterni che possono colpire il nostri beniamini sono: le pulci, le zecche e non mancano pidocchi di vario genere, acari, ec

Questo perché magari è più piacevole portare il nostro cane a fare delle lunghe passeggiate, oppure anche perché i gatti che ne hanno la possibilità, trascorrono molto più tempo all’aria aperta. E’ importante conoscerli, soprattutto pulci e zecche, che possono causare numerose problematiche e patologie ai nostri amici a quattro zampe ed a volte anche all’uomo.

Che cosa sono le pulci?

La pulce adulta è un insetto di colore brunastro, privo di ali, con il corpo appiattito lateralmente per facilitare i movimenti sull’animale. La testa è munita di strutture idonee a perforare la cute, per assumere il sangue dai capillari. Dal torace partono tre paia di arti, gli ultimi due particolarmente adatti al salto. Una volta che si trova sul suo ospite la femmina aumenta il suo volume man mano che compie il suo pasto. In questo modo il suo addome appare notevolmente disteso, rispetto a quello che succede nell’insetto maschio.

Cosa provocano le pulci?


Le patologie provocate dalle pulci sono varie. La principale è la cosiddetta Dermatite allergica da pulce (DAP), che causa un intenso prurito. Questo porta l’animale a procurarsi dei traumi a causa del grattamento continuo, con presenza di croste e dermatiti, spesso complicate da batteri. Le aree del corpo maggiormente interessate sono la regione lombo-sacrale, le regioni posteriori della coscia fino a raggiungere il tronco. Inoltre le pulci, soprattutto se presenti in numero considerevole sull’animale, proprio perché si nutrono di sangue, possono causare anemia. Quest’ultima può assumere anche una certa gravità nei cuccioli o nei soggetti fortemente infestati. Le pulci sono anche ospiti di numerose tenie, che rappresentano forse i più conosciuti parassiti interni. Il contagio dell’animale avviene tramite l’ingestione della pulce durante il leccamento e le normali attività di pulizia.

Che cosa sono le zecche?

Le zecche appartengono alla classe degli “Aracnidi”, hanno il corpo suddiviso in due porzioni: una anteriore, che presenta l’apparato buccale ed una posteriore, l’addome. Allo stadio adulto presentano quattro zampe e non hanno antenne. La saliva delle zecche contiene sostanze in grado di promuovere la crescita dei virus e la mobilità dei batteri ed anche sostanze anticoagulanti, anestetizzanti, antinfiammatorie.In questo modo, nel punto in cui la zecca affonda il suo apparato buccale, sulla cute dell’ospite, si crea un ambiente idoneo alla trasmissione dei vari patogeni.

Cosa provocano le zecche?

Le zecche sono molto pericolose perché possono trasmettere tutta una serie di malattie, sia all’uomo che agli animali.
Per quanto riguarda il cane, per esempio, possiamo avere: la Babesiosi, l’Ehrlichiosi, la Rickettsiosi e la Borreliosi.
La Babesiosi è una malattia trasmessa principalmente da un microrganismo chiamato Babesia canis, che si localizza all’interno dei globuli rossi. I sintomi sono rappresentati da: febbre (che può arrivare anche a 41°C), anemia, aumento di volume della milza, ittero, ma anche paralisi e diarrea. Nei soggetti particolarmente suscettibili, la malattia è grave, e se non tempestivamente diagnosticata e curata, può portare alla morte del cane colpito. Esiste una terapia, per curare il nostro amico, basata sulla somministrazione di un farmaco specifico.

L’Ehrlichiosi

E’ causata nel cane da un batterio, l’Ehrlichia canis, che si moltiplica all’interno di numerosi tipi di cellule del sangue. I sintomi possono essere più o meno evidenti. Essi sono rappresentati da: letargia, anoressia, perdita di peso, febbre improvvisa, aumento di volume della milza e dei linfonodi, emorragie e sanguinamento dal naso. La terapia consiste nella somministrazione di un antibiotico, per almeno 3-4 settimane.

La Ricckettsiosi

La più diffusa infezione da Rickettsia in Italia e nel bacino del Mediterraneo è quella causata da Rickettsia conorii. Sempre attraverso la puntura di una zecca infetta, può essere contagiato anche l‘uomo. In esso prende il nome di “febbre bottonosa” o “febbre del Carducci” ed è caratterizzata, dopo un periodo di incubazione di 5-7 giorni, da febbre, eruzioni cutanee su tutto il corpo. La malattia è relativamente benigna, ma può assumere una certa gravità, fino ad arrivare alla morte, nei soggetti immunodepressi. Nel cane l’infezione decorre per lo più in assenza di sintomi, anche se si può rilevare febbre, abbattimento, ecc. Anche in questo caso la terapia prevede l’utilizzo di antibiotici.

La Borrelliosi

La Borreliosi è nota anche come “Malattia di Lyme”, dal nome del luogo dove fu descritta per la prima volta nell’uomo nel 1975. I sintomi, non sempre presenti, sono poco specifici e rappresentati da: febbre, anoressia, zoppia e dolori articolari. La terapia prevede sempre l’utilizzo di antibiotici.

© Riproduzione riservata