Lo stomaco delicato nel cane e nel gatto

È uno degli organi più importanti dell’apparato digerente dei nostri amici animali: nel cane e nel gatto a livello dello stomaco avviene la prima digestione delle proteine, che sono aggredite da un mix di succhi gastrici e acido cloridrico. 

Dott.ssa SABRINA DOMINIO – Medico Veterinario

Ecco le patologie che possono colpire lo stomaco di cani e gatti

Tra le più frequenti troviamo la gastrite, ossia l’infiammazione della mucosa che riveste internamente stomaco. Spesso si tratta di un problema cronico, che può, ad intermittenza, presentarsi per tutta la vita del nostro amico peloso. La gastrite può essere provocata da virus,parassiti, farmaci o sostanze tossiche, ma la causa più frequente sono le infezioni batteriche.

Nausea Il disturbo più diffuso nei carnivori domestici è la gastrite. Le cause di gastrite sono svariate,anche se sembra che le infezioni batteriche siano le maggiori responsabili. Il sintomo principale della gastrite è il vomito, un riflesso che coinvolge attivamente i muscoli dell’addome ed è preceduto da segnali caratteristici, come nausea, produzione eccessiva di saliva e contrazioni dell’addome.

Vomito: può essere sintomo di problemi intestinali seri


Di solito l’animale emette materiale parzialmente digerito, dall’odore acido. Sia il cane sia il gatto, essendo carnivori, utilizzano il vomito come meccanismo di difesa, per cui episodi sporadici non vi devono allarmare. Altre volte, tuttavia, il vomito può essere il sintomo principale di un problema più serio.

Analisi approfondite

Se notate che gli episodi di vomito diventano acuti e frequenti è il caso di far visitare il vostro beniamino da un veterinario che, a seconda del tipo di vomito e della storia clinica dell’animale, scoprirà la causa che l’ha provocato o disporrà analisi più approfondite.

La consistenza del vomito cambia a seconda della patologia

Se il vomito si verifica poco dopo il pasto o l’ingestione di acqua, potrebbe trattarsi di un’infiammazione dello stomaco, la gastrite acuta. Di solito non deve spaventare un vomito giallognolo, unito a poco cibo o erba, che spesso denuncia errori alimentari come il digiuno troppo prolungato (ecco perché non si deve dare un solo pasto giornaliero!).

Capillari rotti

Se l’animale vomita dopo diverse ore dal pasto, si potrebbe pensare ad un’ostruzione che impedisce al cibo di continuare il suo tragitto, e lo fa tornare indietro. Se vedete qualche striatura di sangue rosato, niente paura, probabilmente la mucosa gastrica è stata danneggiata nei suoi stati più superficiali, oppure lo sforzo del vomitare ha creato delle rotture dei capillari dell’esofago.

Sangue scuro all’interno del rigetto

Più preoccupante è il ritrovamento nel materiale vomitato di sangue scuro, o un odore di feci o urine.In questi casi si tratta sempre di un problema serio, che richiede l’immediato intervento del veterinario.

Cosa è la pancreatite

Se nel vomito trovate cibo non digerito, anche se il vostro amico ha mangiato da ore, potrebbe esserci un problema di ritenzione gastrica, dovuta a difetti anatomici, funzionali o ad una pancreatite.

Differenza tra vomito e rigurgito negli animali

E’ molto importante, ai fini della diagnosi, differenziare il vomito dal rigurgito, un fenomeno immediato e involontario che avviene subito dopo che l’animale ha assunto il cibo, senza segni premonitori.

Mangiare di corsa porta o mangiare erba porta al rigurgito

Il materiale rigurgitato esce dalla bocca e talvolta dal naso ed è sempre cibo non digerito misto a saliva, con un pH neutro. Se succede raramente, il rigurgito non deve allarmare. Alcune volte, l’animale rigurgita semplicemente perché ha mangiato troppo in fretta o ha ingerito erba o altri corpi estranei, che il suo organismo rifiuta immediatamente.

Fluidi e digiuno

Dopo episodi ripetuti di vomito, è opportuno fare osservare al vostro animale un periodo di digiuno di circa 24 ore, in modo da permettere al suo apparato digerente di rimettersi in sesto. Siccome con il vomito si perdono molti liquidi ed il rischio di disidratazione è sempre in agguato, occorre innanzitutto somministrare fluidi all’animale, meglio se tramite flebo.

Acqua: ecco come dosarla

Se l’animale bevesse grosse quantità di acqua ci sarebbe il rischio di scatenare ancora di più il vomito. Non lasciate quindi la ciotola dell’acqua a disposizione, ma somministratene piccole quantità moltissime volte al giorno. Tramite flebo, si possono somministrare anche i sali minerali, potassio, sodio e cloro in particolare, che vengono abbondantemente persi col vomito.

Come aiutare l’animale durante la guarigione

Dopo il digiuno, si inizieranno a proporre all’animale piccole quantità di alimento specifico per il suo problema, frazionandolo in moltissimi pasti giornalieri. In questo modo lo stomaco ricomincerà pian piano a lavorare e a riprendere i normali ritmi digestivi.

Cibo fatto in casa: pollo, riso e uova per una facile digestione

Scegliete un prodotto povero di grassi, meglio se umido. Il consiglio è quello di optare per un mangime commerciale formulato per i problemi gastroenterici ma, se volete preparare voi stessi la pappa al povero malato, scegliete ingredienti leggeri e digeribili, come pasta e riso ben cotti, carni di pollame, formaggio magro o uova. Evitate invece i latticini, che contengono elevate concentrazioni di lattosio, poco digeribile dallo stomaco di un carnivoro.

Come tornare a una normale alimentazione

Una volta che i sintomi si sono risolti, sempre su autorizzazione del veterinario, potrete tornare all’alimento abituale con un passaggio graduale in 3-5 giorni.

Alimenti ipoallergenici: ecco cosa sapere

L’alimento scelto deve contenere quantità controllate di proteine altamente digeribili e, se non si sono ancora escluse le cause d’intolleranza alimentare, sarà meglio scegliere un alimento ipoallergenico e monoproteico.

Sono da evitare quegli alimenti che contengono fibre solubili gelificanti, perché queste sostanze ritardano il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino,aggravando ancora di più il deficit digestivo.

Cibo caldo o freddo?

L’alimento va servito a temperatura corporea, ossia vicino ai 38 °C. Spesso lo stomaco tollera meglio i cibi ammorbiditi o diluiti in acqua, perché essi passano più velocemente nel tubo digerente, riducendo le contrazioni dei muscoli gastrici. A questo proposito, evitate gli alimenti troppo ricchi di fibre, che fanno da zavorra e rallentano il transito dell’alimento.In ogni caso, è sempre meglio optare per un alimento molto digeribile.

Stomaco pieno: cosa fare

Un altro problema abbastanza diffuso nel cane e nel gatto è il ritardo dello svuotamento gastrico, in cui lo stomaco non riesce a liberarsi del suo contenuto. Questa sindrome è più frequente nel cane ed è dovuta a problemi funzionali o lesioni dell’apparato digerente (cicatrici in seguito a gastriti croniche, boli di pelo e altro). Il sintomo clinico più caratteristico è il vomito lontano dai pasti di cibo scarsamente digerito.

Paraffina

In caso di rallentamento dello svuotamento gastrico, i pasti devono essere frazionati e di piccole dimensioni, meglio se in forma liquida o umida. Se ci sono dei piccoli corpi estranei nello stomaco o dei boli di pelo, potete somministrare della paraffina liquida, che funge da lubrificante.

Boli addio

In questo caso, le fibre alimentari sono molto importanti. Infatti, specialmente nel gatto,somministrandone una percentuale compresa fra il 12 ed il 15%, si stimola l’escrezione dei boli di pelo con le feci e se ne previene la formazione.

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