La filariosi


Le zanzare del genere Culex sono responsabili della diffusione di un parassita chiamato Dirofilaria immitis, che provoca la Filariosi cardio-polmonare o Dirofilariosi. Il periodo durante il quale gli animali rischiano maggiormente di contrarre la malattia è quello che va da marzo a novembre, anche se è difficile stabilire con esattezza i mesi più “pericolosi”.


Da madre a cucciolo


La Filariosi interessa prevalentemente il cane ma può colpire anche canidi selvatici come volpe e coyote, felidi domestici e selvatici e il furetto. È possibile la trasmissione dalla madre al cucciolo, attraverso la placenta, delle forme immature del parassita, tuttavia queste ultime non potranno mai trasformarsi in adulti perché hanno bisogno di completare il loro ciclo vitale nel corpo della zanzara.


Larve nel sangue

Le forme immature del parassita, chiamate larve, vengono inoculate al cane tramite la puntura della zanzara: si accrescono nei tessuti del loro ospite e dopo 6-8 mesi si riversano nel sangue, raggiungendo la loro sede definitiva, che è la porzione destra del cuore ed arterie polmonari.

La pericolosità di questa malattia è dovuta principalmente ai danni che i parassiti adulti provocano al cuore, ossia la dilatazione della parte destra dell’organo e l’occlusione dell’arteria polmonare.


Affaticati

Il sintomo che possiamo riscontrare con maggiore frequenza nel cane è il facile affaticamento e l’intolleranza all’esercizio fisico che negli stadi più avanzati, può sfociare in vere e proprie “sincopi”. Altri sintomi sono: apatia, appetito capriccioso, dimagrimento e spesso anche tosse.

Nel gatto si possono riscontrare due forme: una acuta, con sintomatologia di tipo respiratorio e neurologico (eventualmente associata a vomito) e una cronica caratterizzata da sintomi respiratori e gastroenterici. In questa specie, a volte, anche un solo parassita può essere causa di gravi patologie.


Controlli annuali

Se riscontriamo nel nostro cane dei sintomi sospetti è importante una repentina visita dal Veterinario. È poi bene effettuare dei controlli annuali, preferibilmente nel mese di marzo, per assicurarci che il nostro amico a quattro zampe non abbia contratto l’infezione.

In quel caso esiste una cura efficace per questa malattia, che però presenta degli effetti collaterali non trascurabili. I principi attivi più utilizzati sono due: uno che agisce sia sulle forme immature sia sulle forme adulte del parassiti e un altro che invece è efficace solo sulle forme immature.

Una settimana prima e fino a quattro settimane dopo il trattamento è fondamentale abbinare a questa terapia anche un’altra per ridurre gli effetti collaterali dovuti alla morte dei parassiti adulti.

Prevenire è meglio

Contro la Filariosi l’arma migliore che abbiamo è la prevenzione.

A tal proposito in commercio esistono farmaci che contengono quasi tutti ivermectina, sostanza efficace contro le forme immature del parassita e che impedisce che queste si trasformino in adulti.

Tali farmaci esistono in diversi formati: compresse o tavolette appetibili che il proprietario deve somministrare ogni mese almeno da marzo a novembre e iniezioni che può invece somministrare solo il Medico Veterinario una volta all’anno.


“Pipette”

Esistono anche altri principi attivi efficaci reperibili in commercio sotto forma di “pipette”, che si applicano una volta al mese al cane tra le scapole. Compresse, tavolette e pipette si possono trovare in confezioni diverse e quindi con differenti dosaggi di farmaco, in base al peso dell’animale e all’età (esistono prodotti per cuccioli). Se si decide di utilizzare nella prevenzione le compresse o le pipette è importante non dimenticare di somministrarle e non tardare nemmeno un giorno, per evitare che il nostro amico a quattro zampe rimanga “scoperto” e quindi facilmente aggredibile dalla malattia. Esistono delle fialette che si possono utilizzare ancnel furetto e nel gatto.

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