Gli animali e il Web

Gli animali e il web 




Chi ama parla di ciò che ama e chi parla di solito lo fa sul web. Questa verità molto semplice esiste, ed è in crescita, anche per quanto riguarda il mondo degli animali da compagnia.



Nella Rete ci sono delle vere città virtuali

Dentro di esse c’è spazio per le domande e le risposte che si fanno, e si danno, milioni di proprietari di animali. Vogliamo parlare, per esempio, dei forum dedicati ai pet? Per prova, abbiamo proposto alcune delle domande-tipo che solitamente affliggono il proprietario alle prime armi. Cosa posso dare da mangiare alle mie tartarughine? Che sistema si usa per eliminare quella terribile patina verde dalla parete del mio acquario? Posso dare pane e latte al mio canarino? Come faccio a insegnare al mio cucciolo a sporcare fuori casa?


Un messaggio nella bottiglia

La Rete funziona proprio perché si può lanciare una domanda nell’aria (come fosse il classico messaggio nella bottiglia) e sperare in una risposta. Nel nostro caso è arrivata molto prontamente. Ciascuno dei quesiti che abbiamo sollevato è stato subito preso in considerazione da altri “padroni solidali” e in molti casi ci è stata data una risposta corretta, come quella che ci consigliava di portare il cucciolo a spasso subito dopo il pisolino e lodarlo in caso avesse fatto i bisogni fuori. Le indicazioni fuorvianti o sbagliate ci sono state date in forma dubitativa (“mia zia ha sempre lasciato ai piccioni una ciotola piena di mollica bagnata nel latte… però non so… forse dovresti informarti”).


Un punto di riferimento

Spesso un sito internet è il modo più efficace per tenere informata una comunità virtuale. Quasi tutti i kennel club hanno un loro spazio web in cui si trovano informazioni sullo standard di razza, le esposizioni, le gare e gli allevatori. Nel caso di comunità virtuali di appassionati, poniamo di serpenti, un sito di erpetologia può diventare un punto di riferimento autorevole molto più facilmente accessibile di un libro o un manuale dedicato ai rettili.


Pet friendly

Sulla Rete, poi, la gente fa gruppo: le persone diventano consapevoli del proprio numero (e della propria forza) e, quando possono, cercano di organizzarsi di conseguenza. È il caso, per esempio, dei movimenti per i diritti degli animali, che ogni anno coinvolgono un numero crescente di persone. Senza andare a toccare le grandi campagne contro la vivisezione, l’abbandono e la macellazione degli animali si può citare l’interesse del popolo del web per iniziative dedicate a far accettare Fido nelle spiagge o l’idea di creare in rete uno spazio in cui raccogliere tutta l’offerta commerciale esistente in Italia e dedicata a quelli che vogliono fare vacanze pet friendly.


Avere un animale, per esempio un cane, prima di tutto vuol dire cambiare il proprio modo di vedere le cose. Sono molti i particolari che cambiano nella vita di tutti  i giorni. Per esempio, il passare delle ore è scandito dalle passeggiate più o meno lunghe al parco e allo sgambatoio. Poi  ci sono i pasti, le visite dal veterinario e le gite fuori porta. Tutto questo piccolo mondo è ricco di esperienze che un amante dei pet tende a mettere in comune con altri accesi dalla stessa passione. 

 

 

Acquisti online

E a proposito di lato commerciale, vogliamo parlare dei negozi online dedicati agli accessori per animali? A livello nazionale ci sono almeno due realtà molto importanti che offrono articoli per tutte le tasche e tutti i gusti. Si può comprare (quasi) qualunque cosa: i prezzi sono buoni e le consegne avvengono in tempi molto brevi.

L’unico inconveniente capita con gli oggetti su misura, come possono essere gli abiti per cani, che difficilmente staranno bene addosso al nostro amico se abbiamo sbagliato a prendere le misure.

 

La carica dei 101

Al contrario. La parte più densa di contenuti è quella dedicata alla sfera affettiva perché ogni pet ha una storia e ogni storia è raccontata agli altri, spesso sul web.

Carla, una nostra lettrice, ormai da due anni tiene un blog dedicato alla sua Jack Russel Lilia. “All’inizio scrivevo per puro divertimento, attratta dal fatto di poter fare vedere al mondo il filmato di Lilia mentre volava lungo il percorso di agility”, dice Carla. “Ben presto le cose sono cambiate: nel giro di pochi mesi il blog di Lilia è diventato il punto di riferimento di una piccola comunità di appassionati.

A margine dei post ci scambiavamo commenti sulle gare e i percorsi e ci davamo consigli l’un l’altro su come afforntare questo o quel problema.

Quando alla fine del primo anno ho dato un’occhiata alle statistiche del mio blog ho capito di far parte di una comunità più ampia di quanto mi aspettassi: nel giro di 12 mesi qualcosa come diecimila persone aveva letto qualcosa di Lilia. Di questi, cinquecento avevano lasciato un commento o una considerazione sui contenuti.

Cinquecento persone.

Come dire: una specie di carica dei centoeuno ma per fortuna, stavolta, al contrario”.

© Riproduzione riservata