Dermatite e pulizia del pelo nel cane e nel gatto

La dermatite è un processo infiammatorio che interessa la pelle, in particolar modo il suo strato superficiale, l’epidermide. Tutto ciò che c’è da sapere sulla dermatite del cane e la dermatite del gatto.

Dermatite cani e gatti e pulizia del mantello

Spesso è un sintomo di malattie locali o generali e per questo va considerata con attenzione ogni volta che si presenta, dal momento che trascurare le prime fasi può significare trovarsi a combattere con dermatiti ricorrenti o con un rapido aggravamento dei sintomi. Per fortuna alcuni semplici accorgimenti, tra cui una corretta pulizia del mantello, possono aiutarci a mantenere i nostri amici sani e felici.

Quando si parla di dermatite in genere il campanello d’allarme è il prurito: l’animale si gratta, si mordicchia o si lecca insistentemente alcune zone del corpo. Se vi accorgete che il vostro amico a quattro zampe ha prurito, cercate di capire quando lo manifesta, dove e l’entità del fastidio. Ciò potrà servire quando, dal Medico Veterinario, indagherete le cause che l’hanno scatenato.

Prurito: come scoprire la causa?

Un prurito improvviso e violento, accompagnato da arrossamento ed escoriazioni cutanee, può essere causato da sostanze irritanti, da punture o da morsi di insetti o ragni. Se vi accorgete che il vostro cane o gatto si mordicchiano o grattano una zona delimitata del corpo vi conviene osservare bene il punto interessato diradando il pelo con le mani o con l’aiuto di un pettine.


Potrete scorgere parassiti (zecche, pulci), corpi estranei, segni di punture o di morsi o semplicemente rendervi conto che nella zona la pelle è diversa rispetto alle aree circostanti.

Tutte le possibili causa di dermatite in cani e gatti

Se il prurito si manifesta in momenti particolari della giornata potrebbe essere causato dal contatto con determinati substrati (tappeti, erba del prato trattata con prodotti tossici o irritanti, oppure detergenti se per esempio pulite il pavimento e dopo il cane tende a grattarsi). È invece normale in ogni caso che il prurito aumenti durante la notte per la maggiore vascolarizzazione e la minor interferenza di stimoli esterni che
possono distrarre il nostro amico.

La dermatite può manifestarsi con prurito, zone prive di pelo o presenza di peli troncati alla radice, forfora, arrossamento, untuosità, papule, pustole, piaghe e ulcere. In ogni caso molto dipende dalla causa scatenante e dalla rapidità con cui questa è riconosciuta e trattata. Dermatiti lievi ma pruriginose spesso possono evolvere in piaghe e infezioni gravi della cute a causa del grattamento e della conseguente sovrainfezione batterica.

Pulci e allergie

Se il cane o il gatto si grattano solo in alcuni momenti dell’anno il fastidio potrebbe essere causato da allergie (pollini, ad esempio), mentre se non ha caratteristica stagionale una causa potrebbe invece essere l’allergia alimentare. Anche una sola pulce, se il soggetto è allergico alla saliva di questi parassiti (DAP, dermatite allergica da pulci), può scatenare prurito intenso con dermatite: la DAP è più acuta nel periodo primaverile-estivo e il prurito (con conseguente grattamento e dermatite) si localizza soprattutto sul dorso, sulla parte iniziale della coda e sulla parte posteriore delle
cosce.

Occhio agli acari

Altri parassiti meno evidenti ma altrettanto fastidiosi possono annidarsi tra il pelo dei vostri animali: acari, pidocchi, funghi, lieviti. Tra gli acari ricordiamo quelli che causano le rogne. La rogna sarcoptica o scabbia (causata da Sarcoptes scabiei nel cane e Notoedres cati nel gatto) è una malattia parassitaria che causa dermatite con prurito intenso, mentre
la rogna demodettica (causata da Demodex canis) è trasmessa in genere dalla mamma al momento del parto e dell’allattamento, non è pruriginosa ma può diventarlo a causa di infezioni batteriche secondarie.

Alcune dermatiti sono causate da disturbi ormonali: ipotiroidismo, diabete insipido, sindrome di Cushing, ipersecrezione di estrogeni, ipergonadismo e ipogonadismo, causano dermatiti con aree alopeciche in genere diffuse o a
caratteristica localizzazione bilaterale e simmetrica.

Anche queste dermatiti possono peggiorare a causa di sovrainfezioni batteriche, fungine o da acari. Importanti dermatiti, causate dal sistema immunitario dell’ospite che rivolge le proprie armi contro se stesso, sono inoltre quella causate da pemfigo (volgare, foliaceo, vegetante, eritematoso) e Lupus. (L. discoide e L. eritematoso sistemico).

Dermatite in cani e gatti: possibili problemi comportamentali

Anche alcuni funghi causano dermatiti: gli agenti della tigna (prevalentemente causata da Microsporum canis) causano depilazioni in genere rotondeggianti, desquamanti, non pruriginose. Malassezia pachydermatis è un lievito che vive normalmente sulla cute e nei padiglioni auricolari del cane. È responsabile di dermatiti squamose, con pelle untuosa e prurito.

Esistono infine dermatiti causate da problemi comportamentali che inducono gli animali a leccarsi, grattarsi o mordicchiarsi alcune zone del corpo. Nel dubbio, è necessario andare prima dal Medico Veterinario Dermatologo che escluderà ogni causa organica e, successivamente, dal Veterinario Comportamentalista che indicherà una terapia mirata.

Nei giovani animali può comparire una dermatite simile all’acne degli adolescenti:si formano delle papule e delle pustole su mento, addome, piatto interno delle cosce. In genere non comporta grandi danni e si risolve spontaneamente, a meno che non peggiori in piodermite.

Terapia contro la dermatite di cani e gatti

Per ogni causa esiste una terapia adatta che va approntata con il proprio Medico Veterinario.Un consiglio che si può dare è utilizzare prodotti ipoallergenici sia per la pulizia domestica che per la pulizia del proprio animale. Fate attenzione durante le passeggiate ai luoghi in cui sono stati utilizzati diserbanti o altri prodotti che potrebbero essere nocivi e non portate il cane in zone in cui è stata tagliata da poco l’erba in estate, onde evitare che le reste delle graminacee si conficchino in zampe, orecchie e cute in genere.

Come pulire cani e gatti con la dermatite?

Un capitolo a parte merita la cura del mantello. Dopo ogni uscita, è buona norma controllare ogni parte del mantello (compresi gli spazi interdigitali
e i padiglioni auricolari). In commercio sono reperibili salviette specifiche per cani e gatti che permettono la rimozione rapida dello sporco in superficie.

Cane e gatto vanno comunque spazzolati quotidianamente, possibilmente con spazzole che non provochino sensazioni fastidiose (ottime quelle in gomma, o quelle applicate al guanto). Spazzole o pettini con denti di metallo o plastica dura vanno riservate alla pulizia di zone del mantello particolarmente sporche: ad esempio sono utili nella rimozione di spighe, spine o foglie intrappolate nel pelo.

Carezze benefiche

Mentre si spazzola è consigliabile passare dietro la mano a palmo aperto. Ciò consente di sentire immediatamente la presenza di tumefazioni (cisti, tumori) o corpi estranei (parassiti, resti di vegetali impigliati nella pelliccia). Alzare il pelo scoprendo la cute può rivelare la presenza di pulci: questi parassiti lasciano sul mantello delle concrezioni nerastre (le proprie feci) ben evidenti se si apre una ciocca del mantello, talvolta è inoltre possibile veder muovere direttamente una pulce o scovare la presenza di zecche o pidocchi.

Accarezzare il mantello permette anche di controllare se si mantiene lucido e setoso o se si presenta ruvido o untuoso (talvolta tali caratteristiche possono essere segno di patologie organiche). Nel gatto degna di nota è la dermatite causata dal complesso del granuloma eosinofilico. La dermatite si manifesta in questo caso con papule, pustole, ma anche con placche caratteristiche su labbro superiore, zona posteriore delle cosce e collo.

Come comportarsi in presenta di nodi sul mantello del cane o del gatto

La presenza di forfora può rappresentare anch’essa un segno di patologia in atto (ad esempio leishmaniosi). Nel caso il mantello presenti nodi fitti o corpi estranei non removibili con la spazzola, meglio tagliare direttamente la ciocca stando ben attenti a non lesionare la cute sottostante: si inserisce una lama nella ciocca e prima di tagliare si controlla di lasciare un buon margine al di sotto del piano di taglio.

Se poi è necessario tagliare ampie zone del mantello, possiamo ricorrere ad una tosatrice elettrica, avendo cura di abituare l’animale al suo rumore onde evitare graffi, morsi e fughe. Non è necessario lavare il cane spesso
(basta una volta ogni tre mesi, a meno di casi particolari) ed è necessario utilizzare detergenti non aggressivi (ottimi quelli all’avena, per esempio).

In ogni caso il prurito non va sottovalutato perché è sempre sintomo di un problema. Quando si manifesta il consiglio è sempre quello di effettuare una visita dal Medico Veterinario di fiducia.

© Riproduzione riservata